lunedì 30 settembre 2013

La lezione musicale dei Queen

L'adolescenza è un terreno fertile dove basta gettare un seme affinché questo possa radicarsi nonostante l'inclemenza di una stagione della vita tra le più turbolente. Le radici affondando nel ventre molle di un'esistenza ancora incerta, troppo simile al passo claudicante di un bambino che ha appena iniziato a camminare ma che ha già in sé la protervia del corridore esperto. Quando hai un'età compresa tra i tredici e i diciotto anni (ma è un intervallo di tempo che in alcuni casi si protrae a dismisura) non conosci le mezze misure e tutto assume i contorni dell'assoluto. La compagna del primo banco è la più bella di tutte e tu l'amerai per sempre. Il film che hai visto al cinema lo scorso sabato pomeriggio è il tuo preferito, in assoluto. La musica che ascolti è la migliore di sempre.

sabato 28 settembre 2013

Queen: la recensione di Hot Space

Questo è un capitolo dedicato soprattutto ai fans più giovani, ancora alle prese con la scoperta della discografia dei Queen. Non sapete quanto vi invidio! L'emozione di scoprire la loro musica album dopo album è impagabile. Confesso che a volte mi sento con la testa troppo piena di informazioni e vorrei poter resettare tutto e ricominciare da capo, partendo da quel primo nastro registrato in casa e poi, passo dopo passo, riscoprire i dischi, le canzoni, ogni singola emozione. Nel corso del tempo la percezione delle cose cambia. È il proverbiale “senno del poi” che dispiega la propria ombra e muta la visione che credevamo incrollabile. La vita è una pietra che rotola inarrestabile e fermarne la corsa è impossibile. Oppure bastano un file word e un'idea da buttarci su, costruita con le parole ma, in definitiva, racconta con l'emozione di chi continua a credere che basti mettere su un disco per tornare indietro.

venerdì 27 settembre 2013

Queen - The Complete Illustrated Lyrics

Cosa si nasconde dietro il testo di una canzone? Qual è la genesi di una strofa, quali le modifiche che hanno portato infine alla stesura finale di un brano? A tutte queste domande prova a rispondere il bellissimo libro fotografico The Compete Illustrated Lyrics. Non è il solito volume che raccoglie i testi delle canzoni dei Queen in ordine alfabetico. È una vera e propria galleria fotografica che prova a raccontare per immagini l'intera carriera del gruppo, spalancando vere e proprie finestre su ogni singolo brano.

L'idea è quale di mettere assieme i testi scritti nella loro versione originale. Scorrendo le pagine del libro ci imbattiamo nei classici fogli di quaderno, bianchi o a righe, ma anche in frammenti di blocchi per appunti provenienti dai tanti alberghi dove i Queen hanno alloggiato nel corso dei loro estenuanti tour. Dietro ogni immagine c'è un racconto, perché scoprire che These Are The Days Of Our Lives è stata scritta da Roger durante l'attesa per l'imbarco su un volo aereo riesce a farti immaginare la scena, così familiare per tanti di noi che nel caos di un aeroporto si ritirano in un angolo silenzioso coi propri pensieri. Allo stesso modo non si può non restare affascinati dai tanti brani nati nelle stanze d'albergo. Spesso si immaginano gli artisti che, una volta scesi dal palco, corrono in camera per distruggere televisori o magari per concedersi un frammento di tranquilla normalità in una esistenza in realtà frenetica. Ma per i Queen ogni momento era buono per comporre. Del resto la creatività non è qualcosa che puoi accendere come un interruttore. Quando ti piomba addosso non puoi far altro che scrivere, disegnare, suonare.

giovedì 26 settembre 2013

Queen+Paul Rodgers, live Palalottomatica di Roma, 26 Settembre 2008

Ci sono ricordi che hanno il potere di travolgerti come un'onda di risacca che ti trascina via verso l'orizzonte della memoria. Quando accade l'orologio sembra davvero tornare indietro nel tempo e sulla pelle tornano a scorrere le emozioni con lo stesso tocco impetuoso provato anni prima. È come se ti si instillasse nella mente un terzo occhio che è anche una macchina del tempo che inizia a scorrere a ritroso e mentre le immagini scorrono veloci sorridi, perché sai che il luogo in cui sei destinato ad approdare è uno dei momenti più importanti della tua vita. Nel 2008 si è realizzato uno di quei sogni che tieni gelosamente custodito nel cassetto, nascosto sotto una pila di vecchie fantasie e che non getti via solo perché ci sei affezionato. Avete presente quel primo paio di jeans che avete indossati da ragazzini e che oggi non vi va più? Continuate a portarvelo dietro tra un trasloco e l'altro perché in quella taglia ormai troppo stretta si nasconde tutto un mondo dal quale non vorreste separarvi per nulla al mondo. La possibilità di vedere dal vivo i Queen era qualcosa di simile: il desiderio inespresso perché irrealizzabile, legato ad una stagione della vita, l'adolescenza, che non può tornare ma che alberga ancora nel profondo, pronto ad emergere solo come sogno ad occhi aperti. Che potesse diventare realtà era una cosa che apparteneva al mondo dell'impossibile. Nemmeno un bravo illusionista avrebbe potuto farci qualcosa. Però il sogno era lì e ogni tanto, lo confesso, gli davo anche una sbirciatina, per quanto mi facesse male. Poi arriva quel Settembre e capisci che i Queen sono pronti a farti l'ennesimo regalo. Torna ragazzino mi dicono, indossa quel paio di jeans e vieni a cantare a squarciagola con noi.

lunedì 23 settembre 2013

Queen are Brian May & Roger Taylor

Freddie Mercury è morto nel 1991. Nel '98 John Deacon ha definitivamente abbandonato le attività musicali relegandosi al ruolo di semplice firmatario dei contratti. Oggi i Queen sono un duo. Si tratta di poche frasi, forse anche banali, ma che nel loro complesso riassumono alla perfezione la storia della band. In effetti a ben pensarci è così da talmente tanti anni che, mettendo assieme concerti, esibizioni di vario tipo e addirittura dischi, ne viene fuori una vera e propria carriera, il che è già di per sé il tratto distintivo di un gruppo musicale in attività e quindi con un seguito di pubblico. Poche ore fa, guardando prima in diretta streaming e poi nei video apparsi in rete l'esibizione a Las Vegas con Adam Lambert ho percepito, credo per la prima volta, la vera essenza di questi “nuovi” Queen, che da anni tentato di emergere e credo anche di affermarsi, affrancandosi dall'ombra meravigliosa ma anche pesante di Freddie. Si, la cosa sconcerta voi quanto me, ma ho realizzato di non aver vissuto quel nodo allo stomaco (o alla gola, fate voi) che ti prende tutte le volte che guardi i Queen e pensi a chi non c'è più. Una volta tanto ho goduto della musica e dello spettacolo senza quella connessione sottotraccia che ti fa pensare a Freddie Mercury, a come avrebbe cantato lui e a come si sarebbe mosso sul palco. Ciò che ho visto all'iHeart Radio Festival è stata la performance di un duo affiancato da tre ottimi musicisti e da un cantante che ha rivelato eccezionali doti sia vocali che di frontman.

