mercoledì 31 dicembre 2014

Buon 2015

BUON 2015 A TUTTI! ANCORA UNA VOLTA SARA' UN ANNO NEL NOME DEI QUEEN!


venerdì 26 dicembre 2014

Intervista ai Queen+Adam Lambert sul The Guardian del 26 Dicembre 2014



Freddie Mercury una volta ha detto che è diventato una rock star perché non aveva altre abilità: "Non saprei fare altro, io non sono molto bravo a fare la casalinga". I Queen hanno un modo di parlare del loro lavoro che è in contrasto con le grandi gesta per cui sono famosi. La prossima settimana prenderanno parte ai festeggiamenti di Capodanno con uno spettacolo da Westminster, trasmesso in diretta ad un pubblico di milioni di persone sulla BBC. Roger Taylor  dice che è felice della possibilita' di lavorare a questo evento, perché può essere qualcosa di diverso dal solito. In questi ultimi due anni, i Queen hanno affinato la loro collaborazione con Adam Lambert e le vendite dei biglietti parlano da sole: tra gennaio e febbraio si esibiranno per un pubblico di 160.000 persone sparse tra le arene di tutta la Gran Bretagna. Freddie amava brindare con il suo pubblico con dello champagne, ma anche lui non ha avuti modo di fare uno show per il nuovo anno sulla BBC.

"Tutto quello che so è che abbiamo intenzione di essere vicino al Big Ben," spiega Lambert con entusiasmo dai suoi uffici di Londra. "Forse lo scaleremo. Forse Brian può farlo! Forse possiamo rivivere quella cosa da Peter Pan, i personaggi cavalcano intorno alle lancette dell'orologio....".

mercoledì 24 dicembre 2014

Buon Natale 2014

UN REGALE BUON NATALE DA @LAST_HORIZON


martedì 23 dicembre 2014

Il tutto è più della somma delle singole parti


Spesso quando inizio a scrivere un nuovo Capitolo del Blog (la parte più personale di Queen Forever) parto da un'idea elaborata per alcuni giorni. Puo' trattarsi, ad esempio, di un buon incipit sul quale costruisco un ragionamento, proprio come sto facendo adesso. Ma pensare di conoscere anche il punto di arrivo è pura utopia perché, quando dal pensiero si passa alla scrittura, ecco che quest'ultima prende il sopravvento, quasi fosse una sorta di energia esterna che guida ciò che deve essere scritto e lo conduce verso una certa direzione che nemmeno io, proprio come voi in questo momento, conosco ancora del tutto. Viene chiamata ispirazione ed è quella cosa che fa dire a molti che le storie vengono prima di chi si fa carico di raccontarle, quasi che il dedicarsi alla creatività sia una forma di sottomissione ad una pulsione ben più grande, che se ne sta là fuori in attesa del giusto tramite. E' il demone della scrittura, che fa sedimentare storie e personaggi in attesa che l'animo prescelto divenga terreno fertile. Ma accade anche nella pittura e nella scultura, dove forme e colori prendono il sopravvento e guidano la mano dell'artista. E, altrettanto, accade nella musica.

lunedì 22 dicembre 2014

Smetto quando voglio (di essere un fan dei Queen)



Lo sappiamo tutti, a Natale siamo obbligati ad essere più buoni. Quindi dovrei evitare di scatenare polemiche e soprattutto dovrei tenermi lontano da commenti che potrebbero riaccendere recenti focolai i cui bagliori stentano a dileguarsi nonostante in tanti provino a soffiarci sopra. Solo che poi lo sguardo mi cade sul calendario, mi rendo conto che al 25 Dicembre manca ancora qualche giorno e ricordo a me stesso che questo dopotutto e' un Blog: dentro posso scriverci tutto quello che mi pare e il fatto che la' fuori possa esserci qualcuno disposto a leggerlo non deve spaventarmi. Lo devo a voi ma anche al “demone della scrittura”, che si agita sulla mia spalla e mi suggerisce parole e pensieri. Mi chiede ancora una volta di fare da tramite e io, diligentemente, mi siedo alla scrivania, chino il capo sulla tastiera e vi annuncio che da oggi non mi occupero' piu' dei Queen!


domenica 21 dicembre 2014

Intervista ai Queen+Adam Lambert su Team Rock del 20 Dicembre 2014



Traduzione a cura di Cristina Carosio a cui rivolgo un grazie sincero, non solo per questo lavoro monumentale ma anche e sopratutto per l'amicizia e la passione per i Queen. @Last_Horizon.

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Non si rimpiazza Freddie Mercury. Ma, alla vigilia di un tour, la famiglia reale, Brian May e Roger Taylor, e il principe della corona Adam Lambert spiegano perché stanno mantenendo viva l’eredità della band.

“Le mie canzoni sono come i rasoi Bic” ha dichiarato Freddie Mercury agli inizi della carriera della band. “Per divertimento, ad uso e consumo della modernità. L’ascolti, ti piace, la accantoni. Pop usa e getta”. Ma a 23 anni dalla sua morte, l’ultimo album della sua band è stato intitolato Queen Forever, e i due membri rimasti della band, il chitarrista Brian May e il batterista Roger Taylor ammettono che per loro quel titolo è vero.

venerdì 19 dicembre 2014

Intervista a Brian May per la Universal Music Japan del 19 Novembre 2014


Introduzione di @Last_Horizon. Questa è un'intervista diffusa in rete già da qualche tempo. Trovate il video alla fine della traduzione, realizzata da Irene Christa, una nuova amica la cui travolgente e sincera passione per i Queen mi ha colpito. Spesso mi capita di affermare che la rete è una sorta di grande ipnosi collettiva, a causa della quale talvolta si perde il giusto orizzonte anche di una cosa genuina come l'amore per un gruppo rock. Capita tutte le volte che ci si imbatte in una dichiarazione estrapolata dal contesto, a volte addirittura modificata ad arte per offrire al pubblico un titolo ad effetto. E' il mestiere dei giornalisti, una categoria che per ragioni professionali ho imparato a conoscere e ad apprezzare, ma anche a criticare duramente quando si esercitano nel gioco del sensazionalismo. Quando questo viene portato avanti sul web il rischio è quello di diffondere idee negative, capaci di rasentare l'odio come spesso accade (purtroppo) nei confronti dei Queen di oggi e di Brian May in particolare. Succede perchè qualcuno è alla costante ricerca di un motivo per “dimostrare” che Brian preferisce Adam a Freddie, o che rifiuta il proprio passato a favore del presente. Idee talmente assurde da far sorridere il più delle volte. Se però attorno a simili ragionamenti si scatena l'ira dei fans, costretti a cibarsi letteralmente delle notizie senza poterne approfondire fonti e contenuti, credo sia giusto fare un po' di chiarezza. La trascrizione che segue spero raggiunta l'obbiettivo.


giovedì 18 dicembre 2014

I Queen pronti a pubblicare nuovo materiale: parola di Greg Brooks

E' l'archivista ufficiale dei Queen, forse l'uomo più invidiato dai fans che desidererebbero almeno per un giorno essere al suo posto. Provate ad immaginare la sensazione di infilare la chiave nella toppa di quella porta e aprire il mondo della band, fatto di nastri, registrazioni rare, inedite....un godimento assoluto! Ma a noi fans è concessa solo la possibilità di attendere trepidanti le novità e dopo la pubblicazione di Rainbow sembra che la strada sia definitivamente spianata. Per anni abbiamo sofferto di una certa ritrosia da parte della Queen Production e della Emi a mettere mano ai leggendari archivi, ma adesso grazie anche alla Universal la tendenza sta rapidamente mutando e così dopo il meraviglioso concerto del 1974 e i primi inediti pubblicati su Forever, avremo molto altro di cui godere: parola di Greg Brooks.

