lunedì 31 marzo 2014

Intervista a Brian May e Kerry Ellis per il The Times di Malta del 31 Marzo 2014


Il palco sul quale si esibiranno Brian May e Kerry Ellis è illuminato dalle candele, un approccio assai distante dall'enorme struttura sulla quale i Queen, nel loro ultimo tour ufficiale del 1986, diedero spettacolo davanti alle folli in delirio. Brian e Kerry, al contrario, si siedono su uno sgabello e affascinano con una splendida interpretazione di I Who Have Nothing, resa famosa da Shirley Bassey. Questa dimensione intimista è la caratteristica essenziale del Candlelight Tour. Ventotto anni dall'ultima apparizione di Mercury sul palco e a 23 anni dalla sua morte, il suo collega Brian May riesce ancora ad emozionare con il suo sound inconfondibile, anche se in questo caso usa una chitarra acustica.

"Sento più che mai di avere una visione migliore lavorando con Kerry," racconta Brian alla Domenica del Times di Malta. I Concerti a lume di candela hanno fatto da sfondo alle versioni acustiche che il duo propone sia dei classici dei Queen che di un certo numero delle canzoni che gli stessi Brian e Kerry amano di più. E non è certamente un concerto dei Queen, forse i due sono anche un abbinamento improbabile, ma è un qualcosa che funziona.

Seduti nelle loro camere d'albergo nella capitale lettone di Riga poche ore prima del concerto, May ed Ellis sono curiosi di saperne di più su Piazza Valletta di San Giorgio, che ospiterà il concerto di Sabato a Malta. E' la loro prima volta sull'isola, anche se il papà di Brian un tempo vi ha lavorato.

Sarà l'ultima data di questo tour per il chitarrista oggi 66enne e la talentuosa cantante inglese. Ma l'infaticabile Brian non ha alcuna intenzione di appendere la sua chitarra al chiodo. Si unirà infatti al batterista dei Queen Roger Taylor e al cantante statunitense Adam Lambert per un tour negli Stati Uniti che partirà il 19 Giugno e durerà un mese. Nel frattempo May è anche impegnato a lavorare su un album compilation con 2/3 registrazioni inedite dei Queen con Michael Jackson. E questo per non parlare del fatto che lui è anche un produttore, un attivista per i diritti degli animali, un astrofisico, un autore di libri e molto altro ancora.

"In realtà amo fare tutto questo. La musica è il mio primo amore. C'è così tanta libertà in questo tipo di spettacolo, siamo molto onesti sul palco e lo spettacolo è davvero informale. Io amo i Queen e sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto. Ma i Queen pretendono un grande impegno, davvero pesante. La pressione è molto impegnativa."

May non mostra segni di rallentamento, nonostante lo scorso Natale sembrava potesse avere problemi di salute piuttosto seri.

"Ho avuto una serie di problemi. Il corpo è come una macchina che quando non è possibile aggiustare si muore", dice ridendo.

Il suo umorismo nero è dovuto dal fatto che ha perso alcuni dei suoi amici e collaboratori più stretti in età precoce. Mercury a 45 anni, il batterista Cozy Powell a 50 anni e di recente il produttore dei Queen David Richards a 57 anni. May attraversa questi grandi dolori per spiegare come adesso sia felice della collaborazione con Kerry, notata per la prima volta durante il musical My Fair Lady e poi entrata nel cast We Will Rock You nel ruolo di Meat.

"Kerry è una cantante con una voce perfetta. E' stato fantastico trovare il materiale giusto per farne uso al massimo del suo potenziale. Ero emozionato. Non ho più Freddie. Sono stato in tour, mi piace cantare, ma io non sono un grande cantante. Assieme facciamo tutto ciò che ci emoziona. So esattamente come voglio che la sua voce venga fuori. Freddie riusciva a fare ogni volta meglio. E anche Kerry riesce sempre a fare qualcosa di meglio di quanto avrei mai immaginato."

Con un tono umile May respinge i suggerimenti che le folle mostrano semplicemente a vederlo esibirsi. Kerry ha un grande seguito, soprattutto in Gran Bretagna. Non c'è chiaramente nessun leader in questa collaborazione, così come spiegano loro stessi ridacchiando come due scolari entusiasti del successo.

Il set che propongono è una miscela di cover, tra cui Something dei Beatles e la Dust in the Wind dei Kansas, intervallate dai classici dei Queen. Il pubblico non si presenta ai loro concerti chiedendo solo canzoni dei Queen, sottolinea Brian.

"Le persone sono molto educate in questi giorni soprattutto perché c'è una comunità online. In passato era compartimentata, ma i social media hanno davvero cambiato le cose.”



Kerry descrive la sua collaborazione con Brian come un atto liberatorio, lontano dai confini imposti dal teatro musicale:

"E' una gioia lavorare così, ti fa sentire davvero a tuo agio e il pubblico ama questa formula. Ho imparato tanto da Brian. E' un privilegio."

Dopo 23 anni dalla morte di Mercury, perchè i Queen rimangono una delle band più durature e influenti di sempre? May dice che il merito è della qualità delle loro canzoni. Il fatto che i quattro membri della band fossero anche autori in costante concorrenza tra loro ha contribuito ad affinare le loro abilità:

"Siamo stati molto fortunati perché abbiamo trovato la capacità di amalgamarci tra di noi e con uno dei più grandi cantanti di sempre. Roger ed io , anche se litighiamo come cane e gatto, è uno dei più grandi batteristi del mondo ed è straordinariamente creativo. E John Deacon è stato il bassista perfetto."

Diversi critici non hanno risparmiato critiche ai due, accusando May e Taylor di aver abusato dell'eredità musicale dei Queen, usando il nome della band anche dopo il 1991:

"I nostri critici possono dire ciò che vogliono", dice il chitarrista con tono diplomatico. Ma con la certezza che gli album dei Queen continuano a vendere, May è determinato a continuare a suonare la sua chitarra il più a lungo possibile.

"Nella mia mente, naturalmente, non ci sono i Queen senza Freddie o John. Siamo solo io e Roger e stiamo facendo quello che sappiamo fare meglio. Suoniamo molto bene insieme. Non siamo bloccati nei nostri ricordi perché siamo in grado di reinterpretare le nostre canzoni con Adam Lambert, che è un grande cantante. Non passiamo assieme tutto il tempo, come sapete. Solo di tanto in tanto è bello tuffarsi indietro e dare ad un certo numero di persone esattamente quello che vogliono."

E la gente di tutte le generazioni vogliono ancora ascoltare i Queen. Il loro concerto a New York al leggendario Madison Square Garden è andato esaurito immediatamente. Se Mercury fosse ancora vivo, i Queen esisterebbero ancora o si sarebbero sciolti a causa dei continui battibecchi interni alla band?

"Abbiamo sempre lottato e probabilmente staremmo ancora combattendo. E' parte del processo creativo. Ma saremmo ancora in giro", dice sorridendo.

Gli ultimi due album dei Queen sono lodati perché hanno fornito uno sguardo introspettivo della band in un dato periodo della loro vita. Brian guarda nel nulla quando gli viene chiesto di spiegare la storia dietro un pezzo Mother Love, l'ultima canzone cantata da Freddie pochi giorni prima della sua morte e completata post- mortem.