domenica 22 settembre 2013

Breaking News: Harry Potter sostituisce Borat? Arriva la smentita

Ho appena finito di scrivere un nuovo capitolo per il blog, una riflessione dettata dal concerto di Las Vegas ma, come dicono quelli bravi, la cronaca incombe e bisogna concederle spazio. Da ieri infatti ha iniziato a circolare in rete la notizia, poi ripresa da molti organi di stampa, secondo cui la produzione del biopic su Freddie Mercury avrebbe scelto Daniel Redcliff come sostituto di Sacha Baron Cohen.

Come ricorderete il film sembrava essersi definitivamente arenato con l'abbandono di Cohen. L'attore sembra abbia deciso di rinunciare al progetto per dissidi con i Queen i quali non avrebbero apprezzato il taglio scandalistico che Cohen, con la complicità dello sceneggiatore Peter Morgan, intendeva dare al Freddie di celluloide. Da parte loro Brian e Roger non hanno rivelato il proprio punto di vista sulla faccenda, anche se il batterista nell'intervista rilasciata recentemente a Mojo ha parlato tra le righe di un'eccessiva ironia che Cohen avrebbe conferito al proprio lavoro. Insomma, siamo nell'ambito di tanti dubbi, salvo il fatto che il biopic è arenato, tanto che nelle ultime settimane si era parlato (fonte BBC) di una rinuncia definitiva.

Da ieri invece ha fatto la sua comparsa Daniel Redcliff, scelto nientemeno dalla produzione del film. Come noto, oltre ai Queen, nel progetto sono coinvolti Graham King e la Tribeca di Robert De Niro. Ebbene, nessuno di questo soggetti ha confermato la notizia. Ovviamente i giornalisti a caccia di scoop non hanno perso l'occasione di sottolineare come non vi sia stata nemmeno una smentita ufficiale. È il classico sistema attraverso il quale viene costruita una notizia dal nulla. Nemmeno quando si parlò anni fa del coinvolgimento di Jonny Deep vi furono smentite. Del resto se i Queen dovessero passare il loro tempo a comunicare smentite e precisazioni, è assai probabile che finirebbero il resto dei loro giorni davanti ai microfoni.

Cosa c'è di vero allora in questa notizia? Assolutamente niente! Certo, da qualche parte leggerete addirittura che Brian e Roger avrebbero puntato sull'ex Harry Potter perché impressionati favorevolmente dalla sua interpretazione del poeta omosessuale Allen Ginsberg. Ma chi conosce i Queen sa che non sono in cerca di un attore capace di interpretare un ruolo gay, perché l'intento del biopic è raccontare anzitutto l'artista, il cantante di canzoni come recita l'epitaffio composto da Brian alcuni anni fa. È davvero assurdo voler convincere il pubblico che l'attendibilità della notizia è data da un presupposto simile, così lontano dallo stile dei Queen.

Semmai è possibile che il progetto non sia stato del tutto accantonato. Del resto la vita di Freddie fa gola ad Hollywood e una pellicola ben fatta potrebbe regalare una visione del cantante di grande livello. Personalmente non credo però che Redcliff possa essere davvero la scelta giusta. Anzitutto per la giovane età che lo renderebbe fuori ruolo, a meno che non si decida di raccontare il Freddie dei primi anni '70, stravolgendo quindi la storia scritta da Morgan (che, ve lo ricordo, affronta il periodo 83/85). In più Redcliff non sembra possedere il famoso fisic du rol, indispensabile per trasmettere al pubblico quella sensazione di aderenza alla realtà che un biopic deve comunque garantire.

In tutto questo ci vedo ancora una volta una grande confusione, dettata secondo me dalla scarsa confidenza della Queen Production con il mondo del cinema. È una considerazione che stanno maturando gli stessi Brian e Roger che forse, a questo punto, decideranno di delegare maggiormente gli aspetti decisionali della faccenda. Non ci si può improvvisare produttori dall'oggi al domani. Il rischio è di fare scelte sbagliate che alla fine scontentato il pubblico ma anche loro stessi. Freddie e i fans meritano certamente di più.

UPLOAD: nelle ultime ore è giunta, come era prevedibile, la secca smentita di Redcliff di un suo coinvolgimento nel film. Non solo. Roger, nell'intervista che apparirà sul numero di Novembre di MOJO, ha lasciato intendere che il progetto potrebbe essere definitivamente accantonato. Dopo l'estromissione di Cohen, che voleva indirizzare la pellicola verso la commedia (scelta non gradita dai Queen), sembra davvero che il biopic non vedrà mai la luce. Se così dovesse essere, i primi ad essere felici saranno proprio i fans, la cui maggioranza non vede di buon occhio un film su Freddie, né lo ritiene davvero necessario, vista la grande qualità dei due documentari a lui dedicati: The Untold Story e The Great Pretender.

@Last_Horizon

sabato 21 settembre 2013

Queen+Adam Lambert live at iHeart Radio Music Festival, Las Vegas

Si è conclusa pochi istanti fa l'esibizione e mentre il pubblico applaude la più grande band di tutti i tempi, ecco la setlist della serata:

Bohemian Rhapsody
Another One Bites The Dust
Crazy Little Thing Called Love
Who Wants To Live Forever
Somebody To Love (with Fun)
Fat Bottomed Girls (with Fun)
Dragon Attack
Bohemian Rhapsody (reprise)
We Will Rock You
We Are The Champions

***
Raccontare un'esibizione dei Queen è sempre un piacere e a scriverla non è mai l'adulto ma il tredicenne che tutte le volte riemerge dal profondo con tutto il carico di entusiasmo che si porta dietro da quando ha acquistato il suo primo disco. Ed è proprio con quello spirito che stamattina ho acceso il pc in cerca di un live streaming con cui gustare in diretta lo show dell' iHeart Radio Festival, unito ancora una volta a tantissimi fans e non pochi amici, gli stessi che adesso stanno leggendo queste parole, nelle quali mi auguro possano ritrovarsi.