L'archivista ha parlato in occasione della pubblicazione si iTunes di un nuovo capitolo del podcast ufficiale dei Queen. Si tratta di una serie di interviste che da qualche mese vedono protagonisti non solo gli stessi Brian e Roger ma anche buona parte dei membri del loro staff. Stavolta è stato il turno di Brooks le cui dichiarazioni non possono che farci fare un balzo sulla sedie. Provate a leggere questa trascrizione:

"Il prossimo concerto dei Queen da pubblicare viene considerato con attenzione in questo momento. Questa settimana siamo tornati in archivio ancora una volta per esaminare ciò che abbiamo da offrire a voi ragazzi, una pubblicazione che comprende anche memorabilia interessanti e rare. Sarà qualcosa di eccitante e alla pari con Live At The Rainbow 74. Inoltre, ci sono molti altri progetti in cantiere che i fans aspettano da decenni. Stanno arrivando!!"


mercoledì 17 dicembre 2014

Intervista a Roger Taylor su RockCellar Magazine del 17 Dicembre 2014

Si auto-definisce un "chitarrista frustrato", i cui genitori desideravano per lui un futuro da biologo piuttosto che da rockstar, Ma Roger Taylor ha fermamente seguito la propria strada, sia nei Queen che come solista, ritagliandosi una formidabile carriera lunga ormai più di quaranta anni, fatti di avventure musicali tutte vissute alle proprie condizioni. Nei Queen, Taylor era 1/4 di un sodalizio equamente condiviso con gli altri membri della band, ognuno dei quali portava creatività ed energia. E' stato quello che ha scritto i pezzi più hard rock del gruppo come Modern Times Rock'n'Roll, Sheer Heart Attack e I'm In Love With My Car, senza dimenticare One Vision. Eppure sorprende la sua versatilità come autore se si pensa che ha scritto canzoni come Radio Ga Ga, Rock It (Prime Jive), A Kind of Magic e la grandiosa ballata These Are The Days Of Our Live, un'insieme unico di stili e generi musicali. La sua padronanza di una tale quantità di stili differenti lo ha portato ad intraprendere anche una carriera solista al di fuori dei Queen, già a partire dal lontano 1977 con il singolo I Wanna Testify, una cover dei The Parlamenti del 1967. Più tardi seguirono gli album solisti veri e propri, con Fun in Space primo lavoro a suo nome. Da lì in poi Taylor ha bilanciato il lavoro con i Queen e le sue attività musicali personali. Nel corso di due decenni ha pubblicato quattro album solisti: Strange Frontier, Happiness?, Electric Fire e Fun On Earth, oltre ai tre album con i The Cross. Da poco è uscita una raccolta che mette assieme alcuni brani tratti dai suoi lavori solisti (Best) e un cofanetto che racchiude tutti gli album e molte rarità (The Lot), entrambi usciti prima in Europa e ora anche in America con la Omnivore Records. Attualmente Roger assieme a Brian May è in tour ancora una volta come Queen con il cantante Adam Lambert. Sul fronte discografico, dopo anni di lavoro e attesa, è uscito lo show di Rainbow '74 in ben sette differenti edizioni, perfette per soddisfare davvero tutti i fans. Nel frattempo i Queen hanno anche pubblicato la raccolta Forever che comprende anche tre brani inediti. Nonostante questa grande quantità di attività, siamo riusciti a incontrare il leggendario batterista in un raro giorno di tranquillità per rivivere assieme la storia della sua carriera.

Quando hai capito che la tua strada sarebbe stata la musica e non il bachetto al mercato di Kensington a Londra?
(ride) Oh, questa domanda è così difficile, è davvero difficile rispondere. Immagino mi sentissi sicuro che prima o poi avremmo finalmente svoltato quando arrivò il primo successo con Killer Queen, direi. Fu allora che capii quale sarebbe stata la mia strada. Tutto si riduce ad avere fede in quello che fai, altrimenti non hai la spinta per andare avanti.”

giovedì 11 dicembre 2014

Breaking News: A Natale i Queen+Adam Lambert alla tv tedesca nel The Helena Fischer Show


In questi minuti si sta svolgendo a Berlina la conferenza stampa dei Queen+Adam Lambert (potete vedere una primissima foto qui in alto) per presentare la partecipazione della band ad uno spettacolo televisivo in programma in Germania il prossimo 25 Dicembre. Si tratta di un appuntamento tra i più attesi dell'anno visto che vi prendono parte artisti da tutto il mondo, guidati dalla cantante che dà il nome al programma, Helene Fischer. Al momento non possiamo dire se durante l'incontro con la stampa Brian, Roger e Adam tratteranno anche altri argomenti. Di sicuro diranno qualcosa sul tour europeo che partirà a Gennaio e toccherà anche la Germani (oltre all'Italia il 10 Febbraio come ormai sapete tutti!). Da ricordare che questo evento si aggiunge a quello già annunciato per Capodanno che vdrà i Queen+Adam Lambert protagonisti a Londra in concerto nella Center Westminster Hall nei pressi del Big Ben. Se ci saranno altre notizie dalla conferenza stampa, pubblicherò qui gli aggiornamenti.

Il programma sarà visibile anche via streaming dall'Italia: STREAMING

UPDATE: alcune delle dichiarazioni rilasciate ieri in conferenza stampa.


venerdì 5 dicembre 2014

Intervista a Brian May per il sito Sentinel Mission del 04 Dicembre 2014


E' un famoso chitarrista, un compositore e produttore e e membro fondatore dei Queen. Brian May è davvero una leggenda del suo tempo. Ha scritto 22 successi dei Queen, tra cui We Will Rock You", oggi la canzone più suonata in occasione di eventi sportivi americani e non come le Olimpiadi di Londra del 2012. Aspetto meno noto è la sua competenza e passione per l'astrofisica. In materia può vantare una laurea honoris causa conferitagli dalla prestigiosa Università John Moores di Hertfordshire, Exeter e Liverpool, oltre ad un dottorato di ricerca in astrofisica conseguito presso l'Imperial College nel 2007 con una tesi sulle polveri interstellari. Presso la John Moores University ha inoltre ricoperto per cinque anni il ruolo di Cancelliere, carica che ora ricopre in qualità di membro onorario ed emerito. Ha poi scritto un libro intitolato Bang! La storia completa dell'Universo, assieme a Sir Patrick Moore e al dottor Chris Lintott, tradotto in 20 lingue e seguito nel 2012 dal volume The Cosmic Tourist. Per i "servizi resi all'industria musicale” e per il suo lavoro per numerosi enti di beneficenza, Brian è stato nominato Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico. Un curriculum davvero unico nel suo genere. Oggi Brian risponderà ad alcune domande a seguito della conferenza stampa che si è tenuta a Londra lo scorso 3 Dicembre nella quale, assieme ad illustri scienziati e artisti (tra cui Peter Gabriel) ha dato avvio al progetto #ASTEROIDDAY che nel 2015 culminerà con un concerto rock previsto per il 30 Giugno.


lunedì 1 dicembre 2014

Breaking News: Capodanno con i Queen+Adam Lambert a Londra


I Queen+Adam Lambert si esibiranno in un concerto esclusivo per Capodanno a Londra, che si svolgerà all'ombra del Big Ben e che sarà trasmessa in diretta dalla BBC ONE dalla Central Hall Westminster. La band accompagnerà il pubblico nella marcia di avvicinamento al nuovo anno. Roger Taylor ha dichiarato: "Non avrei mai immaginato che avremmo fatto questo show per per inaugurare il 2015. Che emozione! Vi promettiamo una grande notte!". Da parte sua, Brian May è stato più laconico, limitandosi a dire: "OK! Suoniamo per il 2015!", mentre Adam Lambert ha dichiarato: "Le parole non possono descrivere quanto sia emozionato, ci accingiamo a dare il via al 2015 con stile!".


sabato 29 novembre 2014

"Mercurotti", ovvero l'errore di Marc Martel

Quando nel 2011 Roger Taylor annunciò il progetto Queen Extravaganza questo Blog non esisteva ancora, ma il vostro Last Horizon co-amministrava un Forum e scriveva proficuamente su un altro sito dove l'annuncio fu preso con un certo scetticismo: ci fu chi disse che Brian e Roger avessero ormai scelto di abdicare in favore dei Queen 2.0; altri manifestarono perplessità all'idea che potesse scendere in campo una tribute band ufficiale, rubando così spazio (e sudore della fronte) alla platea sterminata di cover band che in ogni angolo del mondo cercano a proprio modo di rendere omaggio al gruppo. Il fenomeno delle cover band, una volta limitato ai soli paesi anglosassoni, si è rapidamente sviluppato anche fuori dal Regno Unito e oggi, quello che era visto come un fenomeno da baraccone, ha assunto anche in Italia proporzioni importanti. Insomma, le cover/tribute band sono diffuse e fanno ormai parte delle nostre serate e delle occasioni importanti nelle quali si celebrano i Queen e Freddie Mercury in particolare. Nel 2011 il mio punto di vista fu come sempre piuttosto prudenziale (le scatole vanno aperte prima di giudicarne il contenuto), ma allo stesso tempo entusiasta sopratutto per merito di Marc Martel, le cui qualità vocali sono indiscutibili. In più ha anche la non banale capacità di stare sul palco. E se a questo sommiamo una certa somiglianza con Freddie (definita "inquietante" da Roger) è chiaro che la scelta è stata perfetta visto che lo scopo dei Queen Extravaganza è di fare ciò che fanno centinaia di altre band, ma con una qualità più in sintonia con l'originale.


