venerdì 28 febbraio 2014

Breaking News: La prossima settimana i Queen annunciano il tour americano con Adam Lambert


Queen and Lambert have announced some sort of event next Thursday morning at New York City’s Madison Square Garden

L'indiscrezione è rimbalzata all'improvviso in rete ieri sera grazie a una radio americana ed è stata rapidamente ripresa da fonti più autorevoli, come il fan club ufficiale di Adam Lambert e il sito del network NBC News: la prossima settimana, molto probabilmente giovedì 6 marzo, i Queen assieme ad Adam annunceranno le date del tour nella splendida e leggendaria cornice del Madison Square Garden di New York. Della possibilità di un tour si parla ormai da diverso tempo e recentemente Brian May aveva confermato l'intenzione di accettare le tantissime proposte pervenute proprio dagli Stati Uniti dopo la splendida esibizione della band sul palco dell'iHeart Radio Festival. Il fatto che le date possano essere annunciate il grande stile al Madison fa pensare che, a differenza di quanto fatto nel 2012, non si tratterà di un tour con una manciata di date, ma di un vero e proprio evento promozionale, col quale magari puntano alla conquista del mercato discografico a stelle e strisce in concomitanza con altri eventi, come la pubblicazione dei duetti con Michael Jackson e l'inizio delle riprese del biopic sulla vita di Freddie Mercury. Al momento si tratta ovviamente di speculazioni e le certezze arriveranno tra qualche giorno. La speranza è che il tour possa riguardare anche l'Europa, sebbene al momento sia più realistico pensare che l'annuncio riguarderà solo gli Stati Uniti. Seguite il blog anche su facebook e twitter in modo da ricevere tutti gli aggiornamenti su questa e altre notizie. Come sempre, finché non ci saranno comunicati ufficiali da parte dei Queen occorre massima prudenza. Ma stanno per tornare e non ci resta che attendere pochi giorni per scoprire il contenuto di questo annuncio.
@Last_Horizon

giovedì 27 febbraio 2014

Una scoperta diabolica per Brian May














Brian May ha fatto una scoperta entusiasmante nella sua ricerca per completare la raccolta di figure infernali del 19° secolo. Quando qualche mese fa il team della London Stereoscopic Society ha pubblicato il libro “Diableries: Stereoscopic Adventures in Hell”, erano state individuate e riprodotte 180 delle 182 figurine raffigurarti scene demoniache realizzate nella Parigi del 19° secolo. Come spiegato in un articolo apparso sul Telegraph dello scorso ottobre, le diableries sono immagini tridimensionali a colori che rivelano un affascinante spaccato dell'immaginazione del periodo vittoriano. Ma non sono facili da trovare.

Brian May e Kerry Ellis, live at Pavilion, Southend Cliffs (UK), 26 Febbraio 2014


Si è svolta l'ultima tappa inglese del Candlelight Tour. Da oggi Brian e Kerry si concederanno una breve pausa per poi ripartire il 16 marzo da Mosca. Nel frattempo questa è la setlist completa della serata:

I Who Have Nothing
Butterfly
Dust in The Wind
Born Free
Somebody to Love
Tell me what you see
Nothing Really Has Changed
The Way we were
Something
So Sad
‘39
Kissing me Song
I’m not that Girl
If I loved you
Last Horizon
Is this the World We Craated...?
Tie Your Mother Down
No-One But You
We Wil Rock You
Crazy Little Thing Called Love



@Last_Horizon

mercoledì 26 febbraio 2014

I Radio Queen rendono omaggio allo spirito immortale dei Queen

Per me parlare di una cover/tribute band è una bella sfida. Più volte ho manifestato delle perplessità, che non derivano solo dall'aver visto i veri i Queen suonare dal vivo (nel 2008 a Roma) ma anche dal fatto che fin troppo spesso questi presunti omaggi scivolano, più o meno inconsapevolmente, nella parodia. Eppure attorno ai gruppi che portano in giro il nome e la musica dei Queen ruota un interesse enorme, un vero e proprio universo di fans ai quali si è anche aggiunto da qualche tempo Roger Taylor, perché in fondo i Queen Extravaganza non sono altro che una tribute band, magari dai nobili natali, ma comunque sempre una cosa ben diversa dagli originali. Naturalmente non basta questo ad incuriosirmi e ci vuole ben altro per convincermi dell'opportunità di occuparmi e quindi di raccontarvi una serata in compagnia dei Radio Queen, la band di cui vi parlo oggi. La svolta, se così si può chiamare, è arrivata con una telefonata: dall'altra parte l'entusiasmo della mia amica Carla, che mi ha travolto con la descrizione della serata trascorsa al Night and Day di Sestu, in provincia di Cagliari. Nonostante debba aver colto le mie perplessità, sottolineate dall'ostinato silenzio e da un mezzo sorriso che non poteva vedere da lì ma che deve aver percepito simile a una ventata gelida sulla schiena, mi ha consigliato foto e soprattutto video della band in questione, perché alla fine la musica va ascoltata. Semplice no? E io, che mi fido degli amici, ho ascoltato.

Brian May e Kerry Ellis, live at Congress Theatre, Eastbourne, 25 Febbraio 2014


Con un po' di ritardo è stata diffusa la setlist del punultimo show inglese del Candlelight Tour, che ha segnato l'ennesimo successo di questo progetto. Ricordo che, dopo l'ultima data, Brian e Kerry hanno preso una breve pausa per poi tornare in scena in Russa e Malta da metà Marzo.