Diciamolo subito: sono un'amante degli intro, ovvero di quei momenti in cui l'attesa sale fino ad esplodere con la prima onda sonora che segna l'ingresso della band sul palco. Credo sia impossibile restare indifferenti ai classici tuoni che hanno accompagnato tanti concerti dei Queen, o a cose come One Vision e Flash. Stavolta però è mancato questo primo passo, sostituito dal semplice annuncio del presentatore e alcuni (troppi) secondi di attesa prima dell'inizio, un po' a sorpresa, di Bohemian Rhapsody. Avrei preferito qualcosa di diverso, ma ciò nonostante sono pronto a farmi abbracciare dal capolavoro, mescolata in un medley con Another One Bites The Dust e Crazy Little Thing Called Love. Un terzetto di successi planetari, in cui Adam Lambert rivela una presenza scenica e una qualità vocale davvero eccezionale, in perfetta sintonia con ciò che ti aspetteresti da un concerto dei Queen. Rispetto ad altre occasioni, Adam è elegante (anche nell'abbigliamento, e questa è una notizia nella notizia!), preciso e misurato e per certi versi ha rubato la scena ai Queen, cosa non facile, anzi impossibile. Qualcuno mi ha anche detto che si è dimostrato “troppo” a suo agio per non andare avanti. E chissà che non succeda davvero.

Come vi avevo raccontato nei giorni scorsi, gli ospiti della serata sono stati i Fun, saliti sul palco per eseguire Somebody To Love e Fat Bottomed Girls. Credo fosse una collaborazione evitabile, anche se perfetta nell'ottica di voler raggiungere un pubblico più giovane. Ma Matt, il cantante del gruppo americano, non credo abbia saputo dosare l'inevitabile dose di emozione e qualche stonatura di troppo è arrivata. Del resto ha dovuto sostenere un doppio confronto micidiale: quello con Adam e soprattutto con Freddie, che in Somebody To Love ha sempre dato il meglio di sé. Su questo brano voglio poi ribadire che adoro assolutamente la nuova versione del finale, in stile Spread Your Wings BBC Session. Credo sia stata una invenzione di Roger per i QueenExtravaganza e funziona maledettamente bene.

Una bella sorpresa è stata la scelta di inserire in scaletta due brani un po' meno tipici di uno show destinato ad un pubblico eterogeneo: Who Wants To Live Forever e Dragon Attack. Entrambe sono state efficaci ed hanno avuto il merito di far apparire l'esibizione come un vero e proprio mini concerto dei Queen destinato ai fans della band. Il finale, ovviamente, è stato dei più classici con la solita accoppiata We Will Rock You/We Are The Champions, sulle quali è davvero impossibile dire più alcunché.

Brian mi è parso davvero in gran forma e ha sfoggiato un sound eccezionale, oltre che ben tre chitarre differenti: oltre alla Red Special, ha imbracciato anche una versione all black per Fat Bottomed Girls e l'acustica su Crazy. Come sempre potente il buon Roger, coadiuvato dal figlio Rufus ormai membro stabile della band in formato live. Ammirare Roger dietro il suo strumento è sempre qualcosa che mi emoziona fino a farmi saltare sulla sedia.

Non amo fare classifiche né dare voti, ma se proprio devo esprimermi credo che questa esibizione possa meritare un 8/10, cui va aggiunta la speranza che possa essere solo il primo passo. Non so voi ma io mi aspetto qualcos'altro, sia in America che qui in Europa. Troppo bravi e convincenti perché possano fermarsi e perdere l'occasione di portare in giro uno show che funziona così bene e che ha il merito di riportare alla ribalta i Queen anni '70. Il fatto è che con Paul Rodgers (tanto per citare la collaborazione più importante fatta negli ultimi anni), la band era stata costretta a snaturare parecchio il proprio stile, tanto da lasciare in primo piano più lo stile dell'ex Free che non i tratti caratteristici dei Queen. È qualcosa che è stato evidente non solo nei due tour ma anche in The Cosmos Rocks. Con Adam, al contrario, Brian e Roger hanno l'opportunità di essere se stessi, di fare cioè i Queen in modo più pieno e convincente. Il risultato è un gran divertimento per tutti, anche per loro che manifestano l'autentica gioia di stare su quel palco.

A ben pensarci, ciò che forse manca davvero a questo punto è una manciata di canzoni nuove. E non mi riferisco solo a quelle che non suonano da tempo o che non hanno mai eseguito dal vivo. Intendo qualcosa di mai sentito prima. Esagero? E quale fan riesce a trattenersi?

Voglio concludere proprio parlando dei fans: tra il generale entusiasmo che ho potuto percepire in rete, sono emersi anche alcuni giudizi poco lusinghieri nei confronti dei Queen. Ho letto di “band ormai morta” e di presunti appassionati che preferiscono il Brian acustico dell'estate appena passata rispetto al rock visto stamattina a Las Vegas. Lungi da me voler imporre il mio pensiero, tuttavia non posso davvero esimermi dal dire la mia. Ritengo che chi ha il coraggio, direi l'impudenza, di pubblicare simili commenti non è un vero fan dei Queen e ha capito davvero poco sia della loro musica che di ciò che Brian e Roger vogliono fare. Mettere a confronto il Born Free Tour con le esibizioni dei Queen è profondamente scorretto e irrispettoso nei confronti dello stesso Brian May, che mai ha voluto mettere assieme due progetti così diversi e lontani tra loro. L'aspetto più grave di simili affermazioni non è tanto il contenuto in sé (condivisibile o meno a seconda delle proprie sensibilità e gusti), quanto il fatto che tradiscono – per l'ennesima volta – il becero tentativo in atto ormai da qualche tempo di ingraziarsi il Doc!

Ebbene si: dovete sapere che esiste una schiera di “fans” (capirete che l'uso delle virgolette è davvero necessario) convinta di essere in qualche modo nelle grazie di Brian May, magari solo perché hanno ricevuto qualche mail, una stretta di mano o magari perché possono sfoggiare in rete una foto con il chitarrista. Il risultato è un costante precipitare nel delirio che credo induca molti di questi personaggi da operetta (così, ne sono certo, li definirebbe il buon Freddie) a scorrere ogni mattina i booklet dei cd (rigorosamente solo i Greatest Hits, non sapendo che i Queen di album ne hanno fatti ben 15!) nella speranza di scorgevi il proprio nome nei ringraziamenti. Che dire a chi considera i Queen morti a vantaggio di una chitarra acustica suonata (splendidamente, per carità) nelle notti d'estate in attesa del ritorno della Fenice? Una volta qualcuno ha detto “una risata vi seppellirà”. Allora faccio mio questo antico e saggio adagio e vi rispondo così: AH AH AH!!!

@Last_Horizon

venerdì 20 settembre 2013

Breaking News: Queen+Adam Lambert @ iHeart Radio Festival: istruzioni per l'uso!

