sabato 30 novembre 2013

Breaking News: Le ultime dichiarazioni di Brian May sul nuovo album dei Queen

C'è all'interno dei Queen un rinnovato fermento che ricorda gli anni in cui le notizie che trapelavano dagli studi di registrazione servivano soprattutto a preparare il terreno ad un nuovo, imminente album. I fans di vecchia data sanno a cosa mi riferisco: le radio, i giornali e oggi soprattutto internet diffondono dichiarazioni, interviste, commenti e ipotesi che, nel loro complesso, rappresentato l'inizio di un racconto, un nuovo capitolo della storia discografica dei Queen che prende lentamente forma. L'attesa è spesso emozionante almeno quanto la meta e così è da qualche tempo ormai che ogni parola dedicata al nuovo Made in Heaven ha il gusto del miele e il sound epico e leggendario che solo la musica dei Queen riesce a regalare. Oggi quindi vi propongo una rapida carrellata delle ultime parole pronunciate da Brian May, ormai lanciatissimo, seppur tra qualche timore reverenziale, nello spiegare che si, è tutto vero, c'è materiale sufficiente per un nuovo disco dei Queen.

Come sapete tutto è iniziato almeno un paio d'anni fa, quando assieme alla Universal la band ha deciso che fosse giunto il momento di pubblicare in via ufficiale i tre inediti registrati da Freddie Mercury con Michael Jackson. Le difficoltà di mettere nero su bianco i necessari accordi con chi oggi cura il catalogo di Jackson ha allungano i tempi, ma ha anche generato un'occasione inaspettata per gli stessi Queen. La ricerca del materiale necessario per la realizzazione dei duetti ha riportato alla luce nuovo materiale, nuove canzoni rimaste finora inedite. Una quantità di nastri tale da aver indotto Brian e Roger, ma anche la stessa casa discografica, ad accantonare (almeno per il momento) l'idea di una raccolta di ballate, già in programma per il prossimo Natale, e concentrare tutti gli sforzi verso la creazione di un vero e proprio album, sulla falsariga - come ha spiegato lo stesso chitarrista - di Made in Heaven. Ovviamente occorre prudenza, la stessa che Brian manifesta quando al magazine Mojo dichiara:

“Non mi sento a mio agio nell'affermare che riusciremo a completare un album, ma di sicuro ci sono diverse tracce, ed è su quelle che ci stiamo concentrando per produrre della nuova musica. Proprio come fu per Made in Heaven, che per me è forse il miglior album dei Queen che facemmo.“

Nella stessa occasione ha precisato che nel disco potrebbe esserci spazio anche per qualcosa di retrospettivo, ad esempio delle versioni "a cappella" di brani storici, ad esempio Don't Stop Me Now. Ha spiegato il processo che lui e Roger stanno seguendo:

“Abbiamo trovato tracce vocali di Freddie da solo, e dei demo. Quando troviamo una registrazione analogica su 24 piste di Freddie che canta qualcosa, una registrazione mai davvero completata, per prima cosa la trasferiamo su digitale, creiamo una copia con la più alta risoluzione possibile, dopodiché cominciamo ad aggiungerci del nostro.”

Al magazini AOR Rock, invece, il chitarrista ha spiegato che:

"Non ho idea di quanto riusciremo a fare. Stiamo completando un album che sarà in parte retrospettivo, in parte inedito. Non so quanto tempo ci impiegheremo perché quando trovi materiale del genere non puoi correre. Non puoi semplicemente aggiungere un paio di cose alle tracce vocali pre-esistenti. Devi capire ciò che hai a disposizione e devi trovare la via giusta per completare le canzoni. Sta andando come sempre è accaduto con un album dei Queen e non è una cosa che puoi fare di fretta."

Inevitabilmente i fans si domandano quando il disco potrebbe uscire. Per quanto i Queen ci vadano piano, sembra assai probabile che l'album arrivi sul mercato nel 2014. Del resto anche il progetto biopic sembra ormai imminente e quindi il prossimo anno potrebbe rappresentare il ritorno dei Queen a più livelli, da quello classico musicale all'inedito cinematografico. Un connubio perfetto (almeno sulla carta) per riportare indietro le lancette dell'orologio e (ri)vivere le emozioni più belle, quelle che solo un nuovo album dei Queen sa regalare.

@Last_Horizon

mercoledì 27 novembre 2013

Jim Hutton, I miei anni con Freddie Mercury

C'è da sempre nella figura e nella vita di Freddie Mercury un alone di mistero, in parte certamente voluto sopratutto agli inizi della sua carriera, che ha determinato un interesse crescente dei media e del pubblico che, all'indomani della sua morte, ha generato una serie di libri, alcuni catalogabili come buoni tentativi di raccontarne la storia, altri semplicemente cestinabili. È difficile stabilire a quale categoria appartenga l'auto-biografia scritta da Jim Hutton (in collaborazione con il giornalista Tim Hapshott), perché un libro cambia in funzione del lettore e della sensibilità di cui questi è portatore. Certo, ci sono alcuni elementi oggetti e quindi indiscutibili, come lo stile, la validità della trama e la qualità della scrittura. Ma, in generale, un racconto funziona esclusivamente in funzione di chi legge, tanto che per certi versi l'autore stesso scompare dietro le parole e la storia diventa, giustamente, l'unica e sola protagonista. Questo è un principio valido essenzialmente per i romanzi, ma meno efficace quando si tratta di una biografia che, al di là delle licenze poetiche e narrative, deve restare la più fedele possibile ai fatti. Non è semplice raccontare la storia, soprattutto perché quando se ne è stati in qualche modo parte o addirittura protagonisti è pressoché impossibile rinunciare al filtro del proprio punto di vista. A ben vedere ogni storia ha infiniti lati e quindi altrettante visioni soggettive e forse per conoscerla davvero sarebbe necessario concedere la parola a tutti i protagonisti, un'impresa ardua, la maggior parte delle volte impossibile. È questa la ragione per la quale non sono un fan delle auto-biografie che, nella migliore delle ipotesi, finiscono col diventare un frammento narrativo di parte, portatore quindi di confusione più che di verità. Ciò non significa che le auto-biografie non siano interessanti, anzi proprio il conoscere il punto di vista di un protagonista determina una grande curiosità, forse simile a quella sottile eccitazione che si prova dal barbiere quando, durante l'attesa, di sfogliano con malcelata indifferenza le riviste di gossip. E allora come ci si deve porre al cospetto del libro di Hutton? Con la convinzione che il Freddie raccontato in queste pagine non sia completo, ma solo il risultato della percezione e dell'esperienza che Hutton ha maturato durante la sua relazione col cantante.