"E' stata una situazione strana. Freddie era davvero molto malato ma ci sono stati momenti in cui stava un po' meglio e poteva sostenere lo sforzo di cantare. Ma era sempre pronto ad aiutare e questo è quello che lo faceva sorridere. Freddie amava Wicked Game di Chris Isaac e mi disse che voleva una canzone simile. Avevo un'idea in testa e l'ho messa giù. E' nata proprio sotto l'impulso del momento. Ho scritto il testo sul retro di un pezzo di carta e volevo cantarla per lui e ne realizzai un demo. Freddie sorseggiare la sua vodka e chiedeva sempre più testi da cantare e diceva 'Così potrete pubblicarle quando me ne sarò andato'. Era completamente concentrato su questo. Sapeva che non aveva più molto tempo a disposizione, così abbiamo realizzato il pezzo con una certa tonalità ma lui diceva che dobbiamo andare più in alto, più in alto. E' stato incredibile. Mother Love esprimeva un concetto: mentre tutti siamo in cerca dell'amore, forse quello che stiamo cercando veramente è l'amore che abbiamo ricevuto da nostra madre, perché è qualcosa che non potrà mai essere ritrovato in nessun altra donna. Ma naturalmente stavamo anche pensando dove Freddie stesse andando e dove alla fine andremo tutti."

Brian ha anche scritto il classico The Show Must Go On, una canzone piena di allusioni alle condizioni di Freddie, che molti interpretano anche come il canto del cigno dello stesso Mercury. Tutti e quattro i membri dei Queen custodiscono il loro lavoro e così facendo spesso tendono a schermare e nasconddere il vero significato dietro le canzone.

“Quando ascolti una canzone hai la tua storia in mente e non devi necessariamente condividerla con le persone con cui stai lavorando. Generalmente ci sono una serie di strati. Ma abbiamo anche cercato di parlare tra di noi un po' di più di quello che volevamo che la musica dicesse quando abbiamo capito quali fossero le reali condizioni di Freddie. Lui era consapevole che il suo tempo stava per scadere, e c'era ancora uno strato che non avevamo penetrato. Ma non ci siamo seduti a discutere su come comporre una canzone sulla morte. Ho avuto questa idea di un clown triste, ma che aveva sempre un sorriso sul proprio volto. A Freddie è piaciuto. The Show Must Go On è una lunga storia. Ho potuto sentire questa cosa in modo ciclico."

Anni dopo la morte di Mercury, l'eredità dei Queen è stata ulteriormente curata in grande stile dal musical We Will Rock You, che ha introdotto la band ad una nuova generazione. Nonostante sia stato duramente stroncato dalla critica, il musical sta per chiudere solo adesso, dopo ben 12 anni. May ammette che è triste vedere il sipario calare sullo spettacolo:

"E' un peccato, ma si deve andare avanti, anche se sono sicuro che tornerà a un certo punto. La verità è che eravamo vincolati. E' costoso da gestire, anche se abbiamo fatto una quantità enorme di denaro. Ma se il pubblico inizia un po' a calare questo si ripercuote negativamente su tutto."

Mentre il musical ha anche aiutato Kerry Ellis a diventare una stella, May ammette che ci potrebbe essere un altro progetto in cantiere con il co-autore Ben Elton.

...continua

(Fonte: www.brianmay.com)

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sabato 29 marzo 2014

Intervista a Jer Bulsara, la mamma di Freddie Mercury, per il Telegraph dell'8 Settembre 2012

La madre di Freddie Mercury sta guardando la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra, quando l’immagine del suo adorato figlio improvvisamente appare sullo schermo gigante presente allo stadio. “Non ho potuto fare a meno di gridare: Oh, mio caro ragazzo, dove sei? Mi manchi così tanto“. Poi sul volto di Jer si dipinge un sorriso impertinente: “Hanno fatto vedere anche delle immagini di John Lennon, ma per il mio Freddie l'applauso è stato molto più forte”. E' con queste parole che la mamma di Freddie esordisce nell'intervista esclusiva che ha concesso al Telegraph all'indomani della chiusura delle Olimpiadi del 2012, la cui cerimonia ufficiale ha visto alternarsi su palco grandissimo nomi della musica, compresi Brian May e Roger Taylor nella performance più bella e toccante, con il pubblico rapito dai vocalizzi di Freddie del leggendario concerto di Wembley '86. Freddie, il cui vero nome era Farrokh Bulsara, è morto nel 1991 per le complicazioni dovute all’aids, ma per sua mamma Jer, ormai quasi 91 enne, il figlio è in qualche modo ancora vivo anche grazie all'immensa e continua popolarità raggiunta. Inevitabilmente quando si parla di lui la voce della sua mamma è ancora rotta dall’emozione.

“Non mi sembra morto da così tanto tempo. La sua presenza vive nell'immenso amore dei fans che ancora oggi lo venerano, sebbene nessun amore sarà mai grande come quello di sua madre”, dice la signora Bulsara, che vive in un appartamento con tre camere da letto a Nottingham. E' una donna piccola è un po’ curva, ma la sua mente è forte e gli occhi gentili brillano quando si parla del suo ragazzo. A darle forza è anche la sua fede zoroastriana, che continua a praticare nella riservatezza che ne ha sempre contraddistinto lo stile di vita. Se ha deciso di rompere il silenzio è perché, oltre all'esibizione dei Queen per le Olimpiadi, il 2012 ha visto anche l'uscita del documentario “Freddie Mercury, The Great Pretender” e dell'omonimo libro fotografico, che la stessa Jer sfoglia durante l'intervista, ripercorrendo con lo sguardo la carriera e la vita da rock star di Freddie. Si può solo immaginare quanto sia stato difficile per dei genitori così religiosi accettare lo stile di vita così sopra le righe com'era quello del figlio, divenuto ad un certo punto anche dichiaratamente gay in un'epoca nella quale pregiudizi e difficoltà erano davvero enormi. Ma per fortuna l’amore ha superato tutto e Freddie ha sempre cercato di proteggere la propria famiglia evitando che su di essa potessero accendersi gli irriguardosi flash della stampa scandalistica. Di fatto il cantante dei Queen è stato per molti anni un mistero proprio dal punto di vista delle sue origini, e solo dopo la sua morte anche i fans ne hanno potuto conoscere dettagli rimasti fino ad allora gelosamente custoditi dallo stesso cantante. E' la stessa Jer a rivelare che il figlio ha sempre mantenuto un certo distacco tra il suo lavoro e la famiglia. “Era gentile e molto rispettoso dei suoi genitori”. Il papà di Freddie, Bomi, cassiere dell’ex British Colonial Office, il ministero delle Colonie Britanniche, è morto dieci anni fa all’età di 95 anni.