Ormai ci siamo. Tra poche ore potremo finalmente ammirare i Queen assieme ad Adam Lambert sul palco dell'iHeart Radio Music Festival. L'evento si svolgerà stasera, ma per noi italiani si tratterà di sabato mattina, presso la MGM Arena di Las Vegas, dove ormai è tutto pronto per ospitare due giorni di grandi esibizioni live. Partiamo proprio con l'elenco completo degli artisti presenti sul palco:

The Summer Set
Robin Thicke
FUN
Keith Urban
Muse
Tiesto
J. Cole
Elton John
Benny Benassi
Chris Brown
Katy Perry
Queen + Adam Lambert

Come già annunciato mesi fa, sul palco ci saranno anche due ospiti, il primo già rivelato da numerosi organi di stampa. Si tratta del cantante dei Fun Matt Ruess, che raggiungerà i Queen per cantare Fat Bottomed Girls e Somebody To Love. Del secondo artista non si conosce ancora il nome, ma i bookmakers puntano su Katy Perry, da sempre fan dichiarata dei Queen e di Freddie Mercury (recentemente ha anche lanciato un profumo chiamato proprio Killer Queen) e che già in passato ha proposto la cover di Don't Stop Me Now. La Perry tra l'altro si esibirà esattamente prima dei Queen. Ovviamente i fans sperano invece che l'ospite possa essere Elton John o magari Matt Bellamy, leader dei Muse, altra band che deve davvero tanto ai Queen.

Per quanto riguarda gli orari, i Queen si esibiranno alla mezzanotte, ora locale, le 9 di sabato mattina qui da noi. Non è ancora sicuro che il tutto possa essere visto ed ascoltato in streaming, tuttavia sono stati forniti i seguenti link, al momento gli unici cui fare affidamento:




Qualora dovessero giungere ulteriori informazioni, avrò cura di segnalarli attraverso la pagina Facebook del blog, che trovate qui:


L'esibizione dei Queen durerà in tutto 35 minuti, non moltissimo ma quanto basta per proporre un set corposo con almeno 8/9 pezzi. La speranza è che oltre le solite hits decidano di proporre anche qualche sorpresa, come peraltro annunciato qualche giorno fa da Brian May.

Manca davvero poco e poi sarà, ancora una volta, Queen!

@Last_Horizon

Breaking News: alla BBC il nuovo singolo di Roger Taylor, Sunny Day

Stamattina la radio inglese grazie al dj Chris Evans ha regalato a tutti i fans dei Queen una bella sorpresa con la messa in onda di un'anticipazione del nuovo singolo di Roger Taylor, Sunny Day. Si tratta di un brano non del tutto inedito, essendo la rivisitazione in stile retrò anni '50 del pezzo Woman You're So Beautiful già rilasciato alcuni fa sul mercato con lo pseudonimo di aRTy (in quell'occasione Roger si proponeva come ospite "misterioso" del figlio Felix). Il link all'audio originale del programma targato BBC potete trovarlo sulla pagina Facebook del blog:


E sempre sulla stessa pagina, nella sezione fotografie, è possibile leggere l'ultima intervista rilasciata da Roger Taylor al magazine MOJO per il numero in uscita a Novembre. E' la classica chiacchierata a in cui gli argomenti sono tanti e tutti molto interessanti. Ecco alcuni tra i passaggi più significativi.

A proposito del famigerato biopic su Freddie Mercury, Roger ha definitivamente confermato la fuoriuscita di Sacha Baron Cohen. Dalle sue parole sembra di capire che sia venuto meno quell'elemento di serietà che invece i Queen vorrebbero dare alla pellicola. Di certo, afferma Roger, è necessario per loro fare un passo indietro. Non un abbandono definitivo, credo, quanto piuttosto un ripiegamento rispetto ad un mondo - quello cinematografico - nel quale non sono abituati a muoversi.

Roger ha ovviamente parlato un pò del suo nuovo album, Fun On Earth. Ancora una volta ha ribadito che si tratta di un lavoro molto eclettico, fatto col cuore e che ha intenzione di portarlo in giro, magari in piccole location, come del resto ha sempre fatto nei suoi precedenti tour solisti. Il fatto che possa tornare a confrontarsi col palco è sicuramente una delle notizie più entusiasmanti che potesse darci. Vi ricordo che l'album dovrebbe uscire a fine Ottobre, anticipando così di pochi giorni la pubblicazione di The Lot, il box retrospettivo sulla sua carriera solista, The Cross compresi.

Ancora, a Mojo Roger non ha mancato di raccontare qualcosa del passato dei Queen e di Freddie. Di quest'ultimo ha rivelato come molto probabilmente non avrebbe abbandonato la band anche se Mr Bad Guy avesse avuto maggior successo. Di certo Freddie decise di incidere quel disco spinto anche dall'entusiasmo che aveva provato nell'ascoltare Off The Wall di Michael Jackson.

E dopo Freddie non poteva mancare la fatidica domanda su John Deacon. Roger ha ribadito come sempre che l'ex bassista ha deciso di abbandonare non solo la musica ma anche i rapporti personali legati a quella realtà. L'ultima volta si sono visti al Dominion Theatre in occasione della presentazione del musical We Will Rock You. Da allora di John ha perso ogni traccia.

Infine il batterista ha manifestato il proprio entusiasmo per i QueenExtravaganza, che a breve inizieranno il primo tour in Inghilterra. Roger ha ribadito che lo scopo di questo progetto non è certamente quello di creare una sorta di Queen 2.0 ma di offrire al pubblico un "momento in stile Queen".

@Last_Horizon

giovedì 19 settembre 2013

Queen+, ovvero lo spettacolo può andare avanti


Quella mattina Brian era agitato come mai gli era capitato prima di allora. Continuava a muoversi su e giù per la stanza con le mani affondate nelle tasche, aggrappandosi agli spiccioli quasi fossero un salvagente. Nel frattempo provava a tenere impegnata la mente scorrendo i numerosi dischi d'oro e di platino appesi alle pareti. Ai vasi giapponesi invece e alle tante suppellettili ordinate con gusto sui mobili non era mai riuscito ad interessarsi. Molto meglio concentrarsi sulla musica, del resto era arrivato a casa di Freddie per discutere di una nuova canzone. Adesso quasi se ne pentiva e a disturbarlo più di tutto era il fatto che negli ultimi anni quella situazione si era ripetuta una infinità di volte senza che ciò lo rendesse così teso. Ma stavolta era diverso e temeva il responso dell'amico.

martedì 17 settembre 2013

Breaking News: Nuovi libri Queen in arrivo

Da molti anni ormai, complice anche la mancanza di pubblicazioni discografiche realmente interessanti, sono i libri a rappresentare le attese più ghiotte per i fans dei Queen. Dopo avervi raccontato le mie impressioni sul bellissimo libro semi-autobiografico di Peter Hince, oggi voglio proporvi due acquisti che davvero non devono mancare nelle vostre librerie. Si tratta di The Queen Chronology e The Complete Works.