martedì 26 novembre 2013

Diableries, un'avventura all'inferno per Brian May

Dopo la pubblicazione del volume A Village Lost and Found, Brian May è diventato uno dei collezionisti più rispettati e importanti nel campo della fotografia stereoscopica. Una passione davvero inarrestabile che ha portato il chitarrista a lavorare ad un nuovo progetto, il secondo libro dedicato alle immagini 3D. In questa seconda fatica l'argomento è di interesse più ampio è certamente controverso. Si tratta delle Diableries, traducibile approssimativamente come “diavolerie”, una raccolta di straordinarie carte stereo di origine francese, pubblicate per la prima volta a partire nel 1860 e fino al 1900 circa. In esse è raffigurato un mondo sotterraneo immaginario assai complesso, popolato da diavoli, satiri e scheletri che ballano e si divertono tra le fiamme dell'inferno. 

Le carte sono vere e proprie opere d'arte, realizzate su tessuti francesi e costruite in modo speciale, per consentire loro di essere viste in 3 dimensioni, con la particolarità che se vengono osservate con una luce frontale appariranno scene di giorno, altrimenti con una retro-illuminazione le scene risulteranno in versione notturna.

sabato 23 novembre 2013

Love Of My Life (lettera a Mary Austin)


Mia cara Mary,

immagino già l'espressione di sorpresa del tuo volto quando Peter suonerà alla porta per consegnarti questa lettera. Quanto tempo è passato dall'ultima volta che hai ricevuto un mio biglietto? Ultimamente ci siamo visti spesso e l'abitudine di scriverti delle lettere o delle brevi cartoline risale ormai ad anni fa, quando la mia vita era fatta di concerti e paesi lontani. Oggi è tutto diverso, la mia esistenza è cambiata e nonostante ora ci separino solo pochi minuti di macchina, ho deciso di prendere carta e penna. Spero che il mio corpo mi conceda il tempo necessario. Oggi è una giornata di quelle buone sai. Mi sono svegliato insolitamente presto, ho osservato la costellazione di medicinali riposti sul comò e li ho gettati via in un colpo solo. Peter deve aver sentito il trambusto perché me lo sono ritrovato all'improvviso in camera da letto. Nel guardarlo ho riso di gusto e lui è rimasto interdetto. Credo non fosse più abituato alle mie risate. Ma sai com'è, vederlo piombare in camera tutto trafelato, con indosso ancora il grembiule da lavoro era, beh, buffo. Ridere mi ha fatto bene e incredibilmente non ho provato nemmeno quelle fitte al petto che ultimamente mi hanno tenuto bloccato a letto. Così ho chiesto a Peter di aiutarmi a scendere in cucina (adesso ti sto scrivendo circondato di piatti e padelle!) e l'ho mandato via per qualche ora. Lui ovviamente ha protestato, ma alla fine come sempre l'ho avuta vinta io. Così adesso sono da solo in casa e scriverti da qui mi piace, perché riesco a vedere il giardino e il modo con cui il sole fa brillare gli oggetti che mi circondano. Lo so è strano, ma in cucina mi sento a mio agio. In qualche modo mi fa sentire a casa, non in quella che abito oggi. Intendo quella di tanto tempo fa, quando la mia famiglia erano mamma, papà e Kashmira. Oggi ovviamente è tutto diverso, la mia è una strana famiglia e tu ci sei ancora.

martedì 19 novembre 2013

Time, ovvero quando Freddie Mercury cantò in un musical

Una delle più frequenti critiche che vengono mosse ai Queen ogni volta che la band ha intrapreso qualche nuovo progetto dopo il 1991 suona più o meno così: “Freddie questa cosa non l'avrebbe mai fatta!”. È successo spesso nel corso degli anni, anche quando ormai dodici anni fa decisero di unire le proprie forze a quelle del commediografo Ben Elton per allestire We Will Rock You. Si disse all'epoca, ma temo anche oggi, che Freddie mai e poi mai avrebbe legato il proprio nome ad un musical. In realtà la smentita per i soliti saccenti del web non è tardata ad arrivare e più volte gli stessi Brian e Roger, ma anche Jim Beach, hanno rivelato di come di un musical i Queen avessero iniziato a parlare già nel lontano 1986. Ma c'è di più. Freddie Mercury ha preso parte ad uno spettacolo teatrale, intitolato Time, e questo non deve certamente stupire perché la teatralità nella musica dei Queen è stato fin dagli esordi un elemento fondamentale, forse il più rilevante di tutti.



lunedì 18 novembre 2013

A Village Lost and Found

L'esordio ufficiale di Brian May nel mondo delle foto stereoscopiche è questo splendido volume intitolato “un villaggio perduto e ritrovato” che raccoglie una serie di immagini originariamente realizzare dal pioniere della fotografia 3D, T.R. Williams nel 1850. Si tratta di una serie di 59 cards scoperte da Brian durante i suoi girovagare nei mercatini delle pulci, una ricerca durata ben 30 anni e che si è finalmente conclusa con la pubblicazione di questo volume. Il progetto è stato possibile anche grazie all'incontro tra il chitarrista e la storica della fotografia Elena Vidal, che ha identificato l'esatto paese oggetto del lavoro di Williams in un villaggio ancora esistente nell'Oxfordshire. La serie completa delle immagini sono raccolte qui per la prima volta assieme a nuove fotografie che ritraggono lo stato attuale del paese, in modo da offrire al lettore un vero e proprio viaggio tra passato e presente.