Naturalmente il cantante non ha mai affrontato in famiglia il tema della propria sessualità, né della malattia che lo ha colpito: “Freddie ci ha protetti non discutendo mai di certe questioni. Probabilmente oggi sarebbe molto diverso, ma allora per lui sarebbe stato davvero molto difficile confidarci certe cose e noi abbiamo rispettato i suoi sentimenti”. Quando il cantante stava per morire la mamma è andata ovviamente a fargli visita più volte. ”Non serviva parlarne. Sapevo che era molto malato”. Freddie era nato a Zanzibar nel 1946, mentre gli studi giovanili lo hanno portato a frequentare un College in India a partire dall'età di otto anni. “Abbiamo sempre cercato di instillare in lui dei buoni, come il rispetto della famiglia e a dare il 100% nelle cose che faceva, e anche se non era religioso, ha rispettato i nostri insegnamenti”. La fede zoroastriana crede in un Dio invisibile e si fonda su tre principi fondamentali: buoni pensieri, buone parole e buone azioni. Freddie ha sempre amato cantare e ha creato la sua prima band quando aveva 12 anni. Nel 1964, a seguito dei moti rivoluzionari che investirono l'isola di Zanzibar, la sua famiglia, compresa la sorella Kashmira, decise di rifugiarsi nel Regno Unito e di stabilirsi in una una villetta a schiera a Feltham, nel Middlesex. Quel cambiamento segnò un momento fondamentale nella vita del giovane Freddie. Ovviamente Jer e Bomi ambivano per il figlio una vita tranquilla e un posto di lavoro sicuro: “La maggior parte dei componenti della nostra famiglia sono avvocati o commercialisti, ma Freddie insisteva nel dire che non era abbastanza intelligente e che voleva suonare e cantare. Mio marito ed io abbiamo sempre pensato che fosse una fase di transizione e che, una volta cresciuto, sarebbe presto tornato in sé e avrebbe fatto studi adeguati. Ovviamente non è successo”. Freddie, infatti, ha frequentato l’Ealing Art College, dove ha conseguito un diploma in arte e design grafico, dove ha potuto mettere in mostra una certa bravura nel disegno e nelle arti grafiche in genere, divenute poi parte integrante delle attività dei Queen: ”Ho provato grande tristezza quando Freddie ha deciso di lasciare la nostra casa per trasferirsi in un appartamento nella zona ovest di Londra“, ricorda Jer. Il fatto è che all'epoca, nella piccola realtà di Feltham Freddie non riusciva ad esprimere appieno le proprie potenzialità e di questo la madre ne era consapevole: “Ha sempre amato tanto la mia cucina, in particolare i dahls, un piatto agro-dolce a base di carne macinata e biscotti al formaggio. Quando Freddie divenne famoso e aveva gente a cena a volte mi chiedeva di prepararli per i suoi ospiti. Era così generoso, troppo credo. Un giorno mi ha comprato un set completo di posate in argento antico. Naturalmente non l'ho mai usato perché era troppo elegante. Ci ha anche invitati a casa sua per provare la cucina del suo cuoco personale. Io avevo l'abitudine di andare in cucina per dare un mana, ma Freddie insisteva nel dirmi che dovevo restare seduta e rilassarmi”.

Freddie ha avuto innumerevoli amanti, ma la sola persona che ha definito l’amore della sua vita è stata Mary Austin, conosciuta attraverso Brian May quando lei aveva solo 19 anni e lavorava come PR per la boutique Biba, nei primi anni settanta. Sono stati insieme per sette anni e Freddie l'ha descritta anche pubblicamente come la propria convivente, sottolineando che era l’unica persona che ha veramente amato. A prova di ciò a Mary ha destinato gran parte dei propri averi, compresa l'amatissima casa di Garden Lodge, oltre al 25% dei proventi dei diritti d'autore delle sue canzoni. Di Mary Jer ha un ottimo ricordo: “Lei era molto bella e spesso veniva da noi a pranzo. Avrei voluto che Freddie si sposasse con lei e avessero avuto una vita normale, con i bambini. Quando hanno deciso di interrompere la loro relazione sapevo che sarebbero rimasti comunque uniti e infatti sono rimasti amici fino alla fine. Da quando lui è morto però non l'ho più vista. Ma sono felice che Freddie le abbia lasciato gran parte della propria eredità. Mary era per noi un membro della nostra famiglia e lo è ancora oggi”. Mary che oggi ha due figli, Richard, che Freddie conosceva, e Jamie, nato poco dopo la sua morte vive ancora nella splendida villa di Freddie, meta di costante pellegrinaggio da parte dei fans.

Nel giro di un paio d’anni dalla morte di Freddie, ci sono stati notevoli progressi nel campo della medicina e nel trattamento dell’infezione da hiv e alcuni credono che se avesse resistito un po’ di più, forse avrebbe potuto salvarsi. Ma la signora Bulsara ha un approccio più filosofico su questo argomento: “Quel giorno del 1991 fu tristissimo, ma secondo la nostra religione, quando è il momento giusto non si può cambiare e devi accettare di dover andare. Dio lo amava di più e lo voleva con lui e questo è ciò che tengo sempre bene a mente. Nessuna madre vuole vedere morire il proprio figlio ma, non posso dimenticare che nella sua breve vita ha fatto di più per il mondo di quanto non sarebbe riuscito a fare se fosse vissuto anche cento anni. Dopo la sua morte ci mancava così tanto che io e mio marito abbiamo deciso di trasferirci a Nottingham, dove mia figlia Kashmira viveva con il marito Roger, in modo da poter essere vicini ai nostri due nipoti. Qui mi sento felice e tutte le belle cose che accadono attorno al nome di Freddie mi danno grande conforto. Ci sono così tante tribute band che lo omaggiano e sono stata circa sei volte a vedere il musical We Will Rock You”. La signora Bulsara è particolarmente colpita dal libro The Great Pretender, che contiene fotografie di Freddie che ne ripercorrono la vita da quando aveva sei mesi fino a poco prima della sua morte. Il libro contiene anche un cd con un'intervista al cantante risalente agli anni '80. Il viso di Jer si illumina ogni volta che scorre le pagine e il suo sguardo incontra un'immagine del figlio: "Come madre penso: che cosa è questo?", dice ridendo e indicando un abito particolarmente sgargiante. “Spesso gli ho detto che non mi piacevano i suoi vestiti e ho cercato di convincerlo a tagliare i capelli, ma mi spiegava che era una cosa che devi fare quando sei nel mondo del pop e così a poco a poco ho imparato ad accettarlo. Ma, qualunque cosa facesse o indossasse, ho sempre visto in lui il bambino che conoscevo e che sapevo essere dentro di lui”.

giovedì 27 marzo 2014

J-Ax a The Voice "Quando sento i Queen mi faccio una doccia e brucio i vestiti che indosso"


"Quando ascolto una canzone dei Queen, brucio i vestiti che indosso e mi faccio una doccia per purificarmi". E' con questa frase shock che ieri sera J-Ax ha accolto la performance al piano forte di uno dei concorrenti di The Voice, il talent show in onda ogni mercoledì su Raidue. Per chi fosse poco avvezzo al genere, il programma funziona così: ogni concorrente si presenta sul palco di fronte a quattro giudici voltati di spalle, inizia a cantare e se la sua performance risulta gradita, i giudici possono voltarsi esprimendo così il proprio favore. The Voice non è (ovviamente) un format italiano. Sono anni che la tv tricolore ha smesso di produrre spettacoli originali, preferendo affidarsi a pacchetti pre-confenzionati da altri: poca fatica e tutto grasso che cola se gli ascolti ti danno ragione. Questa a quanto pare la filosofia della televisione pubblica. J-Ax ha sostituito il ben più affermato Riccardo Cocciante, evidentemente stufo di dover "dare le spalle" alla musica o a chi ha il coraggio di salire su un palco già in partenza ostile. Ed è proprio questa caratteristica ad infastidire i più, tanto che The Voice ha non ha certo lo stesso appeal di talent come X-Factor o American Idol, che nei paesi di origine spopolano e anche qui da noi (il primo evidentemente) è riuscito negli anni a regalare qualcosa di buono.