Chronology è nato come libro in formato digitale e sono adesso è finalmente disponibile in formato cartaceo, anche se purtroppo in inglese. Si tratta di un lavoro davvero mastodontico che racchiude in 190 pagine la storia dei Queen raccontata giorno dopo giorno secondo - appunto - la cronologia esatta degli eventi. 




sabato 14 settembre 2013

Breaking News: Queen+Adam Lambert, cosa c'è oltre Las Vegas?

Avete anche voi un amico che si dichiara totalmente refrattario alla tecnologia e, in particolare, all'uso del social network? Di solito è un tipo che si vanta di possedere un cellulare old style, che su un tablet non metterebbe mai le mani e che, soprattutto, considera facebook e twitter delle diavolerie da cui si terrà per sempre alla larga. Ecco, Brian May era proprio così! Durante le ore trascorse in sala di registrazione, Kerry Ellis ha provato più volte a introdurlo nel grande mondo della rete sociale, solo che poi Brian si perdeva nei suoi ragionamenti da scienziato e la povera cantante manifestava la sua frustrazione sfogando in rete il fallimento. Poi, come sempre accade quando dici di detestare una cosa (di solito è il primo sintomo di una fascinazione a cui cerchi di resistere manco fosse un corteggiamento cui non si cede mai al primo appuntamento), ecco che Kerry riesce nell'impresa e il Doc appare un account su Twitter. Da quel giorno parecchie cose sono cambiate sul piano comunicativo per il chitarrista dei Queen e per i quasi 150.000 fans che lo seguono quotidianamente.

Ovviamente Brian utilizza il social network soprattutto per raccontare la sua battaglia in favore della difesa dei diritti degli animali. Spesso pubblica link inerenti alle sue due altre grandi passioni, l'astronomia e la fotografia, mentre è più raro che parli di musica. Non che quest'ultima sia passata in secondo piano, tutt'altro. Ma bisogna capire che l'assalto dei fans è costante, al limite della morbosità e molte cose non possono essere raccontate e anticipate in appena 140 caratteri. Tuttavia ci sono momenti, per lo più notturni, nei quali Brian si lascia andare e tra un twitter e un post sul suo sito ufficiale, rivela dettagli che accendono subito la fantasia.

Gli argomenti caldi sono ovviamente tre: i duetti con Michael Jackson, i demo riscoperti recentemente e che pare possano essere utilizzati per una sorta di Made in Heaven 2 e il concerto con Adam Lambert della prossima settimana. Il 20 Settembre è davvero alle porte e la macchina Queen è finalmente in moto. Due sere fa Brian ha lanciato un sondaggio su twitter per vagliare le opinioni dei fans a proposito delle canzoni che vorrebbe ascoltare in una ideale setlist dello show. Sorvolando sulle scelte – resto sempre sgomento quando i voti vanno su brani ormai logori come The Show Must Go On e non su cose più ricercate come Liar o The Miracle – il dato emerso è che i Queen sembrano pronti a fare qualcosa che possa andare anche oltre Las Vegas. Appare strano, come fu un anno fa, che si metta tanta carne al fuoco (annunci, indiscrezioni, prove) per un'esibizione che non dovrebbe durare più di 40 minuti, almeno a giudicare dalle precedenti edizioni dell'iHeart Radio Music Festival. Inoltre Brian ha pubblicato una frase realmente sibillina che recita così:

“Ricordate....ciò che accade a Las Vegas non resta mai a Las Vegas”.

Non è chiaro se si tratti di un'oscura citazione oppure di un messaggio col quale il chitarrista apre le porte ad altre date con Lambert. Tempo fa, in occasione dell'annuncio del festival di Vegas, si è parlato di un secondo show da tenersi in Inghilterra per la BBC. Di questo evento non si è poi più parlato e Roger Taylor aveva fatto intendere che non se ne sarebbe fatto nulla. Ma forse le cose non stanno così e le sorprese potrebbero non mancare.

Ma torniamo ai twits di Brian e puntiamo la nostra attenzione su un altro messaggio. Ancora a proposito dello show di Las Vegas, il chitarrista ha scritto:

“Noto che lì fuori c'è voglia di rivederci assieme a David Bowie...sarebbe forte!”

Ulteriori commenti sono superflui, credo. È confermato che sul palco assieme ai Queen e Adam ci saranno almeno un paio di ospiti. Certo, Bowie non è annunciato e il suo manager ha recentemente dichiarato che non il Duca Bianco non intende esibirsi dal vivo. Ma le magie accadono, specie quando ci sono di mezzo i Queen.

Concludo questo rapido resoconto facendo mia una considerazione dello stesso Brian: “Senza Freddie e, essenzialmente senza John, è complicato portare avanti un format che funzioni per davvero, tanto che mi chiedo se sia il caso di chiamarli ancora Queen. Ma è altrettanto dura immaginare di poterci chiamare diversamente!”

Io credo che l'attuale essenza dei Queen sia racchiusa in questo concetto: un passato che ormai non può più tornare ma le cui radici hanno fecondato un presente diverso ma comunque connesso con ci che è stato.


@Last_Horizon

giovedì 12 settembre 2013

Breaking News: Nuovi aggiornamenti sui duetti e non solo!

Poche ore fa sulla pagina facebook del blog (https://www.facebook.com/queen4everblog) ho riportato alcune dichiarazioni rilasciate da Brian May il 5 Settembre scorso, trascritte per il sito ufficiale dello stesso Brian (www.brianmay.com). Si tratta del'intervista che il chitarrista ha fatto per iHeart Radio sul red carpet del Freddie For A Day e di cui vi ho parzialmente dato conto in un capitolo precedente. Oggi si sono aggiunti nuovi dettagli che meritano di essere diffusi.

Leggiamo insieme quanto segue:

"The Michael Jackson stuff is complicated. I don't wanna say too much about it, but obviously we have to deal with Michael's estate as well as Freddie's estate, you know. We don't know when we'll get permission to put that stuff out. It needs everybody's permission before it can go."

Brian riferisce quindi di alcune difficoltà, legate a quanto pare soprattutto alla concessione dei permessi di pubblicazione da parte dei detentori dei diritti di Michael Jackson ma anche di Freddie, questi ultimi certamente accreditabili a Mary Austin. In particolare rivela di non sapere quanto questi aspetti burocratici (ed economici) saranno risolti. Un vero e proprio passo indietro quindi rispetto alle dichiarazioni fatte negli ultimi mesi, comprese quelle di Roger Taylor al magazine Classic Rock, che davano l'idea di una pubblicazione davvero imminente.