Ad aver reso questa pubblicazione ancora più preziosa e davvero accattivante per il pubblico è la presenza al suo interno dell'ormai famoso visore stereoscopico OWL, ovvero “gufo”, così chiamato perché una volta messo sul viso ricorda davvero il caratteristico aspetto dell'uccello notturno. Si tratta nel vero senso della parola di un'invenzione studiata dallo stesso Brian May che da anni cercava un metodo che consentisse la visione immediata delle cards stereoscopiche, uno strumento certamente utile per i suoi pellegrinaggi a Portobello e nei negozi per collezionisti di tutto il mondo.

sabato 16 novembre 2013

Queen, una notte a Rio de Janeiro


Nella storia dei Queen non c'è solo Wembley. Sembra strano doverlo ribadire, eppure ogni volta che arriva sul mercato un nuovo dvd live provo quasi un senso di liberazione, come se venisse resa giustizia ad una carriera fin troppo sottovalutata anche per colpa di scelte discografiche difficilmente condivisibili. Ovviamente mi riferisco al fatto che troppo spesso nel corso degli anni si è puntata l'attenzione sui soliti concerti, dimenticando eventi di dimensioni epocali come fu la doppia esibizione che i Queen tennero nel 1985 nell'ambito del Rock in Rio Festival, una kermesse capace di raccogliere folle oceaniche e nella quale Freddie, Brian, Roger e John hanno lasciato un segno indelebile. Paragonabile ad eventi come il Live Aid, l'esibizione di Rio segnò un punto di svolta, l'ennesimo, in una fase della storia del gruppo in cui i punti interrogativi abbondavano.

venerdì 15 novembre 2013

Breaking News: Quattro eventi imperdibili per i fans dei Queen

Il 24 Novembre si sta avvicinando. Per i fans dei Queen non è una data come le altre, soprattutto per tutti coloro che nel 1991 hanno vissuto la morte di Freddie Mercury sulla propria pelle e ne portano i segni ancora nel cuore. Non datemi del melodrammatico, ma quando sei un adolescente e perdi il tuo artista preferito per una malattia che nemmeno capisci troppo bene, il dolore resta e non passa nemmeno a distanza di così tanti anni. E proprio come allora anche quest'anno omaggerò il mio eroe nel silenzio della mia stanza, un silenzio che sarà rotto solo dalla sua voce perché alla fine ciò che conta davvero è la musica. Tuttavia nel corso degli anni l'anniversario della sua scomparsa è diventato anche l'occasione per i fans di tutto il mondo di riunirsi per renderli un sincero tributo. L'Italia sarà ancora una volta in prima linea con ben tre appuntamenti davvero immancabili ai quali, ne sono certo, tanti di voi parteciperanno, forse anche nel tentativo di sconfiggere l'inevitabile malinconia con una buona dose di sano e fottutissimo (per dirla alla Freddie) rock'n'roll.

 Si parte anzitutto con il raduno di We Will Rock You, il Fan Club Italiano Ufficiale dei Queen. Da quando esistono internet e i social network la vita dei fan club di tutto il mondo si è fatta dura, perché hanno perso in qualche modo quel crisma di esclusività che ne ha caratterizzato da sempre la natura. Ciò non toglie che prendere parte ad un evento realizzato da chi si occupa dei Queen da tanti anni può solo essere un'esperienza unica. Aggiungete che quest'anno l'evento si svolgerà in una location stupenda come Montepulciano, uno dei luoghi più incantevoli della Toscana, la cui colonna sonora per la sera del 23 sarà affidata ai Killer Queen. Non la solita cover band quindi, ma la tribute band che ha avuto l'onore e, ne sono sicuro, il piacere di esibirsi con un'artista straordinaria come Kerry Ellis e che è considerata "official italian Queen performers". Un biglietto da visita niente male. Inoltre il programma della serata prevede la proiezione di materiale raro dei Queen e l'opportunità di acquistare prodotti ufficiali con il logo della band. Il biglietto d'ingresso costa solo 8 euro e per chi volesse pernottare è a disposizione una soluzione presso l'Hotel Granducato. Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito del Fan Club: http://www.wewillrockyou.it/

Il secondo evento che vi segnalo si terrà sempre il 23 Novembre a Roma e anche in questa occasione vi è il "sigillo di garanzia" di We Will Rock You, a ulteriore conferma di quanto il Fan Club sia impegnato nell'offrire al pubblico italiano qualcosa di importante e unico. E nella Capitale avverrà davvero qualcosa di imperdibile grazie alla tribute band dei ReQueen che saliranno sul palco con una special guest che è una grande cantante, un'artista meravigliosa e, spero me lo consenta, anche una cara amica. Si tratta di Martha Rossi, il cui nome è indissolubilmente legato alla storia recente dei Queen grazie alla sua partecipazione all'edizione italiana del musical e, ancora di più, per aver ottenuto il privilegio di collaborare con Brian May per la realizzazione della sua cover di We Believe. Martha non è solo una fan sincera dei Queen e di Freddie, ma è anche un'interprete capace di cantare col cuore e di trasmettere vibrazioni positive. L'evento si svolgerà prssso la Stazione della Birra, una location che gli amici romani mi assicurano essere perfetta per la musica dei Queen. Ulteriori informazioni sono reperibili contattando il numero telefonico che trovate sulla locandina qui accanto.