venerdì 28 novembre 2014

Intervista a Brian May sull'Huffington Post del 27 Novembre 2014


Il cuore di Brian May è piena di musica ritrovata dei Queen grazie all'album Forever, una vetrina di vecchi brani della band nella loro forma intima più grezza tra le quali, si scopre, c'è una canzone che significa anche più delle altre, il brano inedito Let Me In Your Heart Again:

venerdì 21 novembre 2014

William Orbit e i Queen. La collaborazione continuerà

Le ultime dichiarazioni rilasciate da William Orbit e che trovate nell'intervista già online sul Blog (clicca QUI per leggerla) sembrano non lasciare spazio ad alcun dubbio: la collaborazione con i Queen non si fermerà a Forever e proseguirà anche nel prossimo progetto della band. La prima notizia, di quelle che fanno saltare sulla sedia, è che i Queen hanno un nuovo progetto e che è in uno stadio talmente avanzato da averne potuto parlare anche con il produttore. Quest'ultimo del resto non ha avuto remore nel parlarne apertamente, il che significa che degli accordi devono essere stati già presi. Impossibile al momento stabilire di cosa possa trattarsi: altri inediti con la voce di Freddie e il basso di John Deacon? Una o più canzoni con Adam Lambert, così come auspicato da Roger Taylor? La risposta arriverà nei prossimi mesi, magari dopo la conclusione del tour quando sarà inevitabile per tutti tirare le somme di quanto fatto e capire se e quale strada intendono prendere. Brian May a proposito del futuro della collaborazione con Adam ha spiegato alla Universal Music Japan che "quando Adam tornerà alla propria carriera solista, noi dovremo chiudere bottega". E' noto da ormai un paio d'anni quanto i Queen abbiano deciso di legare i propri destini a quelli del cantante americano. E' stato un processo naturale, frutto del legame umano che unisce il trio, ma anche la logica conseguenza di una collaborazione che non può e non deve ridursi alla semplice "chiamata alle armi" quel tanto che serve. Se così fosse, sul palco il pubblico noterebbe la forzatura e smetterebbe di divertirsi. Fu una sensazione piuttosto chiara durante il Cosmos Tour con Paul Rodgers. Sarebbe un peccato vivere la stessa situazione anche oggi. Tuttavia il futuro dei Queen+Adam Lambert è ancora tutto da scrivere.

giovedì 20 novembre 2014

Intervista a William Orbit su Official Chart Company del 13 Novembre 2014

Dopo aver trascorso la maggior parte della sua carriera come produttore legato al circuito pop con artisti del calibro di Madonna, Robbie Williams e All Saints, dopo 27 anni di attività William Orbit ha prestato il proprio talento al nuovo album dei Queen:

"Sono consapevole che questo progetto non è il genere a cui normalmente vengo associato dal pubblico, visto che per molti anni ho lavorato solo in ambito pop. Ma se conoscessero il William adolscente, allora tutto questo avrebbe senso. Sono cresciuto con la musica classica, ma dopo ho scoperto la musica rock attraverso le raccolta del fratello maggiore del mio migliore amico, tutte cose che mi hanno conquistato. E all'epoca ero appassionato soprattutto di Jimi Hendrix e dei Queen”.

Il disco, Queen Forever, è una compilation molto attesa dai fans della band. Tra le canzoni che compongo la tracklist ci sono cose che Brian May descrive come "le cose che abbiamo raccolto insieme perché rappresentative della nostra crescita, invece dei soliti grandi successi". Tra queste ci sono anche la collaborazione con Michael Jackson e il remix di Let Me In Your Heart Again, entrambe realizzate sotto la guida di Orbit.

"Senza voler abusare della parola 'incredibile'.... posso dire che lo è stato davvero!", ha spiegato Orbit a proposito dei due pezzi in questione. "Essere parte dell'album era un sogno. L'intero processo di realizzazione è stato una gioia, sia musicalmente che dal punto di vista del lavorare con i ragazzi. E' un progetto che ha coinciso con un mio crollo personale rispetto a tanti anni passati nel circuito pop, ma sono stati molto indulgenti con me e mi ha dato un sacco di libertà in questo progetto. Mi sono dedicato ad esso pieno di entusiasmo e l'intero processo è stato una gioia. Mi sono sentito come se avessi ritrovato il mio groove”.


venerdì 14 novembre 2014

Intervista a William Orbit su Digital Spy dell'11 Novembre 2014

Questa settimana è segnata dall'uscita di Queen Forever, una raccolta retrospettiva dei maggiori successi della band con una manciata di nuove canzoni con la voce di Freddie Mercury. Il produttore William Orbit è stato chiamato a lavorare su un duetto speciale tra Freddie e Michael Jackson, dal titolo There Must Be More To Life Than This, che è stato finalmente completato per il nuovo album. Digital Spy ha incontrato Orbit per discutere i problemi che ha affrontato durante il lavoro sul brano, se Adam Lambert è stato mai considerato per partecipare al progetto e se ha in programma di lavorare su un futuro album postumo di Michael Jackson.

Considerando l'immenso patrimonio musicale dei Queen, devi esserti sentito intimidito all'idea di metterti all'opera su un progetto come Queen Forever.
"Beh, sì è nato dall'amicizia che mi lega da molto tempo a Roger Taylor. Saranno almeno dieci anni che ci conosciamo e avevamo parlato di un paio di cose, ma non si è mai concretizzato nulla in via ufficiale. Così, quando questa cosa è diventata reale ne sono stato felice. Conosco un sacco di artisti, ma la passione dei fans dei Queen è unica ed è una passione che ho visto solo attorno a Roger ovunque ci trovassimo nel mondo. Ero quindi molto consapevole del sentimento che la gente nutre per i Queen, così naturalmente ero un po' teso all'idea di lavorare a questa cosa. Poi, naturalmente, si rimane bloccati perché è qualcosa di tecnicamente molto complicato. E' quasi politicamente complicato, in quanto abbiamo due musicisti defunti al centro di essa e per me Michael Jackson è un mistero, perché di lui non ho mai saputo nulla.”


mercoledì 12 novembre 2014

Man On Fire e altri gioielli nascosti della Corona

La storia ufficiale di un'artista è sempre interessante, ma lo è ancora di più quella che scorre silenziosa nel sottobosco delle voci di corridoio, delle indiscrezioni e delle informazioni caparbiamente raccolte dai collezionisti, talvolta veri e propri depositari di quella che potremmo definire come contro-storia. Ogni musicista porta con sé le proprie leggende, fatte di episodi col tempo divenuti veri e propri miti e, sia che riguardino la vita on the road o quella privata, hanno sempre il potere di affascinare perché dotato di un alone di mistero e il conoscerle ci fa sentire fratelli e sorelle della stessa congregazione. Ma in fondo non è il gossip che ci fa sentire più vicini alla vera essenza dei nostri artisti preferiti. Ciò che conta davvero è la musica, il lavoro in sala di registrazione e, ovviamente, tutto il materiale rimasto chiuso nei cassetti, sepolti poi in armadi confinati in chissà quale sperduto archivio, talmente ben sepolti da divenire materia più per archeologi che per semplici fans. Lo so, è una visione un po' romanzata di una questione di per sé piuttosto semplice, ma con i Queen non c'è mai nulla di banale, nemmeno un nastro inciso a metà degli anni Ottanta, poi finito chissà dove, infine recuperato e non completamente utilizzato!

martedì 11 novembre 2014

Breaking News: Quattro nuove date per il tour dei Queen+Adam Lambert


E' di pochi minuti fa la notizia, diffusa dal sito ufficiale dei Queen, che il tour con Adam Lambert si arricchirà con tre nuove date in Inghilterra, a ulteriore conferma che la collaborazione è gradita dal pubblico che sta rapidamente esaurendo i biglietti disponibili. Ecco il mini calendario con le nuove tappe:

24 Febbraio - Wembley SSE Arena
26 Febbraio - Liverpool Echo Arena
21 Febbraio - Krakow Arena (Polonia)
27 Febbraio - Sheffield Motorpoint Arena



lunedì 10 novembre 2014

Forever, la raccolta migliore del Queen (?)

Il titolo, provocatorio (?), vi avrà fatto sobbalzare sulla sedia. Dopo la grande delusione dovuta ai contenuti dell'ennesima raccolta dei Queen, pare impossibile poterne parlare positivamente. Eppure, basta davvero poco per rendersi conto che Forever rischia di passare alla storia come la collection migliore che la band potesse tirare fuori, ovviamente senza tenere conto di tutto il materiale disponibile negli archivi, i box antologici rimasti nei sogni e i demo che tutti conosciamo e che vorremmo pubblicati.

Sgombro subito il campo dalla più facile delle illazioni, ovvero che Last Horizon si accontenta di tutto ciò che esce a nome Queen e pur di esibirsi nel ruolo del fan devoto riesce a scrivere qualcosa di buono per questa raccolta che, secondo alcuni, di buono avrebbe davvero poco. Non è così, altrimenti avrei dovuto acquistare anche il Best di Roger Taylor e tutta una serie di prodotti davvero inutili apparsi nel corso degli anni sul mercato, sia ufficiale che collezionistisco. È bene sottolineare che si possono acquistare anche dieci differenti versioni dello stesso disco per il puro piacere di possederle tutte, oppure si può decidere di selezionare gli acquisti in base alle proprie possibilità e propensioni. In entrambi i casi ciò che conta è il godimento personale.