mercoledì 26 marzo 2014

La lezione dei fans di Adam Lambert

I fans di Adam Lambert sono sfortunati. Assieme al loro beniamino saranno costretti a vivere l'impossibile confronto con Freddie Mercury. Non hanno alcuna speranza ovviamente, perché Freddie è una leggenda e non ci sarà mai un cantante come lui, né dal punto di vista vocale né della performance sul palco. Non è un'offesa nei confronti di Adam, ma una semplice presa di coscienza dell'inevitabile. Eppure.... eppure i cosiddetti “glamberts” (spero di non aver sbagliato) si sono gettati a capofitto con Adam in questa impresa titanica, con l'entusiasmo tipico che deriva da quel briciolo di incoscienza misto alla voglia di dimostrare a se stessi e al mondo che il nome di Adam Lambert merita di entrare nell'olimpo dei grandi. Forse anche questa è una missione impossibile, come sempre ai posteri l'ardua sentenza, ma il crederci, il provare a farcela è già di per sé una vittoria.

lunedì 24 marzo 2014

Breaking News: Queen + Adam Lambert Announce Additional Dates / Aggiunte nuove date al tour americano


Due to overwhelming demand, five additional shows have been added to the Queen + Adam Lambert summer tour. Tickets for the newly added dates will be on sale beginning Saturday, March 29 at 9am local time through the Live Nation mobile app and at Livenation.com. American Express Card Members can purchase tickets before the general public beginning Monday, March 24 at 10am local time in the USA and Wednesday, March 26 at 10am local time in Canada. Facebook pre-sale will begin on Wednesday, March 26 at 10am local time in the USA and Thursday, March 27 at 10am local time in Canada. Tickets for the previously announced dates are on sale now.

sabato 22 marzo 2014

Intervista a Freddie Mercury su Joepie Magazine del 1974


Con il loro singolo Killer Queen per la prima volta in cima alle classifiche, le aspettative del pubblico sui Queen sono molto alte. I maggiori specialisti in questo campo prevedono che i Queen faranno lo stesso percorso dei Led Zeppelin. Ma non sempre la gente ha pensato questo sui Queen. Per un lungo anno sono stati ignorati dalla stampa e non hanno ottenuto alcun passaggio né in radio né alla televisione. Quella è stata proprio un osso duro per i componenti dei Queen! Abbiamo parlato di questo e dei loro progetti futuri nel corso di una breve conversazione con il cantante Freddie Mercury.

“E' davvero strano come gli specialisti si sono improvvisamente dedicati a noi. Fino a quando il nostro terzo album Sheer Heart Attack non è stato pubblicato, ci hanno ignorati o hanno cercato di danneggiarci. Non abbiamo mai avuto alcuna critica costruttiva. Grazie a Dio non ce ne siamo mai curati. Abbiamo continuato a lavorare con lo stesso coraggio e lo stesso entusiasmo che avremmo nutrito se le critiche fossero state a nostro favore. Il pubblico ha sempre reagito e ci ha supportato molto bene, ci ha trascinato in alto. La stampa nemmeno sapeva chi eravamo! Da qualche tempo abbiamo respinto le interviste di Melody Maker e del New Musical Express. All'inizio hanno scritto le cose più terribili su di noi e hanno stravolto le nostre dichiarazioni. Abbiamo rifiutato di rilasciare loro interviste per un anno. Molto spesso gli amici ci hanno detto di aver inviato dei giornalisti free-lance per intervistarci e ogni volta si sono ritrovati davanti ad una porta chiusa. Ora che con il nostro album e il singolo siamo al primo posto della top 30, sono obbligati a prenderci sul serio.”

Come ti spiega queste reazioni della stampa?
“In Inghilterra gli esperti che scoprono le band amano essere adulati. Quando abbiamo pubblicato il nostro primo album, abbiamo avuto un sacco di fans che hanno fatto si che l'album entrasse nelle classifiche. Per la stampa fu un fatto compiuto, ma senza mai scrivere una parola su di noi abbiamo scalato la cima. Non potevano sopportarlo. Le spingono loro le band sai? Non abbiamo mai avuto uno scontro con i giornalisti. Erano semplicemente furiosi perché abbiamo venduto i nostri album senza il loro coinvolgimento. Grazie a Dio in altri paesi non funziona così.”

Sul palco sembri essere aggressivo. Sei così anche nella vita di tutti i giorni?
“Niente affatto. Io sono un tipo morbido. Sul palco provo una sorta di trasformazione per l'influenza che la musica esercita su di me. Amo il nostro repertorio e me ne faccio coinvolgere. Siamo molto fortunati ad avere una casa discografica che non cerca di costringerci in una certa direzione. Io vivo il palco e le sensazioni che provo su di esso. Quando canto una canzone lenta posso sentirmi malinconico, ma se la musica è aggressiva mi pompo in modo da diventare a mia volta più aggressivo e il pubblico sperimenta questi cambiamenti nello stesso modo.”

Molti vi paragonano ai Led Zeppeli, o agli Yes e ai Beatles.
“Si dice che supereremo i Led Zeppelin, ma questa non è la nostra intenzione. Il nostro intento è quello di superare noi stessi. Naturalmente speriamo di avere successo in tutto il mondo, ma non credo che ci può confrontare con quelle band, tranne che per il fatto che cerchiamo di mettere le loro qualità tutte assieme, ovvero: la tecnica di registrazione dei Beatles, la potenza dei Led Zeppelin e il suono perfetto degli Yes. Prendiamo questi paragoni come un complimento, perché non sono gruppi di poco conto. Nessuno mai ci ha accusati di copiare dalle band, e questo è un bene. Scrivo un sacco di composizioni e odierei se facessero dei confronti col lavoro di altri.”

Qual è al momento il grande desiderio dei Queen?
“Il successo mondiale, naturalmente. E non mi riferisco al fatto di essere circondati da persone isteriche ovunque andiamo, ma il rispetto e l'entusiasmo per le cose che facciamo. Abbiamo notato che il nostro pubblico è molto grande. Abbiamo i patiti ai nostri concerti, ma anche gli snob, senza dimenticare gli adolescenti e gli adulti che vogliono ascoltare la nostra musica. Con tutte queste persone e il loro sostegno speriamo di poter fare molto di più. Per noi Sheer Heart Attack è il primo passo in quella direzione. Siamo pieni di idee e speriamo di poter lavorare presto su un prossimo album.”


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Brian May e Kerry Ellis, live at The Great Hall, Palace Of The Republic, Minsk, Bielorussia del 21 Marzo 2014


Uno degli aspetti che da sempre entusiasmano di più i Queen è la possibilità di andare in tour in posti mai visitati prima e proporre ad un pubblico nuovo la loro musica. E' quello che è successo poche ore fa a Minsk, in Bielorussia dove Brian e Kerry hanno proposto il loro set acustico per un'altra tappa nell'Europa dell'Est del loro Candlelight Tour. Questa la setlist completa:

I Who Have Nothing
Butterfly
Dust in the Wind
Somebody To Love
Tell Me What You See
Nothing Really Has Changed
The Way We Were
Something
So Sad
'39
The Kissing Me Song
I'm Not That Girl
If I Loved You
Last Horizon
Love Of My Life
I Can't Be Your Friend
Is This The World We Created....?
Tie Your Mother Down
No-One But You
We Will Rock You
Crazy Little Thing Called Love

Dal suo sito ufficiale e da Twitter Brian ha espresso tutta la sua gratitudine per l'accoglienza ricevuta, dichiarandosi fortunato di aver potuto suonare per la prima volta in Bielorussia e, in generale, dell'esperienza vissuta in questi giorni nell'ex blocco sovietico. La musica dei Queen e la collaborazione artistica con Kerry hanno vinto ancora una volta.