Infine è con grande piacere che segnalo "A night to remember Freddie Mercury", uno spettacolo che si svolgerà all'Alcatraz di Milano il 30 Novembre. Sul palco saliranno i Queen Mania e la serata sarà impreziosita dalla presenza di due voce imperdibili: Cristina Scabbia e, per le orecchie più avvezze alla musica classica, Katia Ricciarella. Cristina è la voce leader dei Lacuna Coil, la band metal italiana più importante a livello internazionale, i cui risultati discografici sono una prova inoppugnabile del loro talento. La band ha all'attivo numerosi album e un numero sempre crescente di concerti e tour e il riconoscimento alla loro musica è unanime e di altissimo livello. Di fatto sono considerati tra le prime heavy metal band assieme a mostri sacri come Iron Maiden. Aggiungo che Cristina Scabbia è dotata di una voce davvero senza pari, potente come poche, graffiante eppure delicata dove serve. E' un'artista di primo piano e la sua presenza in uno spettacolo che vuole ricordare il più grande cantante di sempre non può che costituire un'occasione unica, davvero da non perdere. Anche in questo caso, gettate uno sguardo alla locandina per apprendere tutte le informazioni per partecipare.

UPDATE.

Pochi giorni fa qualcosa di terribile è accaduto. L'ennesima tragedia italiana, di quelle che i media raccontano con una serie infinita di punti interrogativi, quasi che si voglia trasmettere l'idea che lo sgomento deve essere superiore alla ricerca delle soluzioni. Sto parlando dell'alluvione che ha colpito la Sardegna, una terra splendida, unica nel suo genere, dove molti di noi trascorrono splendide vacanze o magari ci vivono e che non va dimenticata. Certo, di fronte all'orrore della devastazione e dei morti si prova un senso di gelo che blocca il pensiero e fa tremare le membra. Eppure qualcosa si può e si deve fare. Non è questione di aiutare chi è in difficoltà, né di ripulirsi la coscienza perché, in fondo, questa è l'ennesima tragedia causata dall'uomo. Si tratta di manifestare quella forma di empatia che è la stessa che ci unisce tutte le volte che ascoltiamo la voce di Freddie e la musica dei Queen. E così, la tribute band dei MamaMia ha deciso di offrire il proprio contributo con l'iniziativa che vedete nella locandina qui accanto. Partecipate se potete perché è davvero una giusta causa e ognuno di noi può fare molto. Ulteriori informazioni le potete reperire QUI

Lo spirito immortale di Freddie Mercury è sempre qui, con tutti noi. Ci ha lasciato la sua musica. Fatela vibrare nei vostri cuori, a Montepulciano come a Roma passando per Milano. Ballate, cantante e non siate tristi. The show must go on....forever!

@Last_Horizon 

giovedì 14 novembre 2013

Breaking News: Il 2 Dicembre tutti a Montreux negli studi di registrazione dei Queen


Entrare negli studi di registrazione dei Queen è il sogno di ogni fan. È tra quelle pareti che sono nate quelle idee che hanno reso la band immortale e leggendaria e finalmente, a partire dal prossimo 2 Dicembre non dovremo più sognare perché, ancora una volta, i Queen sono pronti a farci un regalo straordinario. Si tratta della già annunciata The Studio Experienced che ci consentirà di percorrere i corridoi dei mitici Mountain Studio di Montreux che dopo anni di oblio tornano a vivere sotto l'egida del Mercury Phoenix Trust.

La data scelta per l'inaugurazione della mostra permanente non è casuale e coincide con il World AIDS Day, un momento fondamentale per mantenere viva l'attenzione su una malattia che, nonostante l'ostentato silenzio di molti media, continua a mietere vittime in tutto il mondo, anche in Occidente. Da anni ormai i Queen e il Mercury Phoenix Trust portano avanti numerose iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica e raccogliere fondi. Dal mese prossimo anche questa esibizione potrà offrire un contributo determinante per questa importantissima causa. E il tutto sarà fatto, ancora una volta, attraverso la musica e la storia dei Queen.

Tra il 1978 e il 1995 Freddie, Brian, Roger e John hanno composto e inciso la maggior parte dei loro pezzi proprio in questi studi, collaborando con produttori del calibro di Rainhald Mack e David Richards, con i quali hanno sviluppato nel corso degli anni quel sound inimitabile che oggi costituisce autentica ispirazione per la maggior parte degli artisti che attualmente dominano le classifiche mondiali. Di quella storia potremo far parte anche noi in qualche modo, grazie a questa opportunità straordinaria, sponsorizzata anche dalla Fondation Casino Barrière Montreux, con il supporto del Montreux Casino Barrière, dove gli Studios sono ubicati. Michel Ferla, il Presidente della Fondazione si è dichiarato onorato della possibilità di essere parte di questa iniziativa che riuscirà a porre l'accento anche sul contributo culturale che i Queen hanno dato a Montreux con la loro presenza.

Ma cos'è esattamente la “Studio Experience”? I visitatori potranno accedere alla “stanza dei bottoni”, ovvero alle sale e alle strumentazioni che hanno reso possibili gli album dei Queen, completamente circondati da una serie di memorabilia (dischi, costumi di scena, fotografie rare, testi scritti a mano e molto altro ancora), il tutto sotto la supervisione di Greg Brooks, l'archivista dei Queen che ha curato l'allestimento assieme alla Marmelade London, la società che nel 2011 si era occupata della mostra “Stormtroopers in Stilettos”’, realizzata in occasione dei 40 anni dalla fondazione della band. Come ha spiegato David Simpson, responsabile della Marmelade, l'esibizione di Montreux prende le mosse proprio dalla mostra londinese, che nel giro di soli dieci giorni ricevette ben 22.000 visite.