Intervista a Brian May su Classic Rock del 07 Novembre 2014


Brian May è sicuro che i concerti nel Regno Unito dei Queen con Adam Lambert siano un vero e proprio dono di Dio, e dice che non sarebbe accaduto se il cantante fosse stato "una merda". Il chitarrista pensa sia incredibile che i Queen stanno per andare in tour nelle arene del Regno Unito tanti anni dopo la morte di Freddie Mercury. La formazione è stata nominata Band Of The Year al Classic Rock Albo d'Oro di Los Angeles la scorsa settimana.

Parlando nel corso della serata di gala, May ha dichiarato a Nicky Horne di Classic Rock Magazine: "Per molto tempo ho pensato con tristezza che non avremmo più suonato in certe arene. Lo abbiamo fatto per molto tempo e adesso è tutto finito. Poi, improvvisamente siamo nelle stesse arene ancora una volta ed è incredibile poterlo fare di nuovo e sapere che la gente vuole ancora venire a riempire questi posti, con noi che siamo ancare capaci di farli emozionare. E' qualcosa di molto edificante”.


Intervista a Roger Taylor su Express del 09 Novembre 2014


“A Freddie Mercury e a me è sempre piaciuto divertirci e ridere durante i tour. Sia che accadesse qualcosa di buono o qualche problema, io e Freddie volevamo esserci sempre. La foto che ci ritrae assieme con un grosso cappello in testa (è una delle immagini presenti nel booklet di Made in Heaven, ndt) fu scattata durante il nostro tour sudamericano nel 1981. E sì, talvolte le cose sono un po' follo e audaci, ma questo è quello che fanno le rock band. Eravamo dei ragazzi, facevamo soldi e giravamo il mondo. Questo è probabilmente il motivo per cui questa foto mi piace così tanto. E' un'immagine che in qualche modo ci rappresenta, che dice tutto ciò che eravamo in quel periodo: esuberanti, sempre pronti a non prenderci troppo sul serio e felici di far parte di una grande rock band.


venerdì 7 novembre 2014

William Orbit racconta la sua collaborazione con i Queen sull'Huffington Post del 06 Novembre 2014

L'appuntamento con Brian May è fissato in una bella giornata di sole, che mi accompagna mentre in treno attraverso la campagna inglese, diretto alla sua tenuta. Ad accogliermi sul prato ci sono i telescopi e, ovviamente, tutta la strumentazione del suo studio di registrazione. Oggi dobbiamo incidere le parti di chitarra per una nuova canzone dei Queen. Ma a farmi battere davvero il cuore non è la vista di tutte le attrezzature classiche, ma il suono degli amplificatori che si spande per la sala. Mentre Brian inizia a suonare il suo assolo, io mi trovo nella sala di controllo e lo osservo attraverso il monitor a circuito chiuso. Osservarlo genera l'istinto irresistibile di raggiungerlo per godersi la scena da vicino: Brian che suona impassibile e muoversi sono solamente le dita lungo la sua Red Special e io che lo accompagno sfidandolo in un “air-guitar”.

Una volta che abbiamo impostato gli accordi essenziali da eseguire, io e Brian ragioniamo su come lavorare sulle voci di Freddie e Michael, in modo da arrangiarle nel modo migliore possibile. I Queen sono dotati di un'abilità fenomenale: Roger, ad esempio, è un musicista dal talento straordinario e vario e io lo seguo e ammiro da anni. Le parti di basso originali suonate da John Deacon sono perfette perché suonate con una tale fluidità ed espressività che mi guidano facilmente nei vari interventi che devo fare sul pezzo. E poi c'è il piano suonato da Freddie, che è il cuore della canzone e che mi fa capire quanto sul piano tecnico questa band sia una delle migliori al mondo.

Sono arrivato a collaborare a questo progetto con i Queen attraverso Roger Taylor, al quale mi lega un'amicizia che dura ormai da anni e che ci ha visti andare insieme in vacanza e fare gite in barca. Un giorno mi ha telefonato e mi ha chiesto se volessi essere coinvolto in questa avventura musicale. Inutile dire che non me lo sono fatto ripetere due volte. Quando ho suonato il brano per la prima volta nel mio studio di registrazione ho provato la stessa sensazione che si avverte quando si schiude uno scrigno pieno di gioielli. Sentire la voce di Michael mi ha emozionato davvero: è così viva e commovente e ascoltarla è stato come averlo di persona in studio. Tutti abbiamo percepito realmente la sua presenza e quando alla sua voce ho aggiunto quella di Freddie l'emozione ha raggiunto un livello indescrivibile.

Questa musica è piena dell'anima di questi due grandi artisti. E' qualcosa che puoi percepire nello spazio tra una nota e l'altra, nelle sfumature dei suoni, persino attraverso la corrente che scorre nei cavi elettrici. Qui lo spirito di Michael e quello di Freddie sono reali e tangibili, una presenza che per tutto il tempo mi ha fatto scorrere brividi di emozione lungo la schiena.


@Last_Horizon


giovedì 6 novembre 2014

An Autumn's Tale: Jim Jenkins racconta il tour a Montreux con Peter Freestone


NOTA: Jim Jenkins è uno che la storia dei Queen la conosce bene e da vicino. Segue la band praticamente dalle sue origini ed è una delle anime fondamentali dello storico Fan Club inglese, delle relative Convention e di mille iniziative legate alla band. Il racconto che segue nasce dalla sua partecipazione a uno dei tour a Montreux che da qualche mese vedono protagonista Peter Freestone, un altro nome legato ai Queen e a Freddie Mercury che di certo non ha bisogno di presentazioni! Alla fine di questa traduzione (il testo originale scritto da Jim è stato pubblicato poche ore fa sul sito dei Queen) troverete un link ad un altro reportage da Montreux, scritto dalla mia amica Paola Mazzotta che in quei luoghi c'è stata e ha riportato con sé tutta la magia di un paese meraviglioso.

mercoledì 5 novembre 2014

Breaking News: I Queen+Adam Lambert band dell'anno | Il successo di Let Me In Your Heart Again

Le notizie del giorno sono due: i Queen+Adam Lambert hanno vinto la categoria "band dell'anno" al Classic Rock Award, la cui cerimonia si è svolta questa notte a Los Angeles. Alla premiazione erano presenti anche Brian May e Adam Lambert (assente, invece, Roger Taylor) e per l'occasione Brian si è esibito con i Kings Of Chaos, una band magari poco nota qui da noi, ma i cui componenti la fanno entrare di diritto nella categoria dei supergruppi! Ecco alcuni nomi: Joe Elliott (Def Leppard), Glenn Hughes (Deep Purple), Gene Simmons (Kiss), Slash (Guns'n'Roses)....e la lista potrebbe continuare. Il premio è stato conferito ai Queen+Adam Lambert a seguito dello straordinario successo del tour americano, che ha visto la band trionfare in tutte le arene nordamericane e canadesi (senza dimenticare Austrialia, Nuova Zelanda, Corea e Giappone), a ulteriore conferma che questa collaborazione sta funzionando e viene apprezzata non solo dai media ma soprattutto dal pubblico, felice di poter assistere ad uno spettacolo grandioso. Ovviamente in attesa di poterlo ammirare dal vivo con il nuovo tour europeo che il 10 Febbraio toccherà anche l'Italia. Nel frattempo si continua a parlare di un possibile ingresso dei Queen e Adam in sala di registrazione: è una voce al momento priva di fondamento, che deriva dall'errata interpretazione di alcune dichiarazioni rilasciate recentemente da Roger Taylor, che si è limitato ad auspicare che questo possa avvenire, ma precisando subito che i tanti impegni di Lambert non consentono di mettersi all'opera per un intero disco. Diffidate quindi da chi diffonde una notizia non corretta.


lunedì 3 novembre 2014

Breaking News: Let Met In Your Heart Again, nuovo singolo dei Queen per beneficenza


Piace a tutti, non sappiamo farne a meno e se poi si dedica alla beneficenza diventa ancora più buona! Sto parlando della Coca-Cola che da oggi è ufficialmente impegnata nella campagna (RED) per la raccolta di fondi in favore della ricerca per debellare un virus che uccide ancora: l'HIV. I Queen hanno deciso di offrire il proprio contributo realizzando, assieme al produttore William Orbit, una nuova versione di Let Me In Your Heart Again, che tra pochi giorni potremo finalmente gustarci su Queen Forever. Si tratta di un mix che mette assieme la traccia originale con i classici campionamenti di Orbit. Contemporaneamente al download da iTunes (QUI) è stato anche pubblicato sul canale Youtube dei Queen un video di accompagnamento che mostra anche alcune immagini diverse dal solito della band e tratte da alcuni dei video più famosi del gruppo (QUI). Nell'ambito della stessa iniziativa sarà anche possibile attraverso il sito Omaze.com ottenere la straordinaria opportunità di assistere al concerto dei Queen+Adam Lambert alla O2 Arena di Londra direttamente dal palco. Per farlo bisogna seguire le istruzioni che trovate QUI e ovviamente effettuare una donazione. Al momento, bisogna dirlo, non mancano le perplessità sul lavoro fatto da Orbit su un brano che tutti abbiamo già imparato ad amare (o a desiderare febbrilmente in attesa dell'uscita ufficiale) e che - forse - rischia di risultare eccessivamente snaturato con l'aggiunta di effetti e scelte sonore poco adeguate al sound dei Queen. Sulla  Pagina Facebook del Blog il video è già online e se vi va potrete dire la vostra. 