I Who Have Nothing
Butterfly
Dust in The Wind
Born Free
Somebody to Love
Tell me what you see
Nothing Really has changed
The way we were
Something
So Sad
‘39
Kissing me Song
I’m not that Girl
If I loved you
Last Horizon
Tie Your Mother Downl
No-One But You
We Wil Rock You
Crazy Little Thing Called Love



@Last_Horizon

lunedì 24 febbraio 2014

Brian May e Kerry Ellis, live at Theatre Royal, Bath (UK), 23 Febbraio 2014


Prosegue ormai spedito il Candlelight Tour, nel quale Brian e Kerry stanno proponendo il loro consueto set acustico, sempre accompagnati dall'ottimo Jeff Leach alle tastiere. Anche per lo show di Bath la scaletta è rimasta invariata rispetto alle precedenti tappe, così come l'entusiasmo del pubblico manifestato attraverso i tantissimi messaggi in rete. Questa la scaletta completa:

Butterfly
Dust in The Wind
Born Free
Somebody to Love
Tell me what you see
Nothing Really has changed
The way we were
Something
So Sad
‘39
Kissing me Song
I’m not that Girl
If I loved you
Last Horizon
Tie Your Mother Down
No-One But You
Crazy Little Thing Called Love



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domenica 23 febbraio 2014

Brian May e Kerry Ellis, live at Meres, Grantham (UK), 22 Febbraio 2014


Chi era presente ieri sera al quarto appuntamento con il Candlelight Tour ha descritto lo spettacolo con una sola parola, semplice ma efficace: bellissimo! Quando le luci in sala si sono spente, ad illuminare il palco sono rimaste le candele e il brusio del pubblico è calato in attesa dell'arrivo di Brian e Kerry. La loro comparsa in scena è stata accompagnata da un applauso fragoroso, che ha poi lasciato il posto alla musica. Ancora una volta la voce di Kerry ha incantato e convinto tutti, mentre Brian May in versione acustica ha sorpreso chi ancora non lo aveva ascoltato in questa dimensione divenuta ormai consueta. Questa la scaletta completa:

I Who Have Nothing
Buttefly
Dust In The Wind
Born Free
Somebody To Love
Tell Me What You See
Nothing Really Has Changed
Life Is Real
The Way We Weere
So Sad
'39
Something
Kissing Me Song
I'm Not That Girl
If I Loved You
Last Horizon
Is This The World We Created...?
Tie Your Mother Down
No-One But You
Crazy Little Thing Called Love

Vi ricordo che foto e video tratti dal tour sono online sulla pagina facebook del blog:

https://www.facebook.com/queen4everblog


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sabato 22 febbraio 2014

Intervista a Freddie Mercury su NME, Aprile 1974

Freddie Mercury è un ragazzo abbastanza normale. Usa regolarmente smalto nero marca Biba, trucca gli occhi con eye liner nero e stira i capelli con pinze elettriche. Si ha quasi l'idea che sia annoiato dal successo che i Queen stanno ottenendo, un atteggiamento da rock star quale ormai lui è a tutti gli effetti. Provate a domandargli qualcosa della sua sessualità e vi sentirete rispondere così: “Sono gay come un narciso, cara” (ha l'abitudine di dire "cara" alla fine di ogni frase). Dal canto suo il batterista Roger Taylor aggiunge: “Freddie è semplicemente se stesso”. Il giornalista Nick Kent ha descritto il primo album dei Queen come "un secchio di urina", ma a parte questa non lusinghiera recensione, la band ha avuto poche menzioni su NME. Ma nonostante questo i Queen sono riusciti a raggiungere il secondo posto nel sondaggio fatto tra i lettori nella categoria Best New Group. Questa settimana il loro singolo Seven Seas Of Rhye ha debuttato in classifica e ben presto il loro secondo album, intitolato Queen II, arriverà sul mercato. I Queen sono diventati un grande business a giudicare dall'investimento che c'è nei loro spettacoli. Per una band che ha ancora parecchia strada da fare, possono vantare una quantità impressionante di attrezzature e un sistema di illuminazione che farebbe rodere di invidia anche uno come David Bowie e che ti fa chiedere come sia possibile che ci abbiano messo tanto tempo ad arrivare dove sono ora. Ogni componente del gruppo è poi un accademico dalla carriera brillante e, proprio avendo un'intelligenza superiore alla media, sono riusciti ad evitare le trappole tipiche del business di chi entra per la prima volta in questa realtà.

“Nel momento in cui abbiamo fatto un demo, eravamo consapevoli degli squali che ci sarebbero girati attorno”, spiega Mercury. “Abbiamo ricevuto offerte incredibili da parte di persone che ci dicevano 'Vi faremo diventare i nuovi T-Rex', ma siamo stati molto, molto attenti a non saltare direttamente dentro certi carrozzoni. Abbiamo bussato alle porte di tutte le società prima di riuscire finalmente a sistemarci. Noi non vogliamo essere trattati come una band normale”. Una cosa cui i Queen sono molto sensibili è l'essere etichettati come una montatura: “Questo è un errore incredibile,” afferma Taylor. “Abbiamo iniziato a suonare giocare davvero nei piccoli locali e poi abbiamo pubblicato un album. Non c'era grande pubblicità o promozione. Non è stato come per i Cockney Rebel, che hanno ricevuto pubblicità prima ancora che avessero fatto nulla”. Il Cambridge Corn Exchange è uno di quei posti pieno di spifferi, ma ha l'atmosfera giusta. E quando i Queen salgono sul palcoscenico è perfetto. Qui i fans dei Queen assomigliano ai tipici appassionati d una band, salvo che per il fatto che indossano dei cappotti. E prima di capire dove ti trovi le luci vengono spente e inizia il concerto con Processione, tratta dal dal loro nuovo album, prima che le luci arrivino a immortalare Mercury per l'esecuzione di Father To Son.

Mercury e il batterista Taylor sono i due creatori originali dell'immagine della band. Taylor è il carino con classe, mentre Mercury è il tipo oltraggioso. Stranamente, Mercury dice che i Queen non hanno un grande seguito nel mondo gay: “Non riceviamo lettere da parte di omosessuali, ma posso dire che qualcuno mi scrive per dirmi che non sono male”. È vero, Freddie non sembra male e se si studiano i testi del loro secondo album, con tutti quei riferimenti a tuoni e fulmini, alla sfida alle leggi della natura e agli orchi, viene spontaneo domandarsi cosa intenda Freddie con le sue canzoni: “A me piace che la gente interpreti a modo suo le mie canzoni. In realtà sono solo favole. Ieri sera nel Sunderland mi sono sentito davvero emozionato quando sono arrivato sul palco, perché quando sono là fuori sono davvero in un mondo tutto mio, vado lì e cerco di passare dei buoni momenti. E' la partecipazione del pubblico che conta e ieri sera erano davvero grande, sentivo che avrei potuto andare in mezzo al pubblico per fare festa insieme. Basta avere Freddie Mercury sul palco per divertirsi.”