Al centro dell'esibizione ci sarà l'originale “control room”, utilizzata dalla band e da Freddie Mercury anche per le ultime registrazioni, quelle confluite poi in Made in Heaven. I visitatori potranno addirittura sedersi alla console utilizzata da David Richards e lavorare letteralmente su alcune tracce dei Queen per proporre il proprio missaggio attraverso l'utilizzo delle registrazioni originali in multitraccia. Sarà, ad esempio possibile, ascoltare la propria canzone preferita escludendo tutti gli strumenti e lasciando in primo piano la voce di Freddie. Unico limite: la fantasia!

Il 2 Dicembre l'inaugurazione ufficiale dell'esibizione prevede la presenza di Brian May e Roger Taylor. Il primo ha spiegato che l'acquisto dei Mountain Studio da parte dei Queen servì per soddisfare l'esigenza di registrare i propri album fuori dall'Inghilterra, col risultato che Montreux divenne in poco tempo vera e propria fonte di ispirazione per la vita della band, tanto da diventare una sorta di seconda casa. Per il chitarrista questa mostra permanente ha soprattutto la funzione di creare una connessione tra i fans e la storia del gruppo, concedendo al pubblico l'incredibile opportunità di toccare con mano il periodo più fertile della storia creativa dei Queen. Da parte sua Roger ha sottolineato come ai Mountain Studios siano legati tantissimi ricordi ai quali, in qualche modo, adesso anche noi potremo prendere parte..

L'apertura al pubblico è comunque prevista solo a partire dal 3 Dicembre, dalle ore 10:30 alle 22:00, con ingresso gratuito, anche se vi sarà comunque la possibilità di offrire il proprio contributo alla raccolta fondi in favore del Mercury Phoenix Trust.

I siti di riferimento per tutte le informazioni del caso sono i seguenti:

www.queenstudioexperience.com
www.mercuryphoenixtrust.com
www.fondationcasinobarrieremontreux.ch

Non ci resta che attendere poche settimane e poi le porte del sogno si spalancheranno e potremo finalmente fare i primi passi non in una storia qualsiasi, ma in quella che ormai è pura leggenda.

(Fonti: www.queenonline.com - www.brianmay.com)

Last_Horizon

mercoledì 13 novembre 2013

I volti e i credits di Fun On Earth, il nuovo album di Roger Taylor


Per la realizzazione del suo nuovo album Roger si è avvalso della collaborazione di alcuni artisti. Ci sono volti noti ai fans come Spike Edney e il figlio Rufus, oltre ad una vera celebrità come Jeff Beck, ma anche musicisti meno noti e che in questo capitolo vi invito a conoscere meglio.

martedì 12 novembre 2013

The Lot, la situazione attuale



Questo non è un capitolo che parla di musica, ed è un vero peccato perché al centro dell'attenzione c'è un box antologico che, almeno sulla carta, sembrava pronto a soddisfare il palato di tantissimi fans. Non a caso le prenotazioni su amazon sono andate esaurite letteralmente nel giro di pochi minuti. I fans dei Queen da questo punto di vista si considerano trascurati da tanti anni, complice la mancanza di pubblicazioni in grado mettere a disposizione di tutti il materiale finora rimasto inedito o semplicemente più difficile da reperire sul mercato convenzionale. Se da un lato questa situazione ha fatto crescere a dismisura il mondo del collezionismo, tanto da renderlo una sorta di mondo a sé, spesso fin troppo elitario, dall'altro ha reso i fans sempre più scontenti del lavoro proposto dalla Queen Production. così, l'annuncio che Fun On Earth sarebbe stato accompagnato da un cofanetto antologico tutto dedicato alla carriera solista di Roger Taylor, ha fatto davvero tirare un sospiro di sollievo a molti e i fans hanno ripagato con un entusiasmo manifestato ad occhi chiusi: gli ordini, infatti, sono stato fatti senza nemmeno conoscere nel dettaglio aspetto e contenuti della raccolta.

sabato 9 novembre 2013

Roger Taylor: la recensione di Fun On Earth

Come si racconta un disco? Mentre rifletto su questo punto interrogativo, la pagina bianca attende di essere riempita e mai come stavolta provo soggezione. Entrare nello studio di registrazione di Roger Taylor non è facile e la sensazione che si prova è di toccare con mano un'intimità che per lunghi anni è rimasta celata dietro la corazza da autentico rocker che il batterista sfoggia con quello sguardo talvolta truce, contraltare perfetto della sua voce roca. Immagino il mixer sul quale ha lavorato per tutto questo tempo, alternandosi ora alla batteria ora alle chitarre e al pianoforte, aggiungendo qua e là il contributo di musicisti fidati come Jason Faloon. Ma Fun On Earth resta comunque un disco intimo, personale, registrato al chiuso di una stanza e che adesso è pronto a sfidare il giudizio altrui. Quanto inchiostro verrà consumato per recensirlo? Quanti fans spenderanno lo spazio dei propri hard disk per diffondere in rete opinioni radicali, estreme, caustiche ed entusiaste? E io sono qui, a mia volta chiuso nella mia stanza, circondato da dischi, dvd e libri e l'interrogativo iniziale non sembra avere soluzione. Poi mi decido. Accendo lo stereo, lascio che Roger torni sulla Terra e mi suggerisca le parole, quelle giuste.

venerdì 8 novembre 2013

Breaking News: Brian May conferma i nuovi progetti dei Queen


Una Fenice non muore mai e il suo destino è quello di ritornare in vita, anche quando le fiamme più atroci sembrano averne disfatto per sempre il corpo. Chissà se Freddie Mercury, quando ideò il simbolo dei Queen immaginava che in qualche modo la scelta di inserire l'uccello mitologico tra i segni zodiacali della band avrebbe in qualche modo condizionato davvero l'esistenza e la storia del gruppo. Certo non mancherà chi dirà che in fondo è solo del buon business e che dietro la pubblicazione di un disco postumo c'è soprattutto la volontà di tirar su un po' di denaro fresco. Ma per fortuna i Queen non sono tipi da ricorrere a certi mezzucci. Ne sia prova il fatto che per ascoltare qualcosa di davvero inedito dovremo aspettare il 2014, ben 19 anni dalla pubblicazione di Made in Heaven.

