sabato 31 agosto 2013

Queen - Death On Two Legs. La vera storia del “Re dello schifo”


Quella mattina del 1975 Freddie era in ritardo. Ognuno lo aspettava a modo suo, animando lo studio di registrazione con voci sussurrate e note accennate alle chitarre. Brian se ne stava seduto su uno sgabello, la Red Special in braccio e le lunghe dita affusolate lasciate correre in libertà lungo la tastiera. John era impegnato in una discussione tecnica con l'ingegnere del suono su come modificare alcuni amplificatori. Nel frattempo Roger guardava in modo ossessivo la porta d'ingresso, sperando che l'amico facesse finalmente capolino in sala. I Queen stavano vivendo settimane impegnative e anche se finalmente potevano avere a disposizione un badget adeguato alle proprie necessità, sapevano di dover rispettare una tabella di marcia. Il pubblico e il mercato attendevano un nuovo album e stavolta doveva trattarsi di un capolavoro.

La scelta di John Deacon

Osservate con attenzione l'immagine qui accanto. È tratta dal video di No-One But You, una delle canzoni più significative dei Queen. Si vedono Brian e Roger intenti a discutere con John che, nel frattempo, resta concentrato sul suo strumento a capo chino. Quando mi capitano davanti agli occhi fotografie del genere non posso fare a meno di animarle con la fantasia per vederci dentro il significato delle cose. Mi basta chiudere per un istante gli occhi e tutto diventa chiaro: John ha finalmente deciso di affrontare il demone che gli si agita dentro. Non è la prima volta che accade e anche per lui deve esserci stato un istante nel quale una vecchia foto emerge dal passato a ricordargli l'ineluttabilità di certe scelte.

venerdì 30 agosto 2013

Tributo a Brian May

Brian May è uno dei chitarristi più importanti della storia del rock. È anche autore di alcune tra le canzoni più rilevanti della scena musicale mondiale. Ma è anche uno scienziato quotato e un esperto di fotografie stereo. Da alcuni anni è conosciuto in Inghilterra per il suo attivismo in favore dei diritti degli animali. È, in una parola, un uomo rinascimentale. Il Rinascimento è stata un'epoca storica importante, perché ha posto al centro del mondo il pensiero e l'ingegno dell'essere umano. È il periodo in cui sono fiorite le arti e le scienze, attraverso le quali l'uomo ha compreso le proprie potenzialità. Brian May, pur essendo nato molti secoli dopo, ha raccolto quell'eredità, quello stile di vita e, soprattutto dopo il 1991 ha iniziato a metterne in pratica gli insegnamenti. Il tutto a dire il vero inizia già negli anni '60 quando, assieme al padre, costruisce la leggendaria Red Special. Eddie Van Halen ha messo assieme pezzi di varie chitarre e altri musicisti hanno nel tempo richiesto e ottenuto dalle case costruttrici determinate caratteristiche (penso alle Ibanez a 7 corde di Steve Vai). Brian May ha fatto ben più di tutto questo: ha ritagliato un pezzo di legno, ha utilizzato la molla di una motocicletta... insomma, ha inventato il suo strumento, rendendolo fondamentale per il sound dei Queen. Senza quella chitarra, e quelle dita s'intende, non ci sarebbero mai stati i Queen.

giovedì 29 agosto 2013

A Settembre il ritorno dei Queen+Adam Lambert.

La prima volta che ho visto esibirsi su un palco i Queen con Adam Lambert era il 2011, mi trovavo in soggiorno e per un attimo ho pensato di spegnere la tv. Poi sono andato avanti, ho seguito la performance fino alla fine e mi sono detto: ok, hanno toccato il fondo. Le ragioni di un giudizio così forte le ho poi raccontate in rete e in parte credo riflettano ciò che ancora adesso molti fans pensano di questa collaborazione. Io invece ho cambiato idea e il merito è, come sempre accade in questi casi, l'emozione che la musica sa dare. L'estate scorsa ho avuto la possibilità di seguire tutte le date del mini tour dei Queen+Adam Lambert attraverso un superbo streaming messo in piedi da un fan rimasto per me anonimo ma che non smetterò mai di ringraziare. Ricordo con immenso piacere le serate passate davanti al pc, lottando con una connessione ballerina e scambiando opinioni con gli amici in rete. Soprattutto mi è rimasta dentro l'emozione positiva di vedere ancora una volta i Queen dal vivo, con l'aggiunta di un Lambert ben diverso da quello visto sul palco degli Mtv EMA Awards.

mercoledì 28 agosto 2013

Siamo tutti Freddie Mercury... per un giorno!