Più propriamente sugli aspetti musicali, ecco cosa ha dichiarato ancora Brian:

"There's two, both really nice, and there might possibly be another one. S'funny how these things come, you know. You think "Oh no, there's nothing more" and then "Oh no, what's that then?", you know. And there's a track, well I don't wanna say too much, you know. A couple of things have come to light. There's something I've been working on last couple of weeks which I'm very excited about and I don't think anybody out there will remember this track. It was done in a completely sort of offshore kind of way and so we're doing it in a very different kind of way from the way it was put out at the time. So yeah - lots of good stuff."

I riferimenti sono quindi a due canzoni certe più una terza, con tutta probabilità la leggendaria Victory. Brian non si sbilancia molto nel parlare delle canzoni, ma sembra davvero entusiasta del lavoro fatto nelle ultime settimane assieme a Roger.

Dal proprio account twitter, Brian ha anche rivelato che a breve potremo ascoltare una nuova versione di Is This The World We Created. Non sappiamo se possa essere un riferimento a una delle prossime esibizioni live con Kerry Ellis o se, magari, abbiano deciso di inciderne una vera e propria edizione 2013 da pubblicare a Natale nell'ambito del disco di ballate che dovrebbe arrivare nei negozi proprio in occasione delle feste. Personalmente credo più alla seconda ipotesi - sperare è sempre bello! - perché in fin dei conti una versione acustica con Kerry non sarebbe poi così diversa dall'originale.

Infine, a proposito della collaborazione con Adam Lambert ha lanciato una sorta di sondaggio sulle canzoni che i fans vorrebbero sentire la prossima settimana in occasione dello show di Las Vegas. E ha rivelato che ci potrebbe essere una sorpresa twittando una frase davvero sibillina:

"Noto che qui fuori sono in tanti a voler vedere David Bowie esibirsi con noi. Sarebbe forte!"

E' evidente che le acque sono agitate e si tratta di un fermento comunque positivo, anche se tra luci ed ombre è inevitabile restare col fiato sospeso e in attesa di ciò che verrà.

@Last_Horizon

martedì 10 settembre 2013

Contro le tribute band (ad alto contenuto polemico!)

Con un titolo così provocatorio corro il serio rischio di essere inondando da fischi e insulti di vario genere. Confesso di averci pensato su per parecchio tempo e mi sono chiesto se fosse opportuno toccare un tema così caro a tanti fans. A volte si ha la tentazione di essere “politicamente corretti”. Per mia fortuna sono un portatore sano di idee che, detto in altri termini, significa che laddove qualcuno vede correttezza io ci leggo ipocrisia. Perciò seguitemi, se ne avete voglia, in questo nuovo capitolo del blog. Non so voi ma io sono anni che ascoltando le canzoni dei Queen mi immedesimo in Roger Taylor e mentre la musica scorre mi ritrovo per davvero a calcare il palco assieme agli altri membri del gruppo. Sono sicuro che sparsi nel mondo ci sono milioni di fans che fanno la stessa cosa e probabilmente il più gettonano di tutti e Freddie col suo giubbotto giallo. Se poi qualcuno predilige le tutine anni '70 beh, di certo io non mi scandalizzo!

lunedì 9 settembre 2013

Queen Unseen di Peter Hince

Raccontare la storia del proprio gruppo preferito non è impresa da poco. Se poi ti capita, com'è successo a Peter Hince, di averci anche lavorato assieme il tutto si complica ulteriormente. E se oltre al lavoro è sorta una vera e propria amicizia allora la scrittura diventa un vero e proprio incubo e gli esiti possono essere disastrosi. Il rischio è di mettere assieme un mero elenco di dati che, per quanto gloriosi non sono in grado di raccontare per davvero “la storia” (si veda, ad esempio, la biografia ufficiale dei Queen); oppure si può commettere l'errore opposto, cioè offrire un punto di vista talmente personale da stravolgere del tutto la verità (e in questo caso l'esempio più calzante è il pessimo “La marcia della regina nera”). Ovviamente c'è poi il caso di chi pubblica un libro dopo averne copiato un altro poco noto, ma per fortuna accade molto raramente. Incredibilmente Peter Hince è riuscito ad evitare tutti questi ostacoli, regalando un libro davvero affascinante, documentato come solo può esserlo il testo scritto da chi con i Queen ha lavorato per davvero. Soprattutto è un libro scritto davvero bene e anche questa è una qualità rarissima in campo musicale. Solitamente si incontrano volumi fin troppo dotti, che sembrano più il risultato delle idiosincrasie su cui naviga il critico di turno, oppure storie talmente prive di gusto e stile da meritare l'abbandono già a pagina dieci. Hince invece è un'ottima penna, con l'ulteriore vantaggio di aver maturato nei confronti dei Queen e di Freddie in particolare un'onestà di fondo tipica dell'amico sincero, che negli altri sa vedere luci ed ombre, amandole entrambe col medesimo trasporto.

domenica 8 settembre 2013

Breaking News: Gli inediti con Freddie Mercury e il museo di Montreux. Qualche chiarimento

Negli ultimi giorni si è tornato a parlare con insistenza di due tra le cose più attese dai fans: gli inediti con Freddie Mercury alla voce e l'apertura del museo dedicato ai Queen. Quest'ultimo è un progetto che risale ormai al 2011 e che prendeva le mosse dalla mostra Stormtrooper in Stilettos, un'esibizione fotografica e di memorabilia, la maggior parte dei quali messi a disposizione da Brian May, che sarebbe dovuta diventare itinerante prima di approdare definitivamente in una location fondamentale nella storia dei Queen come Montreux.

Al termine della mostra inglese si iniziò a vociferare di una possibile prosecuzione sia in Germania che in Italia, senza tuttavia che nessuno dei due progetti prendesse effettivamente piede. Milano appariva come la location più probabile, poi tutto si è arenato per ragioni mai del tutto chiarite. In seguito si è parlato con una certa insistenza della creazione di un vero e proprio museo da realizzare nei vecchi Mountain Studios ma anche in questo caso è sembrato l'ennesimo piano rimasto sulla carta.

Ma in questi giorni in Svizzera si sta svolgendo l'annuale Memorial Day dedicato a Freddie e Peter Freestone, divenuto ormai il vero animatore dell'iniziativa, ha rivelato sul battello che portava i fans in giro sul lago che entro l'anno il museo vedrà finalmente la luce. In effetti in tanti hanno notato degli operai a lavoro nella struttura, tutti peraltro obbligati ad un silenzio che fa presagire una volta tanto cose davvero imminenti. Del resto in un'epoca di grande crisi economica come quella che stiamo vivendo, la realizzazione di un museo può essere una soluzione finanziariamente più sostenibile anche dello stesso Memorial Day, avendo la capacità di attrarre fans tutto l'anno. Chi vi scrive è convinto che questa sarebbe la soluzione ideale per rendere omaggio ai Queen, a Freddie e per garantire ai fans un accesso concreto ad una fetta consistente della loro storia.