E' stato un passaggio difficile da fare, quello dall'essere una band di supporto per un gruppo principale ad avere un vero e proprio tour tutto vostro? “La responsabilità ora è tutta nostra, ma ho sempre pensato a noi come gruppo principale. L'opportunità di suonare con i Mott è stata ottima, ma sapevo maledettamente bene che conclusa quell'esperienza sarebbe toccato a noi essere i protagonisti assoluti del tour. Mi piacerebbe essere portato sul palco da sei schiave nubili con le palme e tutto il resto”. All'inizio è stato suggerito che i Queen fossero una sorta di prodotto da laboratorio, una band costruita per andare incontro alle tendenze commerciali. Sembrano davvero suscettibile rispetto a questa accusa: “Non mi interessa quello che dicono, davvero. Penso che le persone hanno detto cose su di noi e poi cambiato idea dopo aver ascoltato l'album.”


@Last_Horizon

Brian May e Kerry Ellis, live at Spa, Scarborough (UK), 21 Febbraio 2014


Terzo appuntamento inglese per Brian May e Kerry Ellis con la tappa a Scarborough, nella splendida cornice della Spa, nel nord Yorkshire. Nessuna novità particolare nella scaletta proposta dal duo. Divertente siparietto invece nel pomeriggio, quando Brian è stato avvistato nella vicina cittadina di Whitby: su twitter si è scanetana la “caccia al Doc”, con gli utenti, a partire dal quotidiano locale, che hanno lanciato appelli nella speranza di scoprire in quale punto della città fosse possibile incontrarlo!

I Who Have Nothing
Butterfly
Dust inyThe Wind
Born Free
Somebody to Love
Tell Me what You See
Nothing Really Has Changed
The Way We Were
So Sad
‘39
Something
Kissing Me Song
I’m Not That Girl
If I Loved You
Last Horizon
Tie Your Mother Down
No-One But You
Crazy Little Thing Called Love



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giovedì 20 febbraio 2014

Brian May e Kerry Ellis, live at Opera House, Buxton (UK), 19 Febbraio 2014


Seconda tappa del Candlelight Tour 2014, ancora una volta in Inghilterra, stavolta nella splendida cornice dell'Opera House di Buxton, dove Brian e Kerry hanno dato vita al loro spettacolo, come al solito coadiuvati da Jeff Leach alle tastiere. Grande sorpresa quando per l'esecuzione di We Will Rock You e No-One But You, il duo è stato raggiunto sul palco da un vero e proprio coro, il Manchester Show Choir. In attesa di foto e video, che saranno come sempre online sulla pagina facebook del blog (queen4everblog), questa è la scaletta completa della serata:

I Who Have Nothing
Butterfly
Dust inyThe Wind
Born Free
Somebody to Love
Tell me what you see
Nothing Really has changed
The way we were
So Sad
Something
‘39
Kissing me Song
I’m not that Girl
If I loved you
Last Horizon
Tie Your Mother Down
We Will Rock You
We Are The Champions
No-One But You
Crazy Little Thing Called love

Al termine dello spettacolo, andato sold-out, Kerry ha così commentato dal suo profilo twitter:

“Great show tonight! Thank you Buxton, a beautiful theatre and a beautiful crowd!! Thanks for all your support and yeeeeee haaaaaaa's “



@Last_Horizon

mercoledì 19 febbraio 2014

Brian May e Kerry Ellis, live at Gordon Craig Theatre, Stevenage (UK), 18 Febbraio 2014


Ieri è iniziato il terzo Candlelight Tour che vede protagonisti Brian May e Kerry Ellis con un set acustico che mescola i grandi successi dei Queen e alcuni classici tra i preferiti del duo, che attingono a piene mani dalle rispettive esperienze musicali. Fin dai primi tweet apparsi in rete è stato chiaro che lo show avrebbe segnato l'ennesimo momento emozionante per tutti i presenti, felici di poter vedere, magari non per la prima volta, i propri beniamini. Questa è la setlist completa della serata:

I Who Have Nothing
Butterfly
Dust In The Wind
Born Free
Somebody To Love
Tell Me What You See
Nothing Really Has Changed
Life Is Real
The Way We Were
So Sad
‘39
Something
The Kissing Me Song
I’m Not That Girl
If I Loved You
Last Horizon
Is This The World We Created
Tie Your Mother Down
No-One But You
Crazy Little Thing Called Love

La scaletta è stata modificata rispetto alle precedenti edizioni del tour. Pur essendo rimasto un impianto di base ormai collaudato, non sono mancate le sorprese, su tutte Is This The World We Created, un brano amatissimo dai fans dei Queen. A fine spettacolo, Kerry ha così commentato sul suo accout twitter:

“Thank you Stevenage for a great night !! @DrBrianMay and I are off on tour now ! Next stop Buxton”

Appena disponibili foto e video saranno caricate sulla pagina Facebook del blog:



@Last_Horizon

lunedì 17 febbraio 2014

Breaking News: I Queen Extravaganza arrivano in Italia


Era nell'aria già da tempo ed erano in molti a sperarci. Poco fa è stato diffuso il comunicato ufficiale che annuncia il tour europea dei Queen Extravaganza, la tribute band ufficiale dei Queen formata da Roger Taylor e che nei mesi scorsi hanno conquistato sia l'America che più recentemente l'Inghilterra. La bella notizia è che ci sarà spazio anche per l'Italia, con una tappa a Padova il 22 Maggio al Gran Teatro Geox. Le prevendite non sono ancora iniziate, ma i biglietti saranno acquistabili attraverso il circuito Ticket One, come indicato sul sito della Barley Arts che organizza l'evento. Inevitabilmente il pensiero corre ai Queen, quelli veri, e alla speranza che possano suonare anche dalle nostre parti nonostante finora le voci di corridoio e lo stesso Brian May abbiano fatto riferimento solo a un tour negli Stati Uniti. Ma nell'attesa di saperne di più, vedere i Queen Extravaganza può essere una bellissima occasione per godere di una performance davvero di alto livello, con un Marc Martel che ha impressionato davvero tutti, splendidamente coadiuvato sul palco da musicisti che, concerto dopo concerto, sono entrati sempre di più in sintonia con lo spirito dei Queen.