@Last_Horizon


giovedì 30 ottobre 2014

Intervista a Brian May su Classic Rock del 29 Ottobre 2014


Brian May ha collaborato con la società di animazione e produzione Unanico per la creazione di un film d'animazione dal titolo One Night In Hell. Il corto, la cui anteprima andrà in onda nel Regno Unito su Sky 3D e Sky Arts nella notte di Halloween, si basa sulla collezione personale di May delle famose Diableries, un set di carte stereoscopiche pubblicate in Francia nel 1860 che mostrano una serie d visioni del mondo degli inferi. Insieme con gli storici del settore Paula Fleming e Denis Pellerin,

martedì 28 ottobre 2014

Intervista a Roger Taylor sul Billboard del 27 Ottobre 2014

Roger Taylor si prende un minuto per accendere i riflettori sul suo lavoro al di fuori dei Queen. Lo fa attraverso la pubblicazione di due collezioni del suo lavoro da solista: Best, che uscirà il 27 ottobre e che contiene 18 tracce che vanno dal 1977, quando pubblicò la sua cover del pezzo dei Parlamento "I Wanna Testify", al suo album ultimo album, Fun On Earth del 2013, con l'aggiunta del materiale prodotto della sua band collaterale ai Queen, i The Cross, con i quali peraltro vi sono state un paio di apparizioni anche di Freddie Mercury e Brian May. Questa collection sarà seguita l'11 novembre da The Lot, un cofanetto con tutto il materiale solista di Taylor, suddiviso tra 12 CD e un DVD e un libro di 64 pagine con copertina rigida. Taylor spiega a Billboard che andare da solo "non era un caso di 'batteristismo'.... era solo che mi sentivo in grado di fare cose per conto mio e ho pensato che mi sarebbe piaciuto fare qualcosa che fosse solo mio e non sempre essere parte di una band.”

Sulle due uscite che lo vedranno protagonista, Taylor dice: "E' molto strano, ma è una soddisfazione per me avere tutte le cose che ho fatto in un unica raccolta accurata. E' molto bello. Mi sento come se potessi tirare una linea e andare avanti."



lunedì 27 ottobre 2014

I Queen registreranno un album con Adam Lambert? Si. No. Forse!

Io i giornalisti li comprendo, forse perché per ragioni professionali mi è capitato di conoscerne diversi. Ci sono quelli che vanno a caccia dello scoop a tutti i costi, quelli che si limitano a riportare le notizie per quel che sono e quelli che amano raccontare la verità, non perché questa sia necessariamente eclatante, ma perché provano il piacere (non sempre ben remunerato) di spiegare ai propri lettori come vanno le cose là fuori. E' una bella sfida confrontarsi con la verità, perché questa è spesso mutevole, sfuggente e cambia per il solo fatto di osservarla, come ci spiega la fisica quantistica (secondo cui un dato fenomeno cambia in funzione di chi lo guarda). Succede anche con le interviste, anzi queste sono la prima fonte di informazione capace di cambiare e trasformarsi quasi che ci si trovi al cospetto di un multiverso nel quale mille versioni dello stesso artista dichiarano qualcosa modificandone ogni volta un particolare. La confusione che ne deriva è difficile da controllare e riordinare, specie in un campo minato come la rete, dove un sito, un blog o una pagina social possono diventare in breve tempo fonte attendibile (ma anche precipitare altrettanto repentinamente nel buco nero dell'inaffidabilità). L'ultimo esempio in ordine di tempo è la risposta che Roger Taylor ha concesso nella sua ultima intervista al sito Ultimate Classic Rock (e che potete leggere
QUI) e che vi riporto integralmente:

venerdì 24 ottobre 2014

One Night in Hell: l'uscita ufficiale, la colonna sonora di Brian May, le app e tanto altro ancora

One Night in Hell arriva su iTunes a livello internazionale a partire dal 3 novembre 2014, insieme alla colonna sonora di Brian May, e un app sullo Store della Apple, oltre alla musica, il video e le proiezioni in tv e ai festival. I preordini iniziano il 27 ottobre 2014. Dal pluripremiato studio di animazione Unanico Group e dal visionario musicista rock Brian May, un fenomeno 3D della Parigi del 1860 è pronto a scatenarsi anche nel nostro secolo. In associazione con la London Stereoscopic Company, "One Night in Hell" è una breve animazione diabolica e spettacolare che racconta la storia del viaggio di un scheletro in un inferno stereoscopico. Usando una combinazione innovativa di CGI, 2D e animazione stop-motion, il film porta in vita per la prima volta le carte stereo Diableries che hanno affascinato per più di 150 anni e hanno ispirato i primi cineasti, tra cui Georges Méliès. Adattato dal libro, "Diableries: Stereoscopic Adventures in Hell" di Brian May, Denis Pellerin e Paula Fleming, il film dura per satanici 6 minuti e 66 secondi (666 è il numero attribuito nel Vangelo di San Giovanni alla figura dell'Anticristo, ndt), ed è diretto da Jason Jameson e James Hall, con una colonna sonora appositamente composta da Brian May. Il suono del film è stato mixato in formato Dolby Atmos che fornisce la massima chiarezza, ricchezza e dettagli, tutti elementi capaci di essere colti nelle sale cinematografiche selezionate.

Commentando One Night in Hell, Brian May ha detto: "Il mio sogno è sempre stato quello di portare queste meraviglie del 19° secolo fino ai giorni nostri, in una forma in cui possono essere ammirate da un nuovo pubblico. Quando Paul e il suo team mi hanno mostrato un secondo demo della loro idea di animazione e per la prima volta uno degli scheletri è venuto in vita, ho pensato di avere di fronte a me un pezzo molto significativo della magia che sarà capace di coinvolgere una nuova generazione. Questo non è mai stato fatto prima."

martedì 21 ottobre 2014

Intervista a Roger Taylor su Ultimate Classic Rock del 21 Ottobre 2014

Per più di 40 anni Roger Taylor è stato il batterista dei Queen e grazie a quel ruolo ha viaggiato per il mondo ed è stato parte di quella magica esperienza musicale che un musicista difficilmente potrebbe sperare di vivere. Nel frattempo ha anche trovato il tempo per dilettarsi più volte nel lavoro da solista, pubblicando album a suo nome e anche con una band parallela ai Queen, i The Cross. La Omnivore Recordings ha ora raccolto parte di quel materiale e ha realizzato due nuove collezioni. 'Best', che esce il 27 ottobre, che raccoglie 18 brani solisti a partite dal 1977 col singolo di debutto di Taylor, fino ad arrivare al suo ultimo lavoro, Fun On Earth, uscito nel 2013. La raccolta sarà disponibile sia su cd che vinile, con molti brani che fanno il loro debutto in vinile per la prima volta. The Lot, invece, offre una immersione più profonda nella carriera solista del batterista e sarà nei negozi il 10 novembre, e presenta la totalità della produzione di Taylor, suddivisa in 12 cd, tra cui quattro dischi di singoli e remix, più un dvd con video aggiuntivi e un libro fotografico di 64 pagine. Taylor ha raccontato a Ultimate Classic Rock queste nuove uscite, ma anche qualcosa della sua carriera nei Queen tra passato e presente.

Avere all'attivo otto album ti dà un sacco di materiale da cui scegliere. Come sei arrivato alla stesura finale della tracklist di Best? Cosa ha reso importanti nella tua testa queste canzoni?
“Beh, volevo tenere conto delle opinioni della gente, davvero. Quindi è stato messo insieme con quello che la gente sembra pensare quali siano le cose migliori che ho fatto, e mi sono trovato abbastanza d'accordo. Così, ho ascoltato l'altro giorno in macchina la versione finale e devo dire che suonano abbastanza bene nel loro insieme. Io non passo molto tempo ad ascoltare la mia roba. Sai, trovo che sia meglio farlo quando ci stai lavorando. Poi, quando le riascolti dopo un paio di anni, a volte vivi una bella sorpresa. Quindi, in realtà, penso che sia un buon gruppo di brani. Sono probabilmente i brani più accessibili tra quelli che ho fatto.”