Come ha spiegato Brian May alla redazione di Classic Rock (ne vedete la pagina nella foto), tutto è accaduto in modo inaspettato e sorprendente. Dopo il 1995 la domanda se avrebbero mai pubblicato canzoni nuove con Freddie alla voce è divenuta quasi ossessiva e altrettanto ricorrente era la risposta offerta fino ad oggi: no, non c'è più nulla negli archivi che valga la pena pubblicare. Fino ad oggi, appunto. A cambiare radicalmente l'orizzonte ci ha pensato il progetto "ballads", un album che avrebbe dovuto raccogliere in vista del Natale le canzoni più soft dei Queen, impreziosite dai duetti registrati con Michael Jackson. Per realizzare questi ultimi è stato necessario sporcarsi le mani di polvere, rovistare negli archivi dei Queen e ritrovare vecchi nastri su cui lavorare. Ma, proprio come succede ad ognuno di noi quando decidiamo che è giunta l'ora di rigovernare la soffitta, ecco che sono venuti alla luce altri nastri, in definitiva veri e propri tesori.

Di cosa si tratta esattamente? Brian nella citata intervista si mantiene sul vago, parlando di materiale straordinario su cui è una vera emozione lavorare. Di certo possiamo azzardare un'ipotesi: se la filosofia seguita per questo nuovo album è quella già applicata per Made in Heaven, c'è da pensare che gli archivi abbiano restituito sia canzoni quasi complete, che semplici frammenti da ricongiungere in sala di registrazione (l'esempio più concreto che possiamo fare è You Dont' Fool Me). Ma se Brian e Roger, con il consueto benestare silenzioso di John Deacon, hanno deciso di premere il fatidico bottone e annunciare addirittura un nuovo album, allora ciò che hanno recuperato dal passato deve essere davvero valido. E nel caso dei Queen, valido è sinonimo di capolavoro. O giù di lì, ma solo di un po'.

La conseguenza più immediata pare essere proprio l'accantonamento del progetto "ballads" e del resto Natale è quasi alle porte e nulla è stato annunciato. Personalmente avrei amato una raccolta del genere, che avrebbe offerto al grande pubblico uno dei lati musicali più belli della storia della band. Ma se il prezzo da pagare per una strenna in meno è un nuovo disco beh, inutile aggiungere altro, non vi pare?

Ma non finisce qui. Brian ha confermato che ci sono altri progetti legati ai Queen, due su tutti: il biopic e nuove esibizioni live, con o senza Adam Lambert. Perché i Queen sono soprattutto questo, una band viva che ama il palco e il proprio pubblico.

Ben tornata Fenice. Ben tornati Queen!

@Last_Horizon

giovedì 7 novembre 2013

Brian May & Kerry Ellis: The Candlelight Concerts 2014


In attesa di possibili annunci per nuove date fuori dall'Inghilterra, Brian e Kerry hanno appena diramato con un comunicato ufficiale le date del tour UK che li vedrà ancora una volta protagonisti con il loro show acustico, che solo pochi mesi fa ha incantato anche le platee italiane. Al momento le date sono le seguenti, tutte corredate di link e numeri di telefono per consentire a chi vorrà di assumere le necessarie informazioni per parteciparvi:

18 Febbraio 2014 - Stevenage Gordon Craig Theatre
www.gordon-craig.co.uk / 01438 363 200

19 Febbraio - Buxton Festival 
www.buxtonoperahouse.org.uk / 0845 127 2190

21 Febbraio - Scarborough Spa
www.scarboroughspa.co.uk / 01723 821 888 £39

22 Febbraio - Grantham Meres
www.guildhallartscentre.com / 01476 406158 £39

23 Febbraio - Bath Theatre Royal
www.theatreroyal.org.uk / 01225 448844

25 Febbraio - Eastbourne Congress
www.eastbournetheatres.co.uk / 01323 412000 

26 Febbraio - Southend Cliffs Pavilion
www.southendtheatres.org.uk / 01702 351135

Prezzi: £39.00 / £40.00

(Fonte: http://brianmay.com/brian/briannews/briannewsnov13a.html#22)

@Last_Horizon

Aspettando i duetti Queen+Michael Jackson, conosciamo meglio i produttori


E' ormai una delle notizie più gettonate della rete ed è giusto che sia così perché quando a mettersi assieme sono delle leggende della musica l'effetto può essere solo dirompente, anche per chi quegli artisti non è abituato a seguirli. Qualcuno vi dirà che dopotutto si tratta della solita operazione commerciale, possibile solo grazie alla tecnologia. Altri ancora vi racconteranno che quelli tra Freddie Mercury e Michael Jackson sono dei duetti virtuali e per convincervi tireranno fuori un vecchio disco in cui Frank Sinastra canta con artisti moderni ad anni di distanza dalla sua morte! Nulla di tutto questo è vero. Dei duetti in questione si parla da molti anni e non sono certo un mistero gli incontri che videro protagonisti i due cantanti. L'idea era quella di pubblicare davvero qualcosa assieme ma, come spesso accade, il progetto si arenò dietro difficoltà di vario genere. Ora, a distanza di anni, i Queen riprovano a far emergere alla luce del sole State Of Shock, There Must Be More To Life Than This e l'autentica leggenda Victory. Su questo brano si è favoleggiato moltissimi e si arrivati a dire che probabilmente nemmeno ne esisteva un nastro. Brian May ha confermato che invece ci sarà anche questo pezzo. Sappiamo anche che l'intenzione sua e di Roger è di pubblicare un nuovo album dei Queen e più il lavoro procede, più l'idea somiglia ad una sorta di Made in Heaven II, un disco nel quale confluiranno non solo nastri totalmente inediti, come Victory appunto, ma anche canzoni già note ma riproposte in una nuova chiave, probabilmente seguendo la stessa logica adotta, ad esempio, per Heaven For Everyone.