(Fonte: www.brianmay.com)


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giovedì 20 marzo 2014

Breaking News: Arriva Fun On Earth di Roger Taylor in vinile per il Record Store Day


E' l'evento che da alcuni anni prova ad accendere i riflettori sulla musica di un tempo e soprattutto sulla realtà ormai quasi scomparsa dei negozi di dischi, dove ognuno di noi poteva entrare, respirare i dischi e fare le proprie scelte, magari consigliato dal negoziante di fiducia. Al Record Store Day 2014 partecipa anche Roger Taylor con la pubblicazione in edizione limitata del suo ultimo album, Fun On Earth, su doppio vinile, con una tracklist che comprende anche le extra tracks originariamente non pubblicate sull'edizione cd (erano invece presenti nell'ambito del box antologico The Lot).

Vinile 1

Side A
1. One Night Stand!
2. Fight Club
3. Be With You
4. Quality Street

Side B
1. Sunny Day
2. Be My Gal (My Brightest Spark)
3. Say It’s Not True
4. Small

Vinile 2

Side A
1. Up
2. Smile
3. I Don’t Care
4. Dear Mr. Murdoch

Side B
1. I Am A Drummer (In A Rock ‘n Roll Band)
2. The Unblinking Eye
3. Whole House Rockin’

Fun On Earth è prenotabile al prezzo di 30 euro sullo store ufficiale di Queenonline, al seguente indirizzo:


Acquistandolo con questa modalità sarà anche possibile partecipare ad un concorso che mette in palio una copia autografata da Roger del testo di Heaven For Everyone.

Altre notizie sul Record Store Day le trovate sul sito ufficiale dell'iniziativa:




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mercoledì 19 marzo 2014

Brian May e Kerry Ellis, live at Riga Arena, Riga, Lettonia del 18 Marzo 2014


Prosegue per Brian e Kerry l'opera di conquista dell'Europa dell'Est e dopo la splendida performance di Mosca, ieri sera sono saliti sul palco dell'Arena di Riga in Lettonia, dove hanno tenuto il loro consueto show, tra gli applausi e i flash del pubblico

I Who Have Nothing
Butterfly
Dust in the Wind
Born Free
Somebody to Love
Tell me what you see
Nothing Really has changed
The Way we were
Something
So Sad
'39
Kissing me Song
I’m not that Girl
If I loved you
Last Horizon
I Can't Be Your Friend
Is This The World We Created....?
Tie Your Mother Down
No-One But You
We Will Rock You
Crazy Little Thing Called Love


@Last_Horizon

lunedì 17 marzo 2014

Brian May e Kerry Ellis, live at Crocus City Hall, Mosca del 16 Marzo 2014


Dopo l'annuncio del tour dei Queen in America con Adam Lambert, la chiusura (da me preannunciata con una settimana di anticipo rispetto alla nota ufficiale) del musical We Will Rock You e l'avvio delle prevendite dei biglietti per gli show estivi della band, è tempo per Brian e Kerry di ripartire con il loro Candlelight Tour. Dopo l'esperienza inglese, il duo è sbarcato a Mosca dove hanno regalato il loro ormai classico spettacolo acustico ad una platea entusiasta. Rispetto alle precedenti date, stavolta il materiale fotografico e video non manca, ovviamente in attesa di poter acquistare il dvd/bluray del Live at Montreux, che vi ricordo uscirà a fine mese ma è già in pre-ordine su amazon UK (vi sconsiglio quello italiano per il momento, dato che il bluray è di importazione ad un costo realmente esorbitante). Questa la setlist proposta per la Russia:

I Who Have Nothing
Butterfly
Dust in The Wind
Born Free
Somebody to Love
Tell me what you see
Nothing Really has changed
The Way we were
Something
So Sad
'39
Kissing me Song
I’m not that Girl
If I loved you
Last Horizon
Is this the World We Created...?
Tie Your Mother DownNOBY
We Wil Rock You
Crazy Little Thing Called Love

@Last_Horizon


sabato 15 marzo 2014

Intervista a Freddie Mercury su Melody Maker del 21 Dicembre 1974

Non c'è niente di peggio per l'industria dell'intrattenimento della mancanza di nuovi eroi, nuove stelle del cinema ad esempio capaci di succedere a star come Marilyn Monroe e Clark Gable, oppure icone pop da incoronare come i nuovi protagonisti della musica. Poi, proprio quando tutto sembrava ormai perduto e la prognosi nefasta inevitabile, ecco comparire in un lampo abbagliante Freddie Mercury. Improvvisamente abbiamo scoperto in mezzo a noi un personaggio esotico e donchisciottesco, capace di scrivere alcuni dei più grandi inni rock'n'roll ascoltati nell'ultimo decennio. Freddie, noto per la sua meticolosa attenzione ai dettagli, convinto del proprio inevitabile successo, ha pagato i propri debiti per conquistarsi il posto che gli compete. I Queen (Brian May - chitarra, John Deacon - basso e Roger Taylor - batteria) hanno passato quattro anni ad esaminare la scena musicale per costruire la propria frenetica corsa verso la vetta, nonostante il generale scetticismo che li ha circondati agli inizi della loro carriera. Tuttavia, con la pubblicazione di Sheer Heart Attack, tutti i dubbi, anche quelli più veementi con cui i critici hanno attaccato i Queen per i loro primi due album, sono stati spazzati via da un entusiasmo sfrenato. Freddie indossa pantaloni di raso grigio stretti, una camicetta color crema e una giacca scarlatta in stile vittoriano. I suoi capelli sono simili al manto di un cormorano nero, e negli occhi ha una luce che fa risaltare il color ebano delle iridi, mentre il suo sorriso rivela una fila di denti bianchi come perle che sembrano pronti a tuffarsi sul pasto fatto di piccoli hamburger che la cameriera gli ha appena servito. Con la punta dello stivale bianco sfiora il tappeto e segue il ritmo del mio tamburellare con la penna sul tavolo e per un attimo mi chiedo ansiosamente se non stia per affrontare un'intervista con una primadonna infastidita da ciò che la circonda. “Ma no,” mi dice “Mercury non è il mio vero nome, cara. L'ho preso da Plutone" aggiunge per colorire il discorso con una delle sue strambe affermazioni. Ma la sua dolcezza rompe il ghiaccio e posso fargli la prima domanda.

Quando hai formato i Queen hai deciso di puntare da subito piuttosto in alto:
"Ecco. L'intero gruppo ha fin da subito mirato al primo posto. Non ci volevamo accontentare. Questo è quello a cui stiamo cercando di arrivare. So per certo che otterremo molto dalla nostra musica, siamo abbastanza originali e ora lo stiamo dimostrando", mi spiega con insolita veemenza.