Intervista a Brian May e Denis Pellerin sul Tate del 17 Ottobre 2014


Il chitarrista dei Queen Brian May, nonché astrofisico di fama, ha messo a disposizione una parte della sua collezione di fotografie stereoscopiche di epoca vittoriana per una nuova mostra presso la Tate Britain che durerà per i prossimi sei mesi. Abbiamo parlato con lui e con il collaboratore Denis Pellerin a proposito delle connessioni che hanno scoperto con i famosi dipinti da cui le cards traggono diretta ispirazione.

Brian May: “Questa è una passione che risale alla mia infanzia. La Weetabix aveva l'abitudine di regalare nelle confezioni di cereali delle cards stereo. Erano dei pacchetti nei quali potevi trovare queste cartoline con due immagini identiche affiancate e a prima vista poteva sembrare una cosa piuttosto piatta e noiosa. Ma poi, se le osservavi attraverso un visore stereoscopico, tutto prendeva improvvisamente vita. Così ho iniziato a chiedermi che senso aveva perdere del tempo con le foto in due dimensioni quando esisteva la possibilità di averle in tre dimensioni?!”

Come è nata l'idea per la mostra alla Tate Britain?

Denis Pellerin: “Sono sempre stato interessato alla pittura vittoriana e alla fotografia. Un giorno ho letto qualcosa a proposito di un quadro intitolato Chatterton di Henry Wallis del 1856 e di cui qualcuno aveva fatto una fotografia stereoscopica. Così ho iniziato a cercare altri esempi simili e mi ci sono voluti sei anni, ma alla fine ne ho trovate ben 92.”

La mostra espone alcuni dei dipinti originali insieme alle foto stereoscopiche basate su di essi. Come cambierà il modo di guardare a questi dipinti una volta che la gente avrà visitato la Tate?

DP: “Penso che darà modo alle persone di rendersi conto che i fotografi stavano seguendo quello che stava succedendo nel mondo dell'arte di quel periodo. Poche persone potevano permettersi di acquistare un dipinto originale, ma le cards stereo erano abbastanza economiche. Erano un modo di diffondere la cultura vittoriana.”

BM: “Guardarle mi fa sentire quasi come se fossi io stesso un vittoriano, riesco a percepirne la loro sensibilità e penso che un sacco di gente si sentirà in quel modo. Il mondo intero oggi può guardare questo tipo di immagini. La stereoscopia vittoriana invece è l'esatto contrario. Siete invitati a entrare e studiare come in un'immagine c'è tutto un mondo di dettagli su cui è possibile soffermarsi. Penso che in questo modo esse corrispondano in modo sorprendente ai dipinti che rappresentano.”

Negli ultimi anni, i film in 3D sono diventati di nuovo popolari. Usano tecniche simili alle fotografie stereo vittoriane?

BM: “Sì, in un certo senso non c'è nulla di nuovo. Quasi tutto ciò che può essere fatto con le immagini stereoscopiche era stato fatto a circa metà Ottocento. E' qualcosa di stupefacente: più si entra nel mondo della stereoscopia vittoriana e più ti rendi conto che le persone dell'epoca erano incredibilmente intelligenti. Per me è una rivendicazione dell'idea che non ci dovrebbe essere una demarcazione tra scienza e arte. Un sacco della mia vita è basata sulla riscoperta del fatto che la scienza e l'arte devono essere apprezzate assieme, altrimenti ci si perde un sacco di bellezza della natura e della creazione.”

(Fonte: www.tate.org.uk | www.brianmay.com)


@Last_Horizon

lunedì 20 ottobre 2014

Intervista a Brian May sul Telegraph del 18 Ottobre 2014

Durante i gloriosi anni della storia dei Queen, mentre Freddie Mercury, uno dei più grandi miti della storia del rock'n'roll, passava il suo tempo con ermafroditi e nani muniti di vassoi porta cocaina (ci si riferisce evidentemente alle leggendarie feste della band, ndt), Brian May andava a caccia di ben altri tesori. Mentre il gruppo girava il mondo in tour, il chitarrista impiegava il proprio tempo per andare a caccia di fotografie stereoscopiche: “Mi piaceva andare fuori la mattina e comprarne una o due ne negozi del posto”, spiega lo stesso Brian mentre lo intervisto seduto ad una scrivania della sua casa nel Berkshire ricolma di lampade e microscopi. “Era una cosa davvero bella da fare per me e riempivo la mia valigia di tutti questi acquisti.”

Prima di accomodarci alla scrivania abbiamo attraversato i vari piani della sua abitazione e lungo le scale ho potuto ammirare le foto e i tanti ricordi della sua carriera. Al piano di sopra una serie di chitarre abbelliscono il corridoio che conduce nel sottotetto dove è ubicato il suo ufficio. Questo è colmo di carte e documenti, ma a colpirmi sono soprattutto i tanti visori ed oculari che mi fanno venire in mente l'era del gotico e le sue atmosfere grottesche.

"La mia passione per il mondo della stereoscopia non ha davvero limiti," dice, spolverando uno sgabello su cui mi posso sedere mentre lui prende posto dall'altra parte del tavolo.

La fotografia stereo si ottiene affiancando due immagini leggermente sfalsate tra loro che, se osservate attraverso un visore 3D, risulteranno avere l'effetto della profondità. Contrariamente a quanto si pensa, questo non è un ritrovato del cinema moderno, ma era già di moda in epoca vittoriana (attorno alla metà del 1800, ndt) e, al suo apice nel 1860, migliaia di carte stereo venivano prodotte e vendute dai negozianti di Oxford Street e dalla London Stereoscopic Company, di cui oggi lo stesso May è socio e sostenitore. La maggior parte di queste cards raffiguravano il mondo della natura o costrutizioni famose, cose come le piramidi o i grandi ghiacciai del nord, ma il mercato fu invaso anche da cartoline ispirate a temi più sentimentali e scene soprannaturali.

Nel 2008 May - l'anno precedente aveva ottenuto un dottorato in astrofisica presso l'Imperial College di Londra – si è impegnato per riportare in vita l'allora ormai defunta London Stereoscopic Company. Accanto a lui in quest'impresa c'era l'appassionato studioso francese Denis Pellerin, con il quale il chitarrista ha preso contatto fino a stringere una vera e propria collaborazione grazie alla quale ha potuto catalogare la propria collezione e mettere ordine in quella della LSC. E proprio questo mese i due sono impegnati nella presentazione del loro nuovo libro intitolato The Poor Man's Picture Gallery, che prende in prestito il titolo da un articolo di giornale del 1858 in cui uno scrittore loda la fotografia stereoscopica per "la capacità che ha avuto di consentire anche alle famiglie povere l'accesso al mondo dell'arte”. Il libro, riprendendo lo spirito delle immagini in esso contenute, crea dei collegamenti straordinari le cartoline stereo e i dipinti, che a metà del 1800 vennero rappresentati dal vero e fotografati in 3D proprio per permettere a tutti di ammirarli acquistando le cards. Un lavoro davvero sontuoso che ora può anche essere ammirato presso la Tate Britain dove saranno in mostra per i prossimi sei mesi dodici opere d'arte della collezione vittoriana e preraffaellita realizzate all'epoca in versione stereoscopica. La stereografia era quindi una forma molto accessibile di intrattenimento. In ogni casa della borghesia dell'epoca era possibile trovare visore stereo e una serie di cards, esattamente come oggi ci aspetteremmo di trovare in soggiorno un lettore dvd e i relativi dischi. Il fenomeno era talmente in voga che esista anche la possibilità di affittare per una serata il necessario per una proiezione in 3D da fare a casa propria, magari per allietare una serata in famiglia o tra amici. Ma non era un divertimento solo per poveri: sappiamo, infatti che anche la Regina Vittoria possedeva centinaia di cards. Con la sua carta da parati ruvida, i gadget e le foto autografate, l'ufficio di May ha molto dell'atmosfera tipica della camere di uno studente. Probabilmente non è tanto diversa da quella in cui da ragazzino ha scoperto per la prima volta le cartoline stereo grazie alle carte prodotte dalla VistaScreen e che Brian raccoglieva dalle confezioni dei cereali Weetabix:

"Trovato che queste cards fossero magiche", mi dice May mentre indossa una t-shirt dei Foo Fighters abbinata ad un paio di pantaloncini, e un un paio di occhiali di tartaruga che gli penzolano sul petto alla fine di una catenina che tiene attorno al collo. "Mentre le osservavo attraverso lo stereoscopio, finivo letteralmente in un altro mondo. Era come entrare direttamente in contatto con le immagini che ossservavo."

Mentre siamo qui arriva Denis Pellerin che sorprende May con una serie di cards della VistaScreen realizzate negli anni Sessanta e dedicate a Sam Sawyer. "Razzi inviati dalla Terra alla conquista della Luna!", legge ad alta voce per spiegarmi di cosa si tratta. Poi non resiste e inizia ad osservarle attraverso un visore di plastica rossa e intanto dice sogghignante di soddisfazione: "Questo è lo stesso visore che utilizzavo quando ero un ragazzino."