mercoledì 6 novembre 2013

Georg Purvis - Queen L'Enciclopedia Definitiva

Ci sono libri che per quanto belli sono comunque destinati presto o tardi a prendere polvere sul ripiano di uno scaffale. Succede sempre, anche con i grandi capolavori che alla fine faranno bella mostra di sé per ricordarci delle emozioni che ci hanno regalato. Altri invece si conquistano fin da subito un posto sul tavolo del soggiorno, sulla nostra scrivania e capiterà di ritrovarceli tra le mani sempre più spesso e nei momenti più inaspettati. Mentre scorro le pagine di Queen L'Enciclopedia Definitiva di Georg Purvis provo esattamente questa sensazione. Le dita accarezzano le pagine che profumano ancora di colla e inchiostro, lo sguardo ha quasi timore di buttarsi subito nella lettura delle 430 pagine che lo compongono, ma so che questo libro avrà sempre un posto di riguardo.

Il concetto di enciclopedia scelto per presentare il lavoro di Purvis è calzante. All'interno troviamo il classico formato da enciclopedie, con le varie voci in ordine alfabetico e scritte su due colonne, con il tipico carattere che ti obbliga a chinarti tra le pagine, a sprofondarci letteralmente dentro. Purvis dice di sé di essere “un grafico per professione, un appassionato di musica, fotografo per hobby, scrittore part-time e scansafatiche a tempo pieno”! Io aggiungo che è anche un conoscitore appassionato dei Queen, il cui lavoro rispecchia perfettamente ciò di cui ogni fan ha bisogno e che forse avrebbe voluto creare. È quindi con un pizzico di invidia che apro il libro per scorrere le varie sezioni dell'enciclopedia. Il primo passo sono gli album, per i quali Purvis ha raccolto sia i dati più generici (tracklist, anno di uscita, ecc.), sia la storia che c'è dietro la realizzazione di ciascun disco.

lunedì 4 novembre 2013

Cosa sono le Diableries? Ce lo spiega il Dr Brian May





Il quotidiano inglese The Indipendent ha chiesto a Brian May di scrivere un articolo per spiegare ai lettori cosa sono le Diableries. Ecco le sue parole:

"Che diavolo sono le Diableries? E' una domanda legittima. Credo che nessuno nel 21° secolo, compresi i collezionisti dedicati all'arcano come me abbiano mai visto questi tesori straordinari. Si tratta, come recita il sottotitolo del nostro libro suggerisce di "un'avventura stereoscopica all'Inferlo" ed il modo migliore che abbiamo trovato per descriverlo in inglese. Furono in realtà create in Francia da un piccolo gruppo di artisti geniali e divennero rapidamente una vera mania anche nell'Inghilterra vittoriana dal 1860 circa e fino alla fine del secolo. E adesso, quindi oltre 150 anni dopo, stanno avendo un inaspettato ritorno.

Intervista a Brian May a Kerrang del 31 Ottobre 2013


Brian, sei un uomo dai molti interessi, dove è iniziato tutto?

"Oh, molto presto. Tutto è accaduto quando ero bambino e mi sono innamorato di queste passioni che mi sono portato dietro per il resto della mia vita. L'astronomia era una di queste, poi la musica era un altro interesse e stereoscopia è iniziata sicuramente in quel periodo. Quindi suppongo di essere stato molto fortunato in quanto tutti i sogni che avevo si sono avverate in un modo o nell'altro. Stereoscopia in particolare è per me una magia. L'attività di raccolta di due immagini piatte trasformate in qualcosa che assomiglia ad una finestra attraverso cui ci si può camminare attraverso è magia. C'è una magia molto speciale in questi piccoli diavoli, perché l'universo che si percorre osservandole è davvero straordinario e insolito.”

Da dove viene l'interesse per le Diableries? Come le hai scoperte?


domenica 3 novembre 2013

Inizia l'avventura

Raccontare le passioni extra musicali di Brian May non è facile. Al di là di qualche difficoltà tecnica (non tutti sono avvezzi all'astronomia, ad esempio), il problema principale è legato ai fans e alla percezione che questi hanno del nostro Doc. Secondo alcuni (sulla base della mia esperienza, non la maggioranza per fortuna), Brian dovrebbe dedicarsi esclusivamente alla musica e vedono le sue altre attività come un ostacolo alla loro voglia di avere sempre più dischi....salvo poi disprezzarli ancora prima di ascoltarli! In generale ci si chiede, ed è una domanda cui nemmeno io sono riuscito a sottrarmi, se per un fan abbia senso interessarsi di scienza, animali e fotografie in 3D. Del resto per tutti noi Brian May è quello dei Queen, è il chitarrista e l'autore di brani memorabili e sono queste le ragioni che ce lo hanno fatto amare fin dal primo ascolto. Devo dire di aver risolto ben presto l'annosa questione partendo dal presupposto che Brian non è solo uno dei quattro artisti che amo di più. È anche un amico, perché solo un amico può scrivere delle canzoni che ti rappresentato così bene. Il che non è una forzatura credetemi, ma solo uno di quei miracoli che di tanto in tanto arrivano nell'esistenza delle persone per impreziosirla. E allora, non so voi, ma io quando entro in casa di un amico o esco a cena con lui mi informo sui suoi gusti e sugli interessi. Gli domando che film ha visto al cinema o cosa ne pensa delle ultime notizie. Con Brian May funziona allo stesso modo. Da qualche tempo ci racconta delle sue passioni e io, da buon amico, ho deciso di stare ad ascoltarlo. È un bel viaggio sapete? Ci sono posti bellissimi da visitare e storie affascinanti da scoprire. Il sentiero tracciato dal Doc è ampio, c'è posto per tutti. Venite anche voi?

sabato 2 novembre 2013

Intervista a Brian May per Photography Monthly del 01 Novembre 2013

Brian, le persone ti conoscono per la tua musica, ma adesso stanno scoprendo un altro lato di te legato a questa passione per le immagini in 3 dimensioni. Raccontaci come hai iniziato ad occupartene.