Dovete aver avuto un sacco di fiducia in voi stessi!
"Devi avere fiducia in questo business. È inutile dire che non ne hai bisogno. Se inizi dicendo a te stesso che forse non sei abbastanza bravo, allora faresti meglio ad accontentarti del secondo posto, e questo per noi non va bene. Se ti piace la ciliegina sulla torta, devi essere convinto di poterla raggiungere. Ero un bambino precoce, miei genitori pensavano che il collegio mi avrebbe fatto bene così mi hanno mandato via quando avevo sette anni, cara. Guardo indietro al mio passato e credo che sia stato meraviglioso. Si impara a prendersi cura di se stessi e ad assumersi le proprie responsabilità.”

Provieni da una famiglia ricca quindi?
"No, non eravamo così benestanti come la gente pensa. Eravamo borghesi, ma suppongo di aver dato l'impressione di essere benestante. Mi piace dare questa idea. Lo faccio ancora adesso. Fa tutto parte di come ti senti e del progetto da portare avanti."

Freddie ha lasciato il collegio quando aveva 16 anni. Ha studiato pianoforte classico, raggiungendo il quarto livello, ma essendo un ragazzo dalle spiccate doti artistiche, i suoi genitori lo hanno incoraggiato a sviluppare questo talento creativo.
"Sono andato all'Ealing Art School l'anno dopo Peter Townshend. La musica era un'attività collaterale rispetto a tutto ciò che ho fatto. La scuola era un terreno fertile per i musicisti. Ho ascoltato Hendrix, davvero. Ho ottenuto il mio diploma e poi ho pensato alla possibilità di diventare un artista freelance e ci ho provato. L'ho fatto per un paio di mesi, ma dopo un po' di tempo ho pensato che ne avevo abbastanza. L'interesse non c'era. E la sola cosa che mi interessava davvero era la musica, una cosa che cresceva e cresceva. Alla fine mi sono detto che se dovevo fare qualcosa, questa era la musica. Io sono una di quelle persone che crede che bisogna fare le cose che ti interessano per davvero. La musica è così interessante, cara."

Sei sempre stato così portato a calcare il palco?
“Be', per essere onesti, suonando di continuo diventa abbastanza facile in realtà. Non mi ci vuole molto. Voglio dire, so che sembra presuntuoso e ci possono essere un sacco di battute d'arresto e un sacco di tensioni e nervosismi, ma non così tanti come pensavo. Ora siamo una band che la gente vuole vedere ed essere solo un gruppo di supporto è stata una delle esperienze più traumatiche della mia vita.”

Sembra che i Queen abbiano comunque pagato il loro prezzo per il successo. Brian ha abbandonato il primo tour americano a causa dell'epatite e Freddie è stato afflitto da problemi alle corde vocali. "Lo ammetto, sento i postumi del tour. Abbiamo appena finito quello britannico la scorsa notte e mi sento come se avessi fatto una maratona ogni sera. Ho lividi dappertutto. Però è la musica che conta."

E ora, per quanto riguarda l'orizzonte del vostro successo? Vi tiene svegli la notte?
"Molto spesso ho incubi abbastanza viziosi, come l'altra sera poco prima del concerto al Rainbow. Stavamo dormendo all'Holiday Inn e ho sognato di essere uscito sul balcone dell'hotel e all'improvviso è crollato tutto ed io mi sono ritrovato sul marciapiede. Ero davvero pietrificato quando mi sono svegliato la mattina, mentre Roger ha questo incubo in cui beve una bottiglia di Coca-Cola, rompe la bottiglia e si ferisce gravemente col vetro. Sogni ridicoli come queste sono causati dalla tensione che si accumula."

Con tutta l'energia che metterete per il tour in Europa e in America nei prossimi mesi, avrete ancora il tempo per scrivere?
“Io non sono di quelli che si siedono al pianoforte e decidono che quello è il momento per scrivere una canzone. E' molto difficile da spiegare, ma ci sono sempre varie idee che mi passano per la testa. Killer Queen ad esempio è stata una canzone davvero molto differente dai miei soliti standard, perché di solito scrivo prima la musica e poi le parole. Ma nel caso di Killer Queen è venuto prima il testo assieme allo stile sofisticato che ho voluto mettere nella canzone. No, non ho mai incontrato per davvero una donna come quella che descrivo nella canzone. Molte delle mie canzoni sono di fantasia. Posso immaginare ogni tipo di cose. Questo è il tipo di mondo in cui vivo ed è un mondo molto sgargiante, ed è questo il modo con cui scrivo e mi piace.”

Dovrete prendervi del tempo per scrivere nuove canzoni?
"Dipende. Sheer Heart Attack l'abbiamo scritto in due settimane, anche se avevamo del tempo visto che Brian era bloccato in ospedale.”

Avverti la pressione di dover comporre canzoni nuove?
“Killer Queen l'ho scritto in una notte. Non sto facendo il presuntuoso o altro, ma semplicemente è andata proprio così. Per altri brani invece c'è voluto più tempo. The March Of The Black Queen, ad esempio, ha richiesto più tempo. Ho dovuto dare tutto e spremermi al massimo. Ma con Killer Queen ho scarabocchiato le parole un sabato sera e la mattina dopo avevo tutto pronto per lavorarci. E' stato fantastico. Certe cose arrivano subito, ma su altre devi lavorare. L'intera band è molto particolare. Non abbiamo mezze misure e sono molto duri con me. Ci sono dei compromessi da raggiungere ovviamente. Ma se penso che una canzone non vada bene, voglio scartarla. Sono un tipo intricato e delicato allo stesso tempo. Lo puoi vedere anche attraverso i quadri che mi piacciono. Amo pittori come Richard Dadd, Mucha e Dali, e mi piace anche Arthur Rackham."

Sei sulla buona strada per diventare un grande sex symbol androgino. Che cosa si prova a sapere che ci sono migliaia di ragazzi e di ragazze là fuori che vogliono un pezzo di te per se stessi?
"E' una grande sensazione. Io gioco sulla bisessualità, perché è una cosa diversa, ed è divertente. Ma non è una cosa che metto nello show, perché sento che l'ultima cosa che voglio fare è dare alla gente un'idea di chi sono esattamente. Voglio che la gente elabori la propria interpretazione di me e della mia immagine. Non voglio costruire una cornice intorno a me per dire ecco questo sono io o, peggio, questo è tutto quello che sono. Ad essere onesti vorrei che la gente capisse che quello che faccio è davvero il mio personaggio. C'è una certa aura mistica nel non sapere la verità su qualcuno, è molto attraente. Avrei fatto un'ingiustizia verso me stesso se non avessi usato il make- up solo perché alcune persone pensano che sia sbagliato Anche dire di essere gay nonostante fosse una cosa odiata e inaudita. Ma quei giorni sono passati. C'è un sacco di libertà oggi e si può essere se stessi. Ma io non ho scelto questa immagine, sono me stesso e, infatti, la metà del tempo ho lasciato che il vento mi prendesse. In questo business è molto difficile trovare degli amici fedeli e tenerseli stretti. Tra i miei amici ci sono un sacco di gay e un sacco di ragazze e un sacco di uomini. L'uomo che ho come autista, col quale abbiamo costruito un grande legame, è un tipo di amore e non mi interessa cosa pensa la gente su questo. Mettere le persone in categorie diverse è ingiusto. Bisogna giudicare le persone per quello che sono."