MAGGIO      CITTA'                         LOCATION
--------------------------------------------------------------
12
Antwerp
Stadsschouwburg


13
Tilburg
13


15
Cologne
Live Music Hall


16
Hamburg
Gruenspan


18
Munich
Alte Kongresshalle


19
Frankfurt
Bastchkapp


20
Berlin
Postbahnhof


21
Vienna
Arena


22
Padova
Gran Teatro Geox


24
Paris
Olympia


26
Copenhagen
Studie 2, DR house


28
Oslo
Sentrum


29
Stockholm
Tyrol


31
Helsinki
Circus



-------------------------------------------------------------

Ulteriori informazioni le trovate sul sito ufficiale della band:


I prezzi dei biglietti sono questi:

Apertura Porte ore 18.00 - Inizio show ore 21.45
1° platea numerata: € 30,00 + d.p.
2° platea numerata: € 25,00 + d.p.
Tribuna numerata: € 20,00 + d.p.

(Fonte: Barley Arts)
@Last_Horizon

sabato 15 febbraio 2014

Intervista a Freddie Mercury su Melody Maker del 9 Novembre 1974


I Queen hanno fatto la storia delle classifiche del Regno Unito questa settimana, diventando il primo gruppo a vendere nella sola Inghilterra oltre sei milioni di copie di un album, il loro primo Greatest Hits uscito nel 1981. Per contrassegnare questo evento il Guardian ha proposto questo vecchio articolo risalente al 1974 e pubblicato originariamente su Melody Maker e che si inserisce perfettamente nell'iniziativa che sto portando avanti dalla scorsa settimana, ovvero la pubblicazione di tutte (o quasi) le interviste rilasciate da Freddie Mercury.


venerdì 14 febbraio 2014

Intervista a Brian May e Kerry Ellis sullo Yorkshire Post del 14 Febbraio 2014


Quando Kerry Ellis concluse la sua audizione per il musical ispirato ai Queen, We Will Rock You, si trattava solo di un altro lavoro da aggiungere al suo già copioso curriculum. Kerry infatti aveva già alle spalle una lunga carriera, con un debutto nel West End nel musical My Fair Lady appena un anno prima, senza dimenticare le sue partecipazioni nei Les Miserables, Wicked e Oliver! Ma a cambiargli davvero la vita è stato We Will Rock You e più specificamente l'incontro col chitarrista dei Queen, Brian May. Da quel loro primo incontro il duo ha realizzato molti progetti, tra cui quello attualmente in corso, un tour letteralmente a lume di candela che propone versioni più intimiste dei grandi classici dei Queen. Invece delle grandi arene o dell tetto di Buckingham Palace, questo è uno show destinato ai piccoli teatri, tra cui quello lo Scarborough Spa dove Brian e Kerry si esibiranno a fine mese. Il programma è un mix di canzoni del West End e di classici dei Queen, tutte ri-arrangiate in chiave acustica e minimalista.

"In termini di canzoni dei Queen siamo fortunati di poter attingere ad un repertorio molto ampio e c'è qualcosa di davvero rinfrescante nel suonare in questo modo, perché si arriva davvero al cuore della canzone", dice May. "Il set cambia continuamente in funzione della risposta del pubblico. Questa è una delle grandi cose di questo spettacolo, perché ogni sera è uno show diverso. Quando hai una intera band sul palco, in qualche modo sei limitato. Ma quando ci sono solo io con una chitarra e Kerry con un microfono c'è un grado maggiore grado di flessibilità e di semplicità e possiamo chiacchierare col pubblico tra una canzone e l'altra.”

Il mese scorso May ha pubblicato sul suo blog ufficiale un messaggio per i suoi fans dicendo che era appena stato scongiurato un allarme per un possibile cancro. In quell'occasione il chitarrista ha anche ammesso che c'erano "ancora alcuni misteri da risolvere" e la prospettiva di tornare a suonare con Kerry Ellis era una gradita distrazione:

"Mi sento bene in questo momento, davvero bene," dice. "Per un po' ho avuto qualche pensiero, ma queste cose accadono non è vero?"

L'album di debutto di Kerry, Anthems, uscito nel 2010, è stato prodotto dallo stesso May e dopo la pubblicazione di un album live lo scorso anno, Acoustic By Candlelight, sono pronti a tornare nuovamente in studio. L'unico problema è il tempo: la Ellis ha avuto il suo primo figlio, di nome Alfie, appena lo scorso ottobre e May è notoriamente impegnato in un sacco di attività, non ultimo l'impegno per la salvaguardia degli animali. E' diventato il volto della campagna contro l'abbattimento dei tassi e lui stesso ha più volte dichiarato che vorrebbe essere ricordato più per il suo lavoro per i diritti degli animali rispetto ad ogni altra cosa, compresa la musica o l'altra sua grande passione, l'astrofisica. Nell'ambito di questo progetto ha istituito un rifugio per animali nel parco della propria casa che condivide con l'attrice Anita Dobson e la sua organizzazione Save Me è stata creata proprio per dare una voce agli animali.

"E' di vitale importanza. Lavoriamo molto a livello delle lobby, perché sono quelle che di fatto hanno il potere di far decidere il Governo in un senso piuttosto che in un altro rispetto alla nostra fauna selvatica. Dobbiamo far sentire la nostra voce. E' dura, ma stiamo raccogliendo un sacco di amici influenti, tra cui l'arcivescovo Desmond Tutu che ha parlato in difesa dei diritti degli animali. Credo che vedremo il cambiamento. Dobbiamo vedrerlo! La gente pensava che l'abolizione della schiavitù non sarebbe mai arrivata successo, ma poi è successo e sinceramente penso che tra cento anni la gente guarderà indietro al modo in cui abbiamo trattato gli animali oggi e ne resterà completamente sconvolta."