La stereoscopia funziona di fatto replicando la visione dell'occhio umano che è, ovviamente, tridimensionale. Anche se ci si copre un occhio, sembra che si stia ancora osservando ciò che abbiamo attorno in 3D, ma in realtà questa è in gran parte un'illusione prodotta dal nostro cervello. Questo è abituato fin dai primi giorni di vita a riconoscere la profondità sfruttando alcune caratteristiche dell'ambiente circostante, come le ombre. Lo scienziato che è in May non può fare a meno di spiegare il principio:

"Si chiama parallasse. Significa che il tuo occhio destro vedrà sempre una versione leggermente diversa rispetto all'occhio sinistro, ma il tuo cervello mette queste due immagini insieme e costruisce una immagine 3D. Succede milioni di volte al giorno, è un miracolo che però diamo completamente per scontato.”

Come un bambino, May ha raccolto nel corso degli anni centinaia di cards stereo:

"Avevo una vera passione per queste cose. Così una volta ho preso la mia macchina fotografica da due penny e sei cents acquistata da Woolworth e ho fatto due foto alla mia moto che ho poi incollato su un cartoncino. Poi ho messo la cartolina così realizzata su un visore della e Weetabix e ha funzionato."

E' importante notare che le versioni dei dipinti fotografate in versione stereo dai vittoriani erano prodotte ricreando i quadri stessi dal vero, come fossero set teatrali. Può sembrare una cosa da niente, ma farlo per un dipinto come il Derby Day di Francis Frith, popolato da centinaia di persone, non deve essere stata un'impresa da poco. Tra i gioielli della collezione di May vi sono due dagherrotipi (la dagherrotipia fu il primo procedimento fotografico per lo sviluppo di immagini e si ottiene utilizzando una lastra di rame su cui è stato applicato elettroliticamente uno strato d'argento, quest'ultimo viene sensibilizzato alla luce con vapori diiodio. La lastra deve quindi essere esposta entro un'ora e per un periodo variabile tra i 10 e i 15 minuti, ndt) stereo davvero unici: uno rappresenta la figlia della Regina Vittoria, Vicky, il giorno delle nozze; un altro - che May stesso mi mostra – mostra l'interno della originale Crystal Palace (costruzione in ferro in stile vittoriano eretta a Londra nel 1851 per ospitare la prima Esposizione Universale. Fu installato a Hyde Park per poi essere smontato e ricostruito in un'altra zona della città, a Sydenham Hill nel 1852. Distrutto da un incendio nel 1936, deve il suo nome ad una proposta di un famoso periodico di satira, il Punch):

"Quello che hai in mano poteva essere acquistato dai visitatori dell'Esposizione Univerale”

"In realtà no, questa fu fatta in Francia" lo corregge Pellerin. Ma anche così, guardando l'originale Crystal Palace attraverso gli occhi vittoriani è davvero impressionante: si prova per davvero la sensazione di poter camminare all'interno di questo palazzo che ormai non esiste più. Dopo The Poor Man's Picture Gallery, London Stereoscopic Company ha in programma la pubblicazione di un nuovo libro stereoscopico, sempre curato dal duo May-Pellerin, e intitolato Crinoline, un soggetto molto popolare per i fotografi vittoriani, a cui piaceva scherzare sulla loro capacità di nascondere gli amanti agli occhi dei mariti, ma anche di prendere facilmente fuoco.

May ha anche in programma di pubblicare un libro stereoscopico con le foto che ha scattato in tour con i Queen. Risalgono al periodo di Radio Ga Ga:

"Spesso lasciavo la mia macchina fotografica stereo ai fotografi presenti ai concerti, per cui c'è davvero molto materiale e ci sono tanti scatti che ritraggono Freddie," dice pensieroso. "Questo è il bello della fotografia stereo. Sembra così reale, sano ed energico. Quando le guardo sembra di poterlo raggiungere e toccarlo."

Durante la nostra conversazione, lo sguardo mi cade su una foto della signora May, l'attrice Anita Dobson. Mi chiedo se anche lei si è appassionata alla causa stereoscopico e mi domando cosa ne faccia del guazzabuglio di scatole, carte e macchine fotografiche che sono in giro per la casa:

"Lei sa che io sono un solitario", dice May. "Ma a lei piace qualunque cosa mi rende felice."


Clicca QUI per conoscere il calendario con i prossimi appuntamento con Brian May


@Last_Horizon

Intervista a Brian May sul The Guardian del 18 Ottobre 2014

E' il 1963 e sullo sfondo della scena rock'n'roll emergente un adolescente che si è costruito una chitarra in casa con suo padre. Cinquanta anni dopo quell'adolescente si è trasformato in Brian May, il "dio della chitarra", e cuore di una delle più grandi rock band del mondo, i Queen. E quella chitarra fatta in casa – chiamata Red Special – che ha iniziato la sua vita come un hobby tra padre e figlio, ha raggiunto lo status di icona. E' la Red , o "la vecchia signora", come la chiama affettuosamente Brian, che si sente in ogni album dei Queen e che lui suona in ogni concerto. E' la chitarra con cui ha suonato l'inno nazionale dal tetto di Buckingham Palace nel 2002 per il Golden Jubilee della Regina d'Inghilterra. In tour ha una propria guardia del corpo ed è diventata un marchio – la Brian May Guitars – che produce repliche a prezzi accessibili. Ora, per celebrare il 50° anniversario della Red Special e per la gioia degli appassionati di chitarra, Brian ha decostruito il proprio strumento in un nuovo libro che descrive ogni vite, molla e pezzo che lui e suo padre hanno usato per realizzare la chitarra. Ma, ad un livello più profondo, questo libro è soprattutto per Brian il racconto, svelato per la prima volta, della natura del complesso rapporto che aveva con suo padre. Sono passati più di venti anni dalla morte del padre, ma quando ne parla, Brian si commuove visibilmente quando ricorda il loro tempo prezioso trascorso in laboratorio per costruire la Red Special:


venerdì 17 ottobre 2014

La magia di una notte di mezza estate: il ricordo del concerto dei Queen a Newcastle del 1986

Quando il leggendario cantante Freddie Mercury è morto nel 1991 alla prematura età di 45 anni, la maggior parte delle persone pensava che per la band fosse la fine. Infatti, il chitarrista del gruppo Brian May ha dichiarato di recente: "Quando Freddie è morto, ho pensato, 'Questo è tutto. Lo abbiamo fatto. E' stata una grande vita. Ora, è il momento di avere una vita diversa ', e per anni, non abbiamo provato in alcun modo ad essere i Queen". Non sarà mai più la stessa cosa senza il cantante, ma May e il batterista Roger Taylor hanno cominciato a volare di nuovo che la bandiera dei Queen tornasse a sventolare. Così la metà degli anni 2000 ha visto una proficua collaborazione con l'ex front dei Bad Company e Free Paul Rodgers e, nel 2012, è nata la collaborazione col cantante americano Adam Lambert. Fortunatamente per i fans dei Queen, il tour con Lambert toccherà anche sette città inglesi, tra cui una notte a Newcastle presso il Metro Radio Arena, a gennaio del prossimo anno. Il progetto è emozionante, anche se non è possibile paragonarlo a quanto i Queen fecero hanno fatto negli anni Settanta e Ottanta con Mercury e il bassista John Deacon ora in pensione, due decadi che li hanno visti suonare nella regione in numerose occasioni. Dopo il loro debutto nel Nord Est al Newcastle Mayfair nel mese di agosto del 1973, i Queen si diressero verso il nord con regolarità, suonando in una sola occasione nel Sunderland, ma il più delle volte alla Newcastle City Hall. Gli ultimi due grandi spettacoli al leggendario Toon si svolsero alla fine del 1979, prima che i Queen andassero a suonare negli Stati Uniti, in Sud Africa, Sud America e nel resto d'Europa. La band ha fatto però un'ultima grande esibizione al St James Park nell'estate del 1986, quando sono arrivati ad essere considerati la più grande band del mondo, anche grazie alla leggendaria performance sul palco del Live Aid.

Quel mercoledì 9 luglio ha visto i Queen scuotere la casa del Newcastle United fino alle fondamenta. Per l'occasione venne anche pubblicato un numero speciale del Chronicle per ricordare quella notte in cui furono protagonisti anche i 38.000 spettatori che mandarono il concerto sold-out. La band ottenne ottime recensioni dalla stampa il giorno successivo, con Freddie Mercury che negò negò categoricamente le voci di una rottura all'interno del gruppo: "Non siamo male per essere quattro stanche, vecchie regine", ha Mercury con la folla in delirio. Il Chronicle di quei giorni racconta: "Durante il concerto ci sono stati romanticismo e dramma in abbondanza, a partire dal pezzo di apertura One Vision, alle successive Under Pressure, I Want To Break Free, Love Of My Life, Radio Ga Ga e We Will Rock You, oltre alla immancabile We Are The Champions. Durante lo show i Queen hanno anche dedicato del tempo ad una serie di interpretazioni di vecchi brani classici del rock'n'roll, come il successo di Ricky Nelson Hello Mary Lou e Tutti Frutti di Little Richard Tutti Frutti, prima di lasciare spazio alla tensione operistica di Bohemian Rhapsody". Chi scrisse quella recensione ebbe modo anche di elogiare la band di supporto, gli Status Quo che scaldarono la folla ben prima che Freddie e i ragazzi iniziassero a suonare sotto il tetto del St James. Quella sera nel 1986 nell'aria c'era davvero "una specie di magia".