E tu che tipo di persona sei?
"Come ti aspetti che risponda a una domanda del genere, cara?! Ci sono vari aspetti di me. La cosa che apprezzo di più, oltre alla musica, è incontrare la gente. Mi piace essere socievole, andare alle feste e, in generale, penso di essere una persona simpatica. Ma posso cambiare ed essere molto lunatico e antipatico. Sono una specie di camaleonte. Il successo mi sta insegnando un sacco di cose e mi sto adattando. Devi imparare a prendere delle decisioni molto rapidamente. Non ci sono giri di parole in questo business.”

Pensi di avere il controllo della situazione, del successo che state ottenendo?
"Stiamo cercando di controllarlo il più possibile. Devi fare in modo di non pensare di aver raggiunto il picco più alto. Se ammetti con te stesso di aver fatto il massimo, allora la discesa è assicurata. Sento davvero che abbiamo molto di più da offrire.”

Come ti senti ad appartenere all'etichetta della superstar?
"Onestamente le etichette per noi sono cose passeggere. Siamo stati etichettati in così tanti modi e le etichette possono essere buone o cattive. Se prendete sul serio le etichette allora siete molto sciocchi. Ci hanno definiti band da 'campagna pubblicitaria' agli inizi. Questo ci ha offesi ovviamente, ma non abbiamo preso sul serio la definizione perché sapevamo quello che stavamo facendo.”

Mi hai detto in passato che ami i soldi. Ora che sei sulla buona strada per diventare un uomo molto ricco, che cosa hai intenzione di fare con i tuoi soldi?
"Spenderli, mia cara. Sono l'unico membro della band per cui il denaro non è molto interessante. Io sono quello dei quattro che spende di getto per i vestiti e mi piace circondarmi di belle cose."


@Last_Horizon

martedì 11 marzo 2014

Breaking News: Dopo 12 anni chiude We Will Rock You, il musical dei Queen

"Vogliamo ringraziare le persone incredibili della produzione, del cast, e i musicisti con i quali abbiamo avuto il privilegio di lavorare dal 2002 ad oggi e, ovviamente, un grazie al pubblico che ha reso grande lo show". Con queste parole di commiato pubblicate a nome di Brian May, Roger Taylor e Ben Elton si chiuse We Will Rock You nel suo allestimento più importante, quello che da ben 12 anni regna incontrastato sul palco del Dominion Theatre di Londra.

La notizia era nell'aria già da qualche giorno e appena prima della partenza dei Queen per l'America la scorsa settimana, Brian May aveva parlato con il cast e la produzione per annunciare la decisione. Si chiude così un'era incredibile, partita come spesso accade per i progetti pionieristici dei Queen non con i migliori pronostici. Forse nemmeno la stessa band e Ben Elton si aspettavano un successo così clamoroso che, a dispetto delle critiche iniziali non sempre lusinghiere, ha conquistato il pubblico serata dopo serata, superando anche gli inevitabili cambi di cast e le trasposizioni estere non sempre riuscitissime. Brian May dalle pagine del suo sito ha manifestato il grande dispiacere per questa conclusione, ma ha promesso che un giorno lo spettacolo tornerà là dove è nato. 

sabato 8 marzo 2014

La conferenza stampa dei Queen & Adam Lambert al Madison Square Garden del 6 Marzo 2014


Avete qualche commento di apertura?

Roger Taylor (RT): Abbiamo fatto un meraviglioso, breve tour in Europa e in Inghilterra. Ogni volta che abbiamo lavorato con Adam ha funzionato molto bene con la nostra musica. E' un frontman incredibile e siamo lieti di andare in tour con lui in Nord America. E' un piacere per noi lavorare con qualcuno dotato di questo talento.

Brian May (BM): Siamo molto emozionati. E' stato un po' un brivido per me e Roger, ma questo è quello che facciamo. E' molto significativo per noi essere proprio qui al Madison Square Garden. In realtà la mia condizione per fare il tour è stata 'dateci il Madison Square Garden e il Forum a Los Angeles e allo possiamo farlo ancora una volta'. Sono entusiasta di essere qui. Facciamolo.”

Adam Lambert (AL): Sono così entusiasta di essere qui con questi due membri del rock. E' un onore. Sono molto umile rispetto al fatto di poter fare questa cosa con loro. E' un punto culminante della mia carriera. Non ho mai suonato al Madison Square Garden prima, quindi questo è un grande piacere per me. Aver ricevuto la proposta di farlo da questi due signori per condividere il palco con loro è una sensazion incredibile.

I Queen e Adam Lambert hanno fatto molti altri spettacoli. Perché ora era il momento di fare un tour in Nord America?

giovedì 6 marzo 2014

Queen & Adam Lambert: domande e risposte per Rolling Stone America, del 6 Marzo 2014


Adam, come ha fatto Freddie Mercury ha ispirare un giovane cantante?
“Freddie aveva così tanto potere intensità nella sua voce. Sono sempre stato un cantante forte, così mi sono identificato con il suo modo di fare le cose. Ha avuto uno stile così incredibile. Il rovescio della medaglia è che era capace di fare le cose anche in modo lirico e pulito. Aveva tanti colori e sfumature diverse nella sua voce e io mi sto ispirando molto a questo.”

Brian, cosa ti ha colpito di Adam la prima volta che l'hai visto, come cantante e performer?
“Ho sempre pensato che il canto è una cosa molto fisica . Sono ormai famoso per i miei attacchi al programma The Voice in Gran Bretagna. Penso che sia una idea stupida quella di mettere qualcuno dietro uno schermo o voltato di spalle rispetto al pubblico. Un cantante deve essere totale in ogni aspetto. E' una cosa fisica che non riguarda solo il suono, ma anche lo sguardo, il magnetismo animale. Non è in discussione. Quando vedete Adam, si vede un performer. Si vede che canta partendo dal cuore. Interpreta le canzone Non ho mai avuto alcun dubbio sulla sua genuinità. E' una cosa rara trovare qualcuno con tanto talento e dotato dello strumento giusto, la voce, per fare tutto questo.”

Breaking News: I Queen e Adam Lambert hanno annunciato il tour estivo in America e Canada


Ore 14:30. Sugli schermi della ABC fanno la loro comparsa prima Adam Lambert e poi Brian May e Roger Taylor che annunciano per i telespettatori di Good Morning America il nuovo tour nord americano e canadese dei Queen! Al momento non è stato diffuso alcun comunicato stampa ufficiale, probabilmente in attesa della conferenza stampa che dovrebbe svolgersi a minuti presso il Madison Square Garden di New York. Al momento la band ha rivelato che il tour estivo partirà da Chicago il 19 Giugno, per poi concludersi il 21 Luglio con un concerto al at the Merriweather Post Pavilion di Washington, D.C. Altri concerti si svolgeranno invece tra New York, Los Angeles, Dallas, Vancouver, Montreal e Las Vegas, per un totale di 19 date. Adam Lambert ha così commentato in diretta:

mercoledì 5 marzo 2014

Intervista a Brian May su Maxim Magazine (Russia) del 4 Marzo 2014



Il leggendario chitarrista dei Queen ha rilasciato questa intervista a Maxim in vista del concerto che lo vedrà protagonista in Russia assieme a Kerry Ellis. E tra i ricordi del passato e il racconto dei suoi progetti presenti, ci spiega perché bisogna andare al concerto. Ma la prima domanda non può che riguardare i Queen. Brian, ci sono voci su un nuovo disco con registrazioni d'archivio dei Queen, è vero?
“Pensavamo che non ci fosse più nulla. Ma poi sono arrivate un paio di cose e io stesso sono rimasto sorpreso dal fatto che siano sopravvissute. Questo è un disco incompiuto. Con la nuova tecnologia siamo in grado di completarlo senza Freddie, come abbiamo fatto per Made in Heaven. Speriamo di pubblicarlo entro la fine dell'anno.”