Per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo tema, il chitarrista ha anche realizzato una canzone intitolata Badger Swagger, un vero e proprio brano di protesta che vede tra l'altro la partecipazione di Sir David Attenborough e dell'ex chitarrista dei Guns'n'Roses, Slash, un'accoppiata decisamente sui generis. Eppure è il genere di progetto surreale al quale Kerry Ellis è ormai abituata da quando ha iniziato a lavorare con May:

"E' un privilegio poter lavorare con Brian e ogni tanto devo darmi un pizzicotto per essere sicura di non sognare. Quando siamo in tour si vede quanto davvero lui e i Queen significhino per le persone. Dei perfetti sconosciuti vengono da lui come se lo conoscessero da tutta la vita e si lui ha sempre tempo per loro. Essere anche solo un po' parte di questo è davvero speciale."



@Last_Horizon

giovedì 13 febbraio 2014

Intervista a Brian May e Kerry Ellis sull'Enquirer Newspaper del 13 Febbario 2014

Lui è uno dei più grandi chitarristi al mondo e lei è della Gran Bretagna la più recente incarnazione della First Lady of Song. Insieme Brian May e Kerry Ellis stanno per imbarcarsi in un nuovo tour, col quale porteranno in giro delle versioni acustiche di famosi brani dei Queen e altre canzoni di fama internazionale. E con la notizia di questa settimana che ha proclamato i Queen come la prima band a vendere sei milioni di copie di un album, il loro primo Greatest Hits, il 2014 si sta rivelando un anno molto eccitante per tutti i fans della band. Nel mese di gennaio Brian May ha annunciato che lui e Roger Taylor hanno scoperto tracce inedite dei Queen con la voce del loro frontman Freddie Mercury e sperano di pubblicarle entro la fine dell'anno. "E' stato un piacere inaspettato", dice Brian a proposito della scoperta di queste canzoni. "Abbiamo trovato del materiale degli anni '80 che era rimasto incompiuto ma sufficiente per essere ripulito. Sarà un lavoro simile al nostro ultimo album Made in Heaven, sono belle canzoni, ma non abbiamo un intero album. Speriamo di pubblicarlo in autunno."

martedì 11 febbraio 2014

Breaking News: Queen, i campioni sono loro con il Greatest Hits

E' di poche ore fa la notizia che il primo Greatest Hits dei Queen, pubblicato nel 1981, è l'album più venduto di sempre in Inghilterra con oltre sei milioni di copie. Statistiche alla mano, significa che una persona su tre ne possiede una copia. A certificarlo è stata la Official Album Chart, la Compagnia che si occupa proprio di diffondere i dati di vendita dei prodotti musicali. In un'epoca come questa in cui la discografia è perennemente in crisi, per colpa della cecità degli operatori del settore oltre che per il malcostume di chi preferisce scaricare musica illegalmente (e non bisognerebbe nemmeno trascurare una certa povertà di idee immesse sul mercato), questo è un risultato davvero straordinario, che Brian May e Roger Taylor hanno così commentato:

sabato 8 febbraio 2014

Intervista a Freddie Mercury per NME del 12 Marzo 1974

Introduzione di @Last_Horizon.

Raccontare Freddie Mercury non è semplice. L'aspetto più complesso è riuscire a comprendere dov'è la linea di demarcazione che separa l'essere umano dal personaggio, ammesso che questi due aspetti siano realmente scindibili. A un certo punto della sua vita Freddie ha deciso di abbandonare il proprio cognome, Bulsara, e di adottarne uno con l'intenzione di trasformarlo in un simbolo. È stata una scelta consapevole, dettata dal desiderio di emergere, di essere riconosciuto, in una parola di diventare una star, anzi una leggenda. Il personaggio Mercury tuttavia non si è mai scisso completamente dall'uomo Bulsara e i due hanno in comune lo stesso passato e la stessa prospettiva per il futuro. Ed è proprio questo voler sempre guardare oltre il presente ad aver generato in Freddie un'antipatia spesso sfociata in odio nei confronti della stampa. Nell'intervista che segue, una delle prime alle quali il cantante si è sottoposto quando i Queen non erano nulla di più di una promessa, emergono già quei tratti essenziali della sua personalità, divenuti poi tratti tipici di una figura divenuta ormai mito. Sebbene i Queen non avessero ancora all'attivo i grandi tour e i successi commerciali, Freddie incarna già quello spirito da stella di prima grandezza che vive il presente ma con un occhio proiettato a ciò che verrà domani e le spalle rivolte a un passato del quale non ama parlare. Quest'ultimo non è però il tipico vezzo da rockstar. È semmai l'espressione di quel bisogno di conservare nel mondo di Mercury un nucleo di privacy, una linea di demarcazione oltrepassata la quale può essere realmente se stesso e, magari, tornare a guardare a se stesso come Farookh Bulsara.

***

Era chiaro agli occhi di tutti che Freddie Mercury dei Queen non era al meglio della forma. I capelli privati delle attenzioni del parrucchiere; un'eruzione cutanea a rovinare il labbro superiore a causa del gran freddo e, orrore più grande, non sembrava aver fatto in tempo ad applicare lo smalto nero sulle sue unghie. Mercury era preoccupato mentre osservava l'obiettivo della fotocamera che zoomava su di lui. Ci implorava di "ritoccare l'immagine per togliere quello sfogo sulla bocca, se potete". So che suona come se stessimo insultando questo ragazzo, ma lui prende tutto a cuore. Perché, l'ultima volta che ci siamo incontrati ha dichiarato di essere "gay come una giunchiglia" e così eccolo lì, mentre stringe tra le mani un trombone fuori da Buckingham Palace. Ha posato regalmente, con la camicia fuori dai pantaloni a rivelare un petto villoso. Il tour inglese dei Queen ha fiaccato gran parte delle energie di Mercury. Colpito alla fine anche dalla laringite, Freddie ha avuto a disposizione solo pochi giorni liberi per curare lo stress fisico e mentale prima che la band parta al seguito dei Mott The Hoople per un tour di due mesi in America. Detto in una parola, Mercury è piuttosto spompato e se il tour americano sembra arrivare troppo presto dopo la conclusione di quello in Gran Bretagna, non c'è comunque modo di cambiare i programmi.