Per quanto riguarda gli ormai famigerati inediti, sul red carpet del Freddie For A Day dello scorso 5 Settembre, Brian May – accompagnato dalla moglie Anita – ha rilasciato delle dichiarazioni davvero interessanti all'inviato di iHeart Radio. Non sappiamo se questo sia un caso, dato che tra due settimane i Queen si esibiranno proprio al Festival voluto dall'emittente radiofonica in quel di Las Vegas. Di certo Brian ha offerto un commento sugli inediti ben diverso da tutto quanto detto finora: “E' incredibile quanto materiale sia emerso dagli archivi. Potremmo anche fare un Made in Heaven II, anche se il titolo sarebbe diverso”.

Parole davvero significative e che modificano non di poco la prospettiva con la quale dobbiamo attenderci i progetti futuri dei Queen. Fino ad ora, infatti, sia Brian che Roger hanno parlato esclusivamente dei duetti con Michael Jackson e, al massimo, un paio di inediti: uno accreditabile al solo May (forse Let Me In Your Heart Again, già cantata dalla Dobson?), l'altro invece a firma dei quattro Queen (magari quella I Guess We're Falling Out risalente alle sessions di The Miracle e quindi pubblicabile a nome della band?). Con la sua dichiarazione il chitarrista pare, invece, voler suggerire un progetto ben più ampio della classica raccolta di vecchie canzoni con l'aggiunta di una spruzzata di inediti. Un album vero e proprio, fatto tutto di canzoni mai sentite prima.

Conosco i Queen da un po' di tempo ormai e ho imparato a filtrare le loro dichiarazioni, rinunciando all'innato entusiasmo che mi pervade. Insomma, la fantasia va tenuta a freno. Per questa ragione credo che alla fine ciò che vedremo, almeno nell'immediato futuro, è la già annunciata collection di ballate con i duetti e un altro paio di rarità. Brian e Roger hanno tempi ben più lunghi dei pochi mesi che ci separano dal Natale per sperare davvero in un disco con dieci o più mezzi inediti. Del resto il contratto con la Universal (un triennale che si suppone sia di imminente conferma) richiederà la diffusione sul mercato di sempre più materiale capace di scalare le classifiche. In questa logica, è impensabile che degli inediti con Freddie vengano proposti in un colpo solo. E forse anche per noi fans può essere più entusiasmante goderne in più pubblicazioni, per aggiungere anno dopo anno nuovi capitoli a questa fantastica storia.


@Last_Horizon

sabato 7 settembre 2013

Queen+Paul Rodgers: la recensione di The Cosmos Rocks

Come fan, i miei inizi con i Queen+Paul Rodgers non sono stati dei migliori. All'epoca della nascita della loro collaborazione non disponevo ancora di una connessione internet e tv e radio non erano già da tempo quei mezzi di informazione indispensabili come una volta. Non avevo quindi un accesso quotidiano e tempestivo a tutte le news dal mondo dei Queen. Anzi, avevo ormai accettato di buon grado la conclusione di quella splendida avventura. Ma nel 2005, per ragioni che non ho mai capito del tutto, capitava che tutte le mattine mi venisse recapitata la copia di un quotidiano. Non so se fosse il frutto di un disguido o se qualche vicino ritenesse di dovermi offrire un po' di cultura a buon mercato. Resta il fatto che tutte le mattine potevo fare colazione sfogliando il giornale e sorseggiando latte e caffè. Ho sempre amato le piccole gioie della vita e la colazione rientra certamente tra queste. Eppure una mattina ho rischiato seriamente di strozzarmi mentre trangugiavo un pezzo di cornetto alla crema. Ad attentare alla mia salute ci ha pensato un trafiletto di poco conto (sono i dettagli a generare i disastri, non dimenticatelo) che raccontava di un imminente concerto benefico in nome di Nelson Mandela. Tra i nomi evidenziati in grassetto compariva anche quello dei “Queen, che si sono riformati col nuovo cantante Paul Rodgers”.

venerdì 6 settembre 2013

Breaking News: A Natale la nuova raccolta con inediti dei Queen

E' da mesi ormai che si parla della pubblicazione di canzoni rimaste finora inedite con Freddie Mercury alla voce. Tutto è iniziato con il passaggio nel 2011 della band dalla Emi alla Universal Music: ci si attendeva che la nuova casa discografica sfruttasse i diritti appena acquisiti portando alla luce quelle registrazioni rimaste gelosamente custodite negli archivi della band. I fans più esperti sanno bene che i brani pubblicabili non mancano. Occorreva solo una motivazione valida, capace di convincere i Queen stessi, da sempre riottosi – Freddie compreso – all'idea di proporre al pubblico canzoni di fatto scartate.

Così quando i festeggiamenti per i 40 anni di carriera dei Queen si sono conclusi senza che gli inediti vedessero la luce (salvo qualcosina messa qua e là nelle edizioni deluxe degli album), la delusione è stata grande. A riaccendere la speranza ci hanno però pensato gli stessi Brian e Roger che mese dopo mese hanno fatto trapelare la possibilità di mettere mano ai leggendari duetti con Michael Jackson. Oltre un anno fa sembrava un progetto davvero imminente, tanto che si vociferava di registrazioni già ultimate e accordi stretti con i depositari dei diritti del Re del Pop. Poi tutto è sembrato fermarsi ancora una volta, probabilmente per le difficoltà derivanti dal mettere d'accordo tutte le parti in cause.

Finalmente questa estate la svolta decisiva. Brian May inizia a twittare commenti e foto inequivocabili: i Queen sono tornati in studio e lavorano ai duetti e non solo. Ci sono almeno un altro paio di brani da definire, risalenti agli anni '80 e perfetti per vedere la luce. Roger Taylor spiega che si tratta di una canzone a cui hanno lavorato in passato tutti e quattro e di un altro pezzo firmato dal chitarrista. Col passare del tempo i dettagli aumentano e si scopre che i due musicisti hanno deciso di farsi affiancare da due produttori tra i più importanti del panorama musicale internazionale: William Orbit e Chris Thomas. Il primo ha lavorato con artisti del calibro di Madonna e U2 e ha determinato il successo di artisti ormai affermati come Pink e Blur. Thomas (potete vederlo assieme a Brian e Roger nella foto) ha una carriera davvero immensa, avendo lavorato con i Pretender, gli U2, Sex Pistols, Elton John, Paul McCartney, Pink Floyd e molti altri ancora. L'idea sembra quindi quella di voler produrre i brani in questione affidandosi a sensibilità e metodi di lavoro differenti a seconda dello stile dei pezzi.