Un mio commento – Il Magic Tour fu uno dei più importanti della storia del rock, non solo per i Queen. In quel periodo suonare negli stadi era ancora qualcosa che emozionava e trasformava i campi di calcio in qualcosa di più di semplici arene: chi partecipava a quegli eventi sentiva su di sé il brivido dell'essere parte di qualcosa di unico e maestoso. I Queen furono letteralmente “campioni” di quel certo modo di fare musica, con la loro capacità di coinvolgere platee enormi ovunque andassero. Il Magic Tour in questo senso è una magnifica testimonianza di ciò che sapevano fare sul palco, così diverso da quelli che possiamo vedere oggi pieni di effetti, luci e schermi giganti che in qualche modo diventano i veri protagonisti dello spettacolo. Con i Queen accadeva l'esatto contrario e le strutture, per quanto enormi, erano semplici cornici per il vero evento che si svolgeva di fronte al pubblico. Ammirare Freddie Mercury con la sua capacità di “tenere il palco” lascia ancora oggi a bocca aperta. Il fatto che il Magic sia anche stato l'ultimo tour dei Queen nella loro formazione originale attribuisce a certe immagini un connotato nostalgico di cui ormai è impossibile fare a meno, soprattutto se si tiene conto che concerti come Wembley e Newcastle sono la conferma di quanto alto fosse il potenziale che i Queen erano ancora in grado di dare nonostante le controversie tra i membri della band e il mondo musicale in costante fermento tra nuovi stili, mode e sonorità. Naturalmente la storia del gruppo è proseguita con altri due album, a conferma che i Queen sono stati in grado di superare indenni anche gli anni Ottanta. Resta il rammarico di non sapere cosa avrebbero potuto fare sul palco. Ma rimane anche la certezza che avrebbero stupito ancora e che Freddie Mercury avrebbe fatto un altro passo per diventare leggenda, un connotato che gli va attribuito non per essere “l'ennesima stella del rock morta prematuramente”, ma per aver fatto in vita ciò che nessun altro è mai stato capace di replicare.

Lo show di Newcastle iniziò con l'esibizione degli Status Quo. Questi i brani che proposero al pubblico:

Whatever You Want; Paper Plane; Roll Over Lay Down; Little Lady; Mystery Song / Railroad / Most of the Time / Wild Side of Life / Rollin’ Home / Again and Again / Slow Train; Hold You Back; Don’t Drive My Car; Dirty Water; Rockin’ All Over the World; Big Fat Mama; Don’t Waste My Time; Roadhouse Blues. Encore: Caroline; Rain.

Questa la setlist dei Queen:

One Vision; Tie Your Mother Down; In the Lap of the Gods… Revisited; Seven Seas of Rhye; Tear It Up; A Kind of Magic; Under Pressure; Another One Bites the Dust; Who Wants to Live Forever;I Want to Break Free; Impromptu; Now I’m Here; Love of My Life; Is This the World We Created…?; (You’re So Square) Baby I Don’t Care/Hello Mary Lou/Tutti Frutti; Bohemian Rhapsody; Hammer to Fall; Crazy Little Thing Called Love. Encore 1: Radio Ga Ga. Encore 2: We Will Rock You; Friends Will Be Friends; We Are the Champions; God Save the Queen.

Come confermato dal sito queenconcert, di Newcastle esistono due video: uno amatoriale della durata di 80 minuti, un altro di 15 minuti girato per la televisione. L'audio completo della durata di 117 minuti è invece disponibile su numerosi siti di file sharing, primo fra tutti Queenzone.


@Last_Horizon

lunedì 13 ottobre 2014

Intervista a Brian May sull'Huffington Post del 10 Ottobre 2014



Brian May rivela di essere rimasto sorpreso da quello che ha sentito quando ha scovato alcune tracce abbandonate e ora ritrovate e pubblicate per l'album Queen Forever, che offrirà ai fan tre canzoni completamente nuove (ma sul concetto di nuove noi fans avremmo da ridire almeno per un due pezzi, ndt) con alla voce il loro frontman Freddie Mercury. La band ha rilasciato pochi giorni fa il trailer ufficiale per l'uscita dell'album, che offre la possibilità di ascoltare i tre brani in questione, compresa la canzone che hanno registrato assieme a Michael Jackson, e intitolata There Must Be More To Life Than Tigs, oltre alla versione dei Queen del brano già pubblicato da Freddie come solista, Love Kills, e una canzone che Brian rivela che nessuno ha mai sentito prima, perché è venuto alla luce per puro caso:
"Si chiama Let Me In Your Heart Again ed è stata abbandonata all'epoca per vari motivi tecnici, ma sono stato in grado di trasferire le multi-tracce analogiche in digitale e su di esse ho fare alcune riparazioni, quindi è un qualosa che ha funzionato dall'inizio alla fine. Ma in fondo in questo brano si sente noi quattro che suoniamo insieme come la band che eravamo nell 1984 o giù di lì. E' una canzone di cui nessuno ha mai sentito parlare, e questo è un brivido." (anche su questo va detto che in realtà tra i fans l'esistenza di questo brano era già nota da diversi anni, ndt).


venerdì 10 ottobre 2014

Breaking News: One Night in Hell, il nuovo singolo di Brian May

Qualche giorno fa vi ho parlato di un nuovo progetto cinematografico in cui Brian May è coinvolto in veste di autore della colonna sonora. No, non mi riferisco al film 51 Degrees North (in uscita nel 2015) ma ad un cortometraggio di animazione intitolato One Night in Hell. Si tratta di un corto della durata di circa 7 minuti realizzato con la tecnica definita "stop-motion", piuttosto familiare a Tim Burton e ai suoi fans. Se avete visto film come Nightmare Before Christmas sapete a cosa mi riferisco (altri esempi dello stesso genere sono i divertenti Galline in Fuga e Wallace & Gromit). In questo caso la pellicola prende spunto da una delle grandi passioni di Brian May, la fotografia stereoscopica e l'affascinante mondo delle Diableries, quella serie di cards in 3D realizzate a metà Ottocento in Francia per sbeffeggiare i potenti dell'epoca attraverso un'ironica e tenebrosa rappresentazione dell'inferno.

mercoledì 8 ottobre 2014

Intervista a Grigorij Richters, il regista di 51 Degrees North, il film con la colonna sonora di Brian May

 Raccontaci un po' di te e di come sei diventato il regista e produttore del film 51 Degrees North:
“Ho iniziato la mia carriera di fronte alla macchina da presa da bambino come modello per alcune pubblicità in Germania. All'età di sei anni ero ossessionato dalle telecamere e così ho cominciato a fare i miei film utilizzando una videocamera JVC Hi-8. Ho fatto un documentario su Franz Kafka che ho venduto ad una università tedesca, e ho diretto a sedici anni un film di 30 minuti intitolato Vita di Dean. Ho completato i miei studi in cinematografia all'Università Hurtwood House nel Regno Unito ed ha continuato a studiare con il famoso regista ceco-americano Milos Forman alla FAMU Film School di Praga. Successivamente ho lavorato a New York come libero professionista e consulente di social media per MTV, dopodiché mi sono trasferito di nuovo nel Regno Unito dove sono stato assunto presso la Kevin Spacey Filmmaker in Residence all'Old Vic Theatre di Londra. Nel 2010 un amico mi ha mandato un documentario della BBC Horizon intitolato "Il buono, il brutto e il cattivo": trattava di asteroidi e delle minacce che rappresentano per il pianeta. Così, dopo aver visto il documentario sono rimasto scioccato. Il primo passo è stato andare su Google per fare delle ricerce sull'argomento e su quanto si sta facendo per affrontare il problema degli asteroidi che minacciano la Terra. Quando ho capito che non si stava facendo molto in questo campo a causa della mancanza di finanziamenti, mi sono sentito in qualche modo responsabile e investito del compito di fare qualcosa per sensibilizzare di più sul tema.. Ho contattato alcuni degli esperti citati nel documentario della BBC, uno dei quali è il Prof David Jewitt, che divenne un consigliere estremamente importante per il progetto 51 Degrees North. Nei mesi successivi abbiamo quindi costruito una storia fittizia intorno al tema e una volta completata sono iniziate le riprese circa sei mesi più tardi.”