“Vorrei un paio di settimane di riposo, ma devi spingere te stesso ad andare avanti. Siamo in una fase della nostra carriera, mio caro, dove c'è tanto da fare. Presto riposerò sugli allori...", poi si ferma, considera l'ultima osservazione e si rende conto di aver detto la cosa sbagliata. Si corregge in fretta e aggiunge: "Per dirla in un altro modo, cercherò di raccogliere i miei profitti. Ho lavorato di brutto in questi ultimi mesi, fino a crollare."

Non pensi che il tour britannico sia stato troppo impegnativo, con tutte quelle date?
"Sì, è stato un tour pesante, ma dovevamo farlo e credo che adesso abbiamo fatto un passo in avanti per realizzare il prossimo tour inglese alle nostre condizioni, esattamente come ci piace. Con questo tour ci hanno prenotati con largo anticipo per suonare in locali semi-grandi e, dal momento che abbiamo avuto l'album in uscita, questo ci ha fatto ottenere un po' di esposizione in TV. Penso che avremmo potuto fare dei concerti anche in grandi location, ma è solo una questione di tempo e sono comunque contento di quello che abbiamo fatto in questo tour, anche se ha richiesto un sacco di sforzo fisico e mentale, anche dovuto alle tante cose di cui preoccuparsi e che andavano oltre i semplici aspetti musicali.”

Una situazione non facilitata dal fatto che tutti i membri dei Queen sono, secondo Mercury, "molto impegnati". Aggiungete a questo la sua ammissione di essere di cattivo umore. "Sono molto agitato. Mentre prima mi è sempre stato dato il tempo di prendere le mie decisioni, ormai quasi tutti noi siamo così indaffarati che basta poco per avere uno scatto d'ira. Abbiamo sempre da discutere, ma penso che sia un buon segno perché si arriva alla radice delle questioni e si spreme il meglio da ogni situazione. Ma ultimamente sta accadendo spesso. Ovviamente devi sapere dove tracciare una linea e fermarti senza oltrepassarla. E il pubblico viene sempre prima di tutto. È una cosa banale da dire, ma voglio dire che ultimamente sto lanciando le cose, il che è un modo di essere molto lontano dalla mia natura. Qualche giorno fa ho scagliato un bicchiere contro qualcuno e così penso che diventerò pazzo nel giro di pochi anni, sarò uno di quei musicisti folli.”

E' a questo punto che comincio a farmi delle domande su Mercury. Sul palco si pavoneggia, mentre fuori dal palco è vanitoso ma comunque si rivela per essere una persona abbastanza carina. Durante la nostra conversazione l'unico argomento difficile da trattare è quello del rapporto dei Queen con la stampa:
"Penso che, in una certa misura, siamo un bersaglio perché abbiamo guadagnato popolarità più velocemente della maggior parte delle band e abbiamo parlato più di ogni altra band nell'ultimo mese, quindi è inevitabile che accadesse. Brevemente, posso dire che io sarei il primo ad accettare le critiche giuste e penso che sarebbe sbagliato se avessi ricevuto solo ottime recensioni. Ma è quando si arriva ad essere sleali e le recensioni disoneste rivelano che a scriverle sono state persone che non hanno fatto il loro dovere che rimango infastidito."

A differenza di molte band inglesi, i Queen hanno aspettato fino a quando era il momento giusto per iniziare ad esibirsi e al momento stanno suonando assieme ai Mott, una cosa che sicuramente attirerà grandi folle. Così il presente e il futuro sembrano ben assicurati e quindi non resta che informarsi sul passato come, ad esempio, su che tipo di background familiare ha un ragazzo come Mercury...?
"Appartenenti alla classe media. Ho avuto dei genitori che hanno investito un sacco di soldi su di me ed erano molto severi. Ho una sorella, ma ho vissuto in un collegio per nove anni e quindi non ho praticamente mai visto la mia famiglia e questo in fondo mi ha aiutato perché mi ha insegnato a badare a me stesso."

Collegio.... se dobbiamo credere alle storie che circolano su collegi, il comportamento brutale, il viavai omosessuali, è impossibile non farsi delle domande su Freddie Mercury. Ho affrontare l'argomento con lui:
"Sarebbe stupido dire che non c'è nulla di simile nei collegi. Tutte le cose che dicono su questi posti sono più o meno vere. Intendo il bullismo e tutto il resto. Ho avuto un maestro che mi inseguiva. Non è una cosa che mi ha scosso perché in qualche modo la scuola è solo un passaggio che lentamente rende consapevoli che si sta andando verso la vita."

Così eri tu il bel ragazzo che tutti volevano conquistare?
"Stranamente sì. Chiunque passiamo oltre questo. Mettiamola in questo modo, ci sono stati momenti in cui ero giovane e inesperto. E' una cosa attraverso cui si passa quando si è studenti. Ho avuto la mia parte di scherzi da studente. Ma non ho intenzione di approfondire ulteriormente l'argomento."


@Last_Horizon

Intervista a Peter Freestone sui duetti tra Freddie Mercury e Michael Jackson per Radio Prague del 7 Febbraio 2014

Per 12 anni Peter Freestone è stato l'assistente personale e amico di Freddie Mercury ed era con lui anche quando il cantante dei Queen è morto nel 1991. Dall'inizio del Duemila Freestone si è trasferito nella Repubblica ceca e lo abbiamo contattato questa settimana dopo che è stato confermato che i Queen pubblicheranno le tre tracce registrate da Freddie con Michael Jackson, nastri realizzati alla presenza proprio di Freestone. Ma prima di arrivare a questo, ho anche chiesto a Peter del suo lavoro precedente:
"Fondamentalmente ero impegnato 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana. Il mio compito era solo di essere lì per Freddie, di prendermi cura di lui."

Era divertente lavorare a stretto contatto con una stella del genere?
"Penso che il modo più semplice rispondere sia dire di si, era un lavoro, con tanto di guadagno ovviamente, ma in realtà mi ha concesso l'opportunità di vivere la vita di Freddie. E' stato incredibile. Ma ho davvero lavorato duramente. Ho fatto la spesa e sono andato alle aste per lui e, si sa, quella era la parte facile del lavoro.”