Qualche giorno fa vi raccontavo della mia prima vhs, Live at Wembley, e dell'emozione che mi suscitarono quelle immagini. Su quel nastro, poi divenuto un dvd, un bluray e chissà quante altre diavolerie inventeranno per riproporcelo ancora e ancora, è inciso un Freddie Mercury divenuto ormai icona, nell'accezione più stringente di questo termine. Un'icona è qualcosa che resta perché in essa è racchiuso un concetto, una filosofia, un elemento duraturo nel quale in tanti si riconoscono. Ricordate l'immagine di Albert Einstain che fa la linguaccia? Quella è un'icona, così come lo sono il gol con la mano di Maradona, Martin Luther King con il suo “I have a dream” o magari l'immagine di un corridore che vince la sua gara più importante in uno stadio tedesco.

martedì 27 agosto 2013

Finalmente arrivano gli inediti!

Alzi la mano chi non era a conoscenza di questa notizia. Bene, non siete in tanti. Ma per tutti quelli che invece fossero appena caduti dalle nuvole, ecco come stanno le cose. Luglio si stava rapidamente consumando sotto i colpi inferti dalla calura e Agosto era pronto a fare capolino sul calendario quando dal suo account personale Brian May ha iniziato a lanciare segnali inequivocabili. Lui e Roger, assistiti dal produttore William Orbit, erano a lavoro sui leggendari duetti registrati da Freddie con Michael Jackson a metà degli anni '80. Per chi non lo sapesse, i due artisti si incontrarono presso gli studi di registrazione di Jacko – ma ci sono voci secondo cui Jackson abbia ricambiato la visita suonando assieme ai Queen – e incisero certamente due brani: State Of Shock e There Must More To Life Than This. Il primo finì pubblicato in America ma con Mick Jagger alla voce; il secondo venne scelto da Freddie, senza la voce di MJ però, per il suo album solista Mr Bad Guy. Sempre le leggende poi narrano di un terzo brano, Victory, di cui non si conosce nulla, se non appunto il titolo. Quest'ultima dovrebbe essere una canzone totalmente accreditabile ai Queen.

lunedì 26 agosto 2013

L'interazione col blog e la scelta del nome.

Per quanto un blog sia per sua stessa definizione un diario, quindi qualcosa di molto personale che non dovrebbe ammettere punti di vista diversi da quelli del suo autore, Queen Forever sarà comunque aperto al pubblico e all'interazione con i fans che avranno la voglia di seguirlo. Per farlo sono aperti un accout Twitter (@Queen4everBlog) e una pagina Facebook (queen4everblog) dove sarà sufficiente cliccare “mi piace” per interagire con me e con gli altri utenti. Non solo ho sempre creduto nella condivisione della passione per i Queen, ma ritengo che se si sta in rete non ci si possa sottrarre dal confronto con gli altri. In fondo il divertimento sta proprio in questo, anche quando il dialogo si fa acceso, irritante.

Roger Taylor è tornato sulla Terra

La prima volta che ho ammirato i Queen in una performance live è stato grazie alla vhs di Live at Wembley, comprata faticosamente in quella stagione della vita in cui inizi a capire che il denaro può regalarti grandi emozioni, a patto che i tuoi genitori ti permettano di spenderlo per certe cose. All'epoca mio fratello maggiore si era fatto la fama di grande frequentatore de “La Discoteca”, il negozio di dischi e cassette più famoso della città. Con undici anni di differenza – in suo favore – io non avevo speranze di riuscire a convincere i miei genitori della “necessità” di diventare anch'io cliente dello stesso negozio.

Introduzione

Parliamo, voi ed io. Parliamo dei Queen. La mia stanza è ricolma di cd, libri, poster e vecchi vinili che ogni tanto tornano a girare spandendo per la casa il suono caldo dei loro solchi. Ogni volta che ne riprendo uno in mano il presente si ricongiunge col passato e ripenso a come è iniziato tutto quanto. E voi, ci pensate mai? A me è successo per caso, sempre ammesso che il caso non sia altro che la manifestazione di un destino che sta a noi saper cogliere. Una volta qualcuno mi ha detto che le coincidenze sono dei sintomi, quasi che la vita di tanto in tanto ti metta sulla strada dei sassolini che nel loro insieme indicano un cammino, una svolta che si rivelerà determinante.