“La fotografia è sempre stata una mia passione, perché mio padre era un fotografo, non per professione, ma per hobby Mi ha insegnato a prendere le mie proprie immagini e svilupparle in camera oscura, una cosa davvero bella da vedere, quindi è stato quello l'inizio che mi ha affascinato. Nella fotografia stereo mi sono imbattuto grazie ai cereali Weetabix quando ero ancora un ragazzo che si divertiva a collezionare le sorprese contenute nelle confezioni. Era così eccitante e uno di quei giochi erano proprio le carte 3D. Consistevano in una piccola scheda e sembravano molto ordinarie con quelle due immagini affiancate ma poi, una volta inserite nel visore stereoscopico improvvisamente questi due quadretti grigi si trasformava in una specie di finestra attraverso cui sembrava di poterci camminare. E' stato magico per me e ho pensato che fosse assurdo limitarsi alle classiche foto quando esistevano queste in 3 dimensioni.”

Come hai cominciato la raccolta delle Diableries?


Intervista a Roger Taylor sul Daily Record del 01 Novembre 2013

“Non mi sono mai reso conto di quanto Freddie fosse speciale. Ma adesso ci penso tutti i giorni”

I Queen sono dei sopravvissuti del rock. Sono passati attraverso la morte di Freddie Mercury e il ritiro del loro bassista. Sono sopravvissuti al punk, alla dance, al grunge e al brit-pop, rimanendo una band capace di superare la sfida col tempo e continuando ad essere molto amata dal pubblico.Il batter ista Roger Taylor e il chitarrista Brian May hanno guidato la band rendendola un vero e proprio marchio che si rifiuta di patire la nostalgia, rimanendo fresco ed emozionante come quando hanno pubblicato canzoni come Bohemian Rhapsody, We Are The Champions, We Will Rock You e Radio Ga Ga. Le loro canzoni non sono mai fuori dalle playlist radiofonico e il loro Greatest Hits è l'album più venduto di sempre in Inghilterra con circa sei milioni di copie. Ogni sabato notte a X-Factor domina la sigla con Flash che viene utilizzata tutte le volte che parte il voto istantaneo per selezionare i concorrenti e nel frattempo a Londra il musical We Will Rock You è ancora in allestimento dopo 11 anni, mentre Roger e Brian hanno suonato alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra l'anno scorso. E' poi in lavorazione un biopic sul compianto Freddie Mercury e la prossima settimana una tribute band creata dallo stesso Roger, i Queen Extravaganza suoneranno in Scozia. E a 64 anni, padre di cinque figli, il batterista ama ogni minuto di esso .

venerdì 1 novembre 2013

Breaking News: Brian May tra diableries, inediti, biopic e tour

Sono giorni frenetici per Brian May (ma anche per Roger impegnato con la promozione, soprattutto radiofonica del suo nuovo album) che tra Stati Uniti e Inghilterra sta portando in giro il suo splendido libro Diableries. Ogni giorno è pronto a raccontare la storia che c'è dietro le immagini vittoriane che compongono il volume e tutte le volte è disponibile coi fans e la stampa a rispondere alle tante domande. facciamo quindi un breve punto della situazione.

INEDITI: è ormai confermato che, a seguito dei lavori svolti per incidere le nuove versioni dei duetti con Michael Jackson, sono emerse nuove registrazioni inedite dai leggendari archivi dei Queen. Sia Brian che Roger sono intenzionati a metterle assieme e forti dell'esperienza maturata per Made In Heaven pubblicheranno un vero e proprio album dei Queen, forse già entro l'estate del 2014. Non possiamo dire con certezza che si tratterà di un disco totalmente inedito. E' anche possibile che vengano riproposti vecchi pezzi in una chiave nuova. Proprio pochi giorni fa Brian ha registrato presso gli Abbey Road Studio di Londra una versione orchestrale di Is This World We Created. Non conosciamo il progetto al quale questa operazione sarà legata, ma sul piatto ci sono una raccolta di ballads (in uscita a Natale?) e il nuovo album dei Queen.

BIOPIC: la serie infinita di speculazioni, arresti e ripartenze, sembra che il film vedrà davvero la luce. Brian ha confermato in questi giorni di aver individuato il regista e l'attore protagonista, che con tutta probabilità sarà Ben Wishaw, noto per aver interpretato Q in 007 Skyfall (era l'invento di tutti i fantastici gadget di James Bond), ma molto apprezzato per aver portato sul grande schermo due colossi della musica come Bob Dylan e il chitarrista dei Rolling Stones Keith Richards. 










BRIAN & KERRY: il Born Free Tour ritorna, per il momento solo con 5 date nel Regno Unito a partire da Febbraio, ma sono previste nuove esibizioni anche per Marzo. Inutile dirlo: la speranza è che il duo possa ritornare anche in Italia. Nel 2014 poi arriverà il dvd della loro esibizione estiva a Montreux e forse il nuovo album, in lavorazione ormai da tempo. E intanto, auguri Kerry, neo mamma del piccolo Alfie!











QUEEN+ADAM LAMBERT: dopo l'esibizione all'iHeart Radio Festival di Las Vegas i telefoni non hanno mai smesso di suonare e le proposte per un tour non mancano. A dirlo è Brian May, che da settimane confida di voler ripartire con i Queen e Adam per una serie di date. Per lui e Roger l'ideale sarebbe fare una manciata di esibizioni, perché un tour da 20 concerti sarebbe davvero troppo. 





@Last_Horizon