Ho letto che Freddie Mercury, come molte stelle, era una persona diversa lontana dal palco, e che era uno che apprezzava intensamente la propria privacy. È vero?
"Sì, molto. Anche quando invitava gli amici a Garden Lodge, la sua casa, gli ospiti sapevano che avrebbe interpretato il ruolo dell'intrattenitore. Poteva essere davvero se stesso solo quando c'erano quattro o cinque delle persone che sentiva più vicine. Ovviamente quando usciva da casa diventava ciò che il pubblico si aspettava da lui. Indossava una t-shirt, la giacca di pelle, i jeans, le scarpe da ginnastica e gli occhiali da sole e così diventava quello che ci si aspettava da lui."

Il Times e Rolling Stone hanno catturato l'attenzione dei fans questa settimana confermando che tre canzoni perdute registrate da Freddie 30 anni fa con Michael Jackson saranno pubblicate entro la fine dell'anno. Almeno una versione di una delle canzoni è già nota, mentre un'altra, intitolata Victory, non è stata mai sentita da nessuno. Ti sei mai chiesto come mai, essendo stato presente al momento della loro registrazione, queste canzoni non siano mai state rese pubbliche fino ad ora?
“Perché erano di proprietà di Michael e sono state registrate nel suo studio casalingo e quindi non mi aspettavo che avrebbero visto la luce del giorno. Ma sono molto contento che ciò accadrò. Due dei brani hanno avuto vari trattamenti da parte dei fans nel corso degli anni. State of Shock e There Must Be More to Life Than This sono entrambe state pubblicate anche se in forme forme diverse e quindi erano a disposizione di tutti. Una è finita sull'album dei Jacksons e una su quello solista di Freddie, ma la terza, Victory, è qualcosa che non è mai stata ascoltata prima. Ho ancora alcuni ricordi perché ero lì quando è stata registrata in studio. In realtà sul nastro originale, e non so se questo esiste ancora, ho suonato la grancassa. Solo che non è una grancassa: quella che si sente è la porta del bagno! Ho dovuto stare lì per cinque minuti e sbattere a tempo la porta del bagno! Quindi, sai, penso che sarà qualcosa che farà divertire le persone di godere, dovrebbe essere molto interessante."

Speriamo che sia rimasta incisa sul nastro!
"Spero di sì!" (ride)

Pensi che la pubblicazione della terza canzone potrebbe causare sensazione?
"Lo spero davvero. Naturalmente anche le altre due tracce riceveranno un trattamento diverso ora che i Queen sono coinvolti nella produzione. Sono sicuro che stanno prestando attenzione alla voce di Freddie e alla produzione di tutto il materiale. Sono dei perfezionisti e tutto deve essere perfetto. Ma credo che ne sarà valsa la pena aspettare."

Da dove è nato l'impulso per Freddie e Michal di lavorare insieme?
"La prima volta che ne ho sentito parlare è stata quando Michael è venuto ad uno spettacolo dei Queen al Forum di Los Angeles. Mi ricordo che parlava in un angolo con Freddie e John. Successivamente Freddie ha detto 'Eh! Michael dice che dovremmo fare qualcosa insieme perché ama ciò che ha sentito! Aveva ascoltato Another One Bites The Dust e ne aveva amato tutta l'atmosfera. Così Freddie disse 'che vuole incontrarci per registrare si può fare. Ah, ma non succederà mai, sono solo parole!'. Mesi dopo è arrivata una telefonata da Michael, perché aveva sentito che Freddie era a Los Angeles e così lo invitò a casa sua."

So che non fu un incontro proprio perfetto...
(ride)"So a che cosa ti riferisci. Beh, Michael se vi ricordate in quel momento nella sua casa a Encino aveva questo mini-zoo e i suoi animali preferiti al momento erano i lama. Dato che era estate a Los Angeles Freddie indossava una t-shirt bianca, jeans bianchi, scarpe da ginnastica bianche e dopo il giro nella tenuta si era ritrovato sporco di fango e pieno di schizzi. Michael inoltre ci ha portati in casa e nella sua camera da letto c'era una cosa così divertente: aveva un grande terrario con un grande serpente dentro. Per Michael era un grande amico e non abbiamo potuto fare a meno di notare che c'erano una quarantina di mattoni che mantenevano il coperchio del terrario ben chiuso, per assicurarsi che il serpente non potesse uscire!"

Questa è carina!
"Sì, è incredibile quello che può essere raccontato e tutti i piccoli fatti che ci sono dentro questa storia!"

Parliamo delle registrazioni: quando sono state fatte? in più giorni?
"No nello stesso giorno. Entrambi erano molto impegnati nel 1983 tra tour e dischi da incidere. Michael voleva Freddie per terminare State Of shock perché voleva inserirla nell'album dei Jacksons. Ma Freddie aveva poco tempo e non furono in grado di terminarla. Così Michael ha suggerito il nome di Mick Jagger per completarla e Freddie ha detto che quella era la sua musica e quindi non si è opposto alla decisione. Per motivi di tempo i due non erano in grado di mettere assieme del materiale nuovo."

In che modo le due voci messe assieme colpiscono? È forse perché si completano a vicenda?
"Credo perché erano così diverse e questo le faceva funzionare molto bene assieme. Se entrambi avessero avuto delle voci potenti, sarebbe sembrata quasi una sorta di gara. Hai usato la parola giusta: complemento. Le due voci funzionano molto bene insieme ed è come una conversazione.”

Sei stato con Freddie fino alla sua morte nel 1991. Volevo chiederti come è cambiata la tua vita dopo che alla fine sei finito qui nella Repubblica Ceca.
“Sono qui ormai da12 anni. Sì, la mia vita è cambiata dopo che Freddie è morto, ma se si pensa che di Freddie continuo a parlare dopo così tanto tempo è come se, pur non essendoci più fisicamente, la sua immagine, la voce e la sua personalità sono sopravvissuti. Era una persona unica e incredibile e ha scritto grande musica e c'è ancora un sacco di interesse attorno a lui e molte persone della nuova generazione mi chiedono tante cose di lui. Io faccio quello che posso per loro. Voglio dire, sono ancora coinvolto nella musica qui nella Repubblica Ceca, sono coinvolto in una cosa chiamata Rock Camp per i bambini di età compresa tra gli 11 e i 17 anni e ci riuniamo e facciamo musica, il che è incredibile. Sono anche coinvolto con un musicista ceco che ha una band e che mi ha convinto per la prima volta nella mia vita a credere che possono scrivere dei testi per delle canzoni. Quindi tutto quello che sto facendo oggi è merito di Freddie Mercury."

