Intervista a Roger Taylor sull'Indipendent del 23 Ottobre 2013

Sul prato c'è un enorme gong posato su un cavalletto, con accanto una batteria fatta di legno, omaggio dell'amico e collega Brian May per i suoi 64 anni. Roger è seduto accanto a questo bizzarro kit e la vista di Puttenham Priory, con i campi del Surrey trasmette un senso di calma. L'intervista con Roger Taylor si svolge nel suo studio di registrazione casalingo. Il musicista è affabile, con la sua inconfondibile voce roca, e apparentemente un po' duro d'orecchi, con indosso una giacca smoking verde bottiglia che sembra perfettamente in linea con la sua immagine da playboy consumato. C'è un pianoforte Steinway a coda in un angolo. Dietro di me fa bella mostra di se l'ultima batteria suonata dal musicista, la cui fortuna personale attualmente è stimata in 90 milioni di sterline. 

Ci siamo incontrati per parlare del suo nuovo album solista, Fun On Earth e il box antologico The Lot, che racchiude tutti gli album incisi fuori dai Queen. Il batterista è abbastanza consapevole del fatto che per un giornalista l'argomento più appetibile restano i Queen e infatti in breve l'intervista si trasforma in una conversazione in cui la band predomina su tutto. La band, dopo la morte di Freddie Mercury nel 1991, ha continuato a sopravvivere, ma oggi è costituita dai soli May e Taylor, mentre il bassista John Deacon si è definitivamente allontanato dal mondo della musica e dagli ex colleghi.




"Non ho più sentito John", dice Taylor . "Da lui non arriva un solo grugnito. Non siamo in contatto, ma John è un sociopatico, davvero, ma ha dato la sua benedizione su tutto ciò che Brian e io facciamo col marchio dei Queen e di cose ne abbiamo fatte un bel po'."

Taylor dice che è stato mentre stava componendo These Are The Days Of Our Lives nel 1991 che si è sentito constretto a prendere in considerazione la vita oltre i Queen: "La canzone ha un ché di rassegnato, una sorta di sentimento stoico ed è sicuramente una combinazione di sensazioni tra la felicità e la tristezza,” spiega. "Il senso è che bisogna accettare ciò che ti colpisce e fare al meglio ciò che resta, ma poi? Dovremmo tutti andare in pensione a Littlehampton? A quel punto io e Brian avevamo l'idea che avremmo continuato le attività dei Queen. Abbiamo lavorato a stretto contatto con il nostro manager, Jim Beach, e le cose sono saltate fuori, e abbiamo pensato che fossero la cosa giusta da fare. Nonostante tutto abbiamo mantenuto viva la musica e c'è ancora un enorme appetito attorno ad essa. Cose come il musical We Will Rock You hanno ovviamente aiutato ma non è il mio progetto. Brian ha abbraccia davvero il mondo del teatro musicale, ma io no”.

Per Taylor il progetto giusto è rappresentato dai QueenExtravaganza, la band tributo che ha formato personalmente e che adesso andrà in tour in Inghilterra.

"Ci sono un sacco di band là fuori che suonano le nostre cose," dice il batterista. "Un sacco di baffi finti e di spettacoli di basso profilo. Così abbiamo pensato che sarebbe stato bello rendere omaggio ai Queen nel modo giusto. Abbiamo quindi svolto delle audizioni online principalmente mirate al Nord America. E 'una terribile generalizzazione, lo so, ma i nordamericani tendono ad avere una tecnica migliore". Taylor sapeva che erano approdati a qualcosa do valido quando hanno trovato il canadese Marc Martel, la cui performance di Somebody to Love è stata cliccata su youtube da ben 8,5 milioni di persone.

"Il nostro batterista, Tyler Warren, è davvero favoloso", dice Taylor. "Lui può cantare note più alte di me, e io in passato ho cantato note davvero alte!” E che dire di Martel al piano? Riuscirà a solleticare come riusciva a fare Freddie? “Ah, non del tutto, Freddie era un pianista eccezionale".

E il gioco è fatto. Per Taylor e May il guaio però è questo: ci sono stati molti Freddie. Freddie il rocker. Freddie il pavone impettito. Freddie l'autore brillante e non convenzionale, la cui insolita modulazioni degli accordi e le inclinazioni operistiche con una spruzzata di blues ha spinto tutta la band verso confini davvero esotici dal punto di vista musicaale.

Taylor, a proposito delle sue ambizioni attuali dice: “Io non sono ancora pronto per pipa e pantofole”. E così, sebbene Mercury è insostituibile come frontman, in un recente concerto a Las Vegas lui e May si sono esibiti con Adam Lambert, che ha dimostrato capacità impressionanti, anche se era evidente l'assenza della grinta tipica di Freddie.. Quando May e Taylor hanno suonato con con l'ex cantante dei Free e Bad Company Paul Rodgers tra il 2004 e il 2009 era la stessa cosa.

"Freddie amava la libertà e così è stato per tutti noi", dice Taylor, "Ma è stato bello chiedere ad un Dio del soul/blues come Paul di dare la sua voce per canzoni comeThe Show Must Go On o I Want to Break Free, anche se si è trattato di un matrimonio non perfetto".

Difficile del resto immaginare Paul Rodgers interpretare le canzoni dei Queen con la stessa immagine appariscente di Freddie: “Oh, non lo so ", sorride il batterista. "Paul ha sfoggiato alcuni costumi piuttosto interessanti”.

Chiaramente a Taylor piace scherzare. Nel suo nuovo album c'è un brano intitolato Io sono il batterista (in una band Rock'n'Roll), nel quale parla di se stesso come amante di auto e belle donne. Ma ha anche composto canzoni impegnate come Dear Mr Murdoch, dedicata al magnate dell'informazione ben prima degli scandali che lo hanno coinvolto nel 2011: "Credevo fosse un po' sospetto il fatto che sia stato colpito con una torta alla crema, piuttosto che con un secchio di merda di pollo",ammette quando gli viene chiesto se ha visto l'episodio in tv in cui Murdoch subì lo sberleff della torta in faccia. "Tutti hanno un parere e io ho solo avuto la fortuna di poterlo esprimere, ma preferisco stare fuori dalla politica, davvero”.

Una cosa che Taylor non ancora risolto è la questione riguardante l'attore che dovrà interpretare Freddie Mercury al cinema. Quando Sacha Baron Cohen ha lasciato il suo ruolo di protagonista nel tanto atteso biopic, Taylor e May hanno espresso sollievo, aggiungendo che volevano che il film di toccasse le persone e non che sembrasse una sorta di scherzo. Con Cohen quindi c'era il rischio che il film risultasse più comico che drammatico?

"Non voglio entrare troppo in questo discorso, ma non credo che fosse l'attore giusto. L'importante è che tutto stia andando comunque avanti e tutti i periodi pertinenti la vita di Freddie saranno raccontati. Quarantacinque anni è un tempo piuttosto lungo, ma non abbastanza lungo, eh?"

Faccio infine notare a Roger che la pubblicazione del suo box antologico sembra il preludio alla pensione, ma lui risponde convinto: "Dio no,. non sono ancora pronto per pipa e pantofole".



@Last_Horizon