Nel frattempo si è iniziato a vociferare, soprattutto sugli organi di stampa, che un possibile primo singolo potrebbe essere lanciato sul mercato già a Settembre. Molti pensano che l'occasione giusta possa essere l'iHeart Radio Music Festival di Las Vegas. Il 20 Settembre i Queen si esibiranno assieme ad Adam Lambert e quello potrebbe essere il momento per far ascoltare un'anteprima. E sembra che a breve verranno annunciate novità proprio su questa performance.

Di certo gli inediti verranno pubblicati all'interno di una nuova raccolta, stavolta tutta incentrata sulle ballate meno famose dei Queen. A confermarlo è stato Roger in una recente intervista nella quale ha spiegato che la Universal intende proporre al pubblico quelle canzoni “lente” meno note al grande pubblico. A queste verranno aggiunte, appunto, gli inediti. Sulla data di pubblicazione a sbilanciarsi ci ha pensato Peter Freestone che dalle pagine del blog ufficiale dedicato a Freddie ha confermato che l'album uscirà in occasione del prossimo Natale.


Ma cosa conterrà esattamente la raccolta? Possiamo fare alcune ipotesi. Certamente vi saranno i duetti con Michael Jackson: State Of Shock, There Must Be More To Life Than This (i cui demo circolano già in rete da molti anni) e la leggendaria Victory, l'unico duetto rimasto realmente inedito e la cui effettiva pubblicazione, va detto, non è ancora certa. Sul fronte più propriamente Queen le ipotesi sono meno agevoli, data la vastità delle possibilità. Tuttavia c'è un brano sul quale in molti puntano le proverbiali scommesse. Si tratta di Let Me In (Your Heart Again), un brano composto da Brian May nel 1988 per la moglie Anita Dobson e di cui è nota l'esistenza di un demo cantato da Freddie. Non ci resta che attendere le prossime settimane per avere qualche certezza in più.

@Last_Horizon

giovedì 5 settembre 2013

Un racconto d'inverno (omaggio a Freddie Mercury)


Una nota prima di iniziare.

Quello che state per leggere è un racconto, nel senso più letterale del termine. È il mio tentativo di dare voce a quell'emozione che mi cattura ogni volta che penso a Freddie e a ciò che Brian, Roger e John devono aver patito all'indomani della sua morte. E', soprattutto, un omaggio sincero ad un cantante al quale devo molto, ma è anche un modo per dire grazie a Brian May: lui sa perché. Proprio perché si tratta di un'opera di fantasia, leggendolo vi sembrerà che qualcosa non quadra, quasi che la cronologia dei fatti sia distorta, incongruente. In effetti è proprio così, ma vi invito a leggerlo fino alla fine. Non so se al termine sarete delusi o emozionati. Ma i commenti, qualsiasi essi siano, sono vostri. La responsabilità tutta mia.

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mercoledì 4 settembre 2013

The Freddie Mercury Tribute Concert (Parte II)


Le ultime settimane erano state incredibili. L'immensa macchina organizzativa necessaria a realizzare un concerto di quella portata avrebbe sfiancato chiunque. Brian e Roger avevano passato ore al telefono per tessere quella trama di contatti necessari per portare sul palco artisti di fama internazionale e idoli del momento. L'idea era quella di radunare musicisti in grado di offrire al pubblico generi e interpretazioni musicali diversi tra loro, in puro stile Queen. Così i Guns'n'Roses furono scelti perché rappresentavano in qualche modo l'anima più trasgressiva della band; gli Extreme, invece, incarnavano perfettamente la poliedricità di Freddie e non avevano mai nascosto di considerare i Queen tra i loro massimi ispiratori. C'erano poi band come i Metallica che pur essendo apparentemente lontani anni luce dagli stili musicali dei Queen, proprio a loro avevano tributato un sorprendente omaggio con la cover di Stone Cold Crazy. In più la band di James Hetfield aveva da poco conquistato i primi posti delle classifiche mondali con il Black Album e il Tribute aveva bisogno di richiamare l'attenzione di quanta più gente possibile. Non si poteva quindi rinunciare a sfruttare le charts del momento.

martedì 3 settembre 2013

The Freddie Mercury Tribute Concert (Parte I)


Quella mattina di Novembre del 1991 a Londra piove. Piccole gocce d'acqua, sottili come punte di spillo cadono gentili sugli ombrelli spianati lungo le vie. Fa freddo e l'odore dell'asfalto bagnato si mescola con quello dei profumi tipici della periferia. Un rivenditore ambulante di panini arranca in cerca di un riparo spingendo con determinazione il suo carretto. Una donna guadagna rapidamente un portone mentre con un giornale ormai zuppo cerca di proteggere l'acconciatura fresca di parrucchiere. Forse è per quello che non si accorge delle tre persone appena scese da un grosso taxi nero e che rapidamente guadagnano l'ingresso di un pub. L'insegna a quell'ora è ancora spenta ma i tre sanno di potervi trovare un sicuro riparo.

lunedì 2 settembre 2013

Il film dedicato a Freddie Mercury non si farà più....forse

Sono passati molti anni dalla morte di Freddie. Alcune cose sono cambiate, altre sono destinate a rimanere irrimediabilmente le stesse. Tra queste c'è la volontà di Brian e Roger di non smettere di raccontare al pubblico Freddie, attraverso la sua musica e al racconto di una vita comunque straordinaria. È questo lo spirito con cui un giorno di un paio d'anni fa si sono ritrovati i due musicisti nell'ufficio di Jim Beach. Da dietro la sua scrivania il manager scruta gli sguardi un po' incerti di Brian e Roger e infine dice che si, è davvero il momento di pensare a un film su Freddie. Sottolinea la decisione battendo con forza il palmo della mano sul ripiano di legno lucido. Ha già mille idee e soluzioni in mente. Serve solo qualche telefonata e poi la macchina organizzativa potrà partire. Da quel momento il progetto “biopic” (ovvero biografia cinematografica) diventa realtà, almeno nelle parole di Brian May, il primo a parlarne esplicitamente. Successivamente anche Roger dirà la sua e lentamente emergono i primi dettagli. Anzitutto la scrittura della storia, affidata ad una figura che negli ultimi anni ha assunto sempre maggior credito nel cinema che conta: Peter Morgan. Gli sceneggiatori sono tra le figure meno note, sebbene un film dipenda in gran parte dal loro lavoro. In una sceneggiatura ci sono la trama, i personaggi, i risvolti psicologici. C'è un mondo intero che dovrà poi essere ulteriormente mediato attraverso la sensibilità del regista e degli attori. E anche del produttore che, essendo colui che rende possibile il film con il proprio investimento, ha comunque diritto di parola in molte delle scelte finali.