I Queen hanno ancora legioni di fans in tutto il mondo, ma ho letto che ci sono stazioni radio che non suonano più la musica di artisti che hanno più di 30anni! Questo non sembra accadere con le radio ceche, nelle quali la musica dei Queen sembra avere sempre un posto speciale per molti appassionati di musica.
"Una delle ragioni per cui mi sono trasferito nella Repubblica Ceca è a causa degli atteggiamenti della gente rispetto alla musica. In Gran Bretagna è molto ristretta. La gente, soprattutto i giovani, ascoltano solo ciò che viene detto loro di ascoltare. Hanno Mtv e stanno incollati a quella e credono che sia tutto lì. Qui, lo so, dopo aver incontrato un paio di volte Karel Gott, le persone ascoltano dall'età di 9 e fino ai 90 anni! In Inghilterra questo non accade. Qui nelle scuole ai bambini vengono insegnate cose su Janecek, Dvorak, Smetana, a differenza di ciò che accade in Gran Bretagna. Le persone qui sono pronte ad aprire le loro menti alla musica. Per quanto riguarda i Queen, sono così ben voluti perché la loro musica è veramente senza tempo . Se si ascolta oggi la loro musica è ancora fresca come 40 anni fa quando hanno cominciato. E' ancora fresca come lo era allora."

(Fonte:Radio_Prague)


@Last_Horizon

mercoledì 5 febbraio 2014

Intervista a Brian May sull'Express del 4 Febbraio 2014


Il chitarrista ha rivelato che lui e il batterista Roger Taylor sono vicini ad annunciare le nuove date del tour dei Queen. Taylor ha già lasciato intendere che la band quest'anno ha intenzione di riunirsi con l'ex concorrente di American Idol Adam Lambert e, parlando oggi a Londra in occasione del lancio di una campagna per raccogliere fondi per la vaccinazione dei tassi, il Dr Brian May ha anche detto che il gruppo è quasi pronto ad annunciare le date. Ha anche confermato che il film biografico sulla vita di Freddie Mercury, che sarà interpretato dall'attore Ben Whishaw, è in fase di realizzazione. Ma il chitarrista ha anche rivelato che sono a lavoro su un nuovo album dei Queen, che sarà caratterizzato da almeno tre brani inediti con Freddie Mercury alla voce. Descrivendo come ci si sente ad essere al lavoro su questo materiale ha dichiarato:


martedì 4 febbraio 2014

Queen: la recensione di Innuendo

Secondo alcuni sciamani esisterebbero delle particolari note in grado di alterare la struttura stessa della materia. Si dice, ad esempio, che le immense piramidi egizie siano state realizzate proprio sfruttando questa particolare tecnica e che gli stregoni sudamericani utilizzassero la musica per produrre stati di coscienza alterata. Oggi, in un modo molto più prosaico e terreno, la musica è impiegata come vera e propria terapia, capace di lenire il dolore e aiutare un paziente nel suo percorso di guarigione. Non so se tutto questo sia vero e se l'umanità abbia davvero smarrito una conoscenza sapienziale della musica. Ciò che so è che Innuendo mi si è dipinto addosso, come un tatuaggio dell'anima, i cui segni non procurano dolore ma solo un immenso piacere. Nel 1991 dei Queen sapevo ancora ben poco. Dopo The Miracle, Live Killer e A Night At The Opera ero ancora in una fase di “costruzione” della mia passione, quasi che dopo l'improvviso innamoramento avessi ancora bisogno della prova definitiva che quella fosse davvero la musica giusta per me. Ricordo che il pomeriggio del 4 febbraio di quell'anno ero in camera mia, la stessa da cui vi scrivo oggi, impegnato a studiare qualche lezione per il giorno dopo.

domenica 2 febbraio 2014

Queen: la storia delle BBC Sessions

La prima volta che mi sono imbattuto nelle leggendarie “BBC Sessions” avevo una quindicina d'anni e non esistendo ancora internet mi affidavo a giornali e radio per apprendere qualche informazione in più sulla mia band preferita. Hey, adesso non fatevi l'idea che lasthorizon sia un matusalemme, non sono ancora entrato nei fatidici “anta”, ma il confine è ormai prossimo e se mi guardo alle spalle mi rendo conto che la tecnologia corre come una lepre. Una volta scoprire qualcosa di nuovo sulla storia di un gruppo rock non era facile e indubbiamente c'era qualcosa di romantico nell'accaparrarsi un'informazione in più rispetto a quelle che venivano raccontate sulla stampa specializzata. Nel mio caso la fonte privilegiata fu una radio locale, Studio100 e un DJ, Camillo Fasulo che chissà, magari oggi è tra i miei lettori (sarebbe un onore). Camillo non lo sa, ma devo a lui la scoperta dei Queen anni '70. Ne ho già parlato in un precedente capitolo: inviai una lettera ad una trasmissione radiofonica e il buon Fasulo mise in piedi ben 2 special dedicati ai Queen (più tardi, sempre dietro mia richiesta ne avrebbe confezionato un altro sulle carriere soliste di Brian e Roger). La trasmissione partì con due brani da brividi: My Fairy King (nella sua versione originale) e Son & Daughter, quest'ultima tratta proprio da quel Queen at the Beeb uscito in quei giorni (siamo nel 1989 e avevo nella mia collezione appena un paio di LP). Ricordo con chiarezza cosa disse il DJ al termine del pezzo: “Magistrale, ma soprattutto direi regale esecuzione”. Quanto aveva ragione! Rimasi folgorato dall'emozione che una canzone suonata negli studi della BBC mi trasmetteva: ambiente intimo, senza pubblico, solo quattro immensi musicisti attorniati da tecnici a bocca aperta di fronte ad un'esecuzione incredibile.