Cantere anche tu e Roger?
“Perché? Tutti vogliono sentire la voce di Freddie.”


domenica 2 marzo 2014

Breaking News: I Queen preparano un tour da 16 date in America, Canada e forse Europa?


Come già vi ho raccontato su facebook, giovedì prossimo sembra davvero confermato un evento organizzato dai Queen assieme ad Adam Lambert nello splendido Madison Square Garden di New York per giovedì 6 marzo alle ore 10:30 del mattino (le 16:30 qui in Italia). Non essendoci ancora fonti ufficiali, ma solo una serie di indiscrezioni, è bene mantenere la massima prudenza, sebbene le fonti in questione siano piuttosto attendibili. Alcune sono organi di stampa o media radiofonici, soprattutto il sito della abcnewsradioonline e Outune.net per il nostro paese; poi c'è l'inestimabile lavoro dei fans, su tutti la Comunità Queeniana Italiana; infine alcune fonti più personali. Coordinare il tutto non è semplice e di certo non si può al momento indugiare in facili entusiasmi, ma alcune cose sembrano assumere col passare delle ore il carattere dell'ufficialità, o quasi. Vediamo nel dettaglio cosa ci aspetta: come già accaduto nel 2008 per il Cosmos Tour, Brian May, Roger Taylor e Adam Lambert dovrebbero presentare alla stampa una serie di date da Nord America e Canada, in tutto ben 16. Contrariamente a quanto si pensava, dunque, i Queen sembrano davvero intenzionato a fare le cose in grande. L'evento che, come detto, si svolgerà presso il Madison Square Garden, dovrebbe svolgersi proprio come nel 2008, ovvero con una mini esibizione live a telecamere spente, destinata quindi solo ai fortunati giornalisti accreditati. Il tour come già sappiamo si svolgerà in estate, ma conclusa l'esperienza americana e canadese sembra che la band sia pronta ad affrontare anche l'Europa. Quest'ultima prendetela davvero come una vocina piccola piccola, di quelle che vengono sussurrate nelle stanze che contano e che hanno bisogno di tempo per gonfiarsi sino a diventare, si spera, un vento dirompente! Difficile quindi non infarcire questo articolo con una serie infinita di condizionali e ipotesi. Mi fermo dunque qui, in attesa di raccogliere altre informazioni. Seguite Queen Forever anche su FACEBOOK, TWITTER e GOOGLE+ per non perdere nessun aggiornamento.


@Last_Horizon

sabato 1 marzo 2014

Intervista a Freddie Mercury su NME del 2 Novembre 1974

Strano come le cose cambino col tempo. Sembra solo ieri quando erano in tanti a considerare i Queen solo un fuoco di paglia. Ma dopo due album e due singoli di successo, la band può permettersi un sorriso a spese dei tanti giornalisti loro detrattori. Questa settimana i Queen hanno iniziato il loro secondo grande tour in Gran Bretagna. L'ultima volta il loro maggior successo era Seven Seas Of Rhye. Questa volta sarà protagonista il nuovo album Sheer Heart Attack, ma stranamente non il singolo Killer Queen, in quanto il loro cantante Freddie Mercury ritiene che sia sia "necessario aggiungerla a quanto ci accingiamo a fare sul palco". Mercury, va ricordato, è sempre stato fiducioso circa la possibilità della band di raggiungere il successo, e in questo senso lui non è cambiato. Queen II ha ottenuto un disco d'argento, ma si calcola che a breve conquisterà anche un disco di platino. Quattro mesi fa, se qualcuno avesse solo ipotizzato un'evenienza del genere, probabilmente sarebbe stato deriso. Il punto di svolta per la band è stato il nuovo singolo. "Un doppio lato A, anche se nessuno sembra rendersene conto, perché continuano a suonare solo Killer Queen” dice Mercury. Si tratta di un punto di svolta perché è un singolo che non suona come quanto fatto finora dal gruppo. Non c'è quel sound heavy metal parecchio rumoroso a cui siamo abituati con i Queen. E così ha trovato giustificazione la loro affermazione circa la propria versatilità. E' più di una semplice miscela di Beach Boys, dei primi Beatles e della musica che si suonava nelle music-hall nel 1920. Dice ancora Mercury: “Le persone sono abituate all'hard rock, alla musica energica dei Queen, ma con questo singolo sembra quasi che a cantarla possa essere Noel Coward. È un pezzo da cantare tenendo in testa una bombetta e magari un reggicalze nero.... non che Coward avrebbe mai indossato una cosa del genere ovviamente, caro".

E' evidente che il successo non ha modificato lo stile di Mercury, che insiste ancora nell'usare in ogni frase il suo suffisso preferito, "caro". Ed è anche ancora molto coinvolto nel mantenimento dell'immagine da star, indossando sempre abiti estrosi e spendendo il poco denaro a disposizione.
"Odio le tasche dei pantaloni", sottolinea. "A proposito, io non indosso un tubo flessibile nella patta. Nessuna bottiglia di Coca Cola, niente di farcito laggiù". Certo, Freddie. Tuttavia, attenersi rigidamente all'immagine della stella ha i suoi inconvenienti. I pantaloni di raso non sono così durevoli ("ne ho strappati un paio la settimana scorsa") e velluto e paillettes hanno la pessima abitudine di opacizzarsi sotto la pioggia. Eppure, creano l'effetto desiderato di convincere la gente a guardare. Mercury adora gli sguardi su di sé, naturalmente, e si considera una star e pensa che ci si debba vestire di conseguenza. Ma Freddie non è solo apparenza e ha una bella testa. E' stato lui dopotutto che ha scritto sei delle tredici tracce del nuovo album e si deve a lui l'idea per la copertina dell'album. "Dio, che agonia fare tutte quelle foto, cara. Potete immaginare quanta fatica sia costata convincere gli altri a coprirsi di vaselina e poi farsi spruzzare con un tubo per l'acqua?". Agonia pura, Freddie. Il risultato finale è una foto dei quattro membri della band che cercano decisamente di apparire abbronzati e sani e inzuppati di sudore da una settimana. "Tutti si aspettavano una sorta di copertina che seguisse lo stile di quella realizzata per Queen II, ma questa è completamente nuova. Non è che stiamo cambiando tutto. È solo una fase che stiamo attraversando". Ma i devoti fans dei Queen non saranno un po' preoccupati per questa nuova immagine? "Loro lo ameranno. Siamo sempre noi. Siamo ancora i dandy dei nostri inizi. Stiamo solo dimostrando alle persone che non siamo solo un gruppo di froci e che siamo capaci di fare altre cose".

L'album, come detto, vanta 13 brani, la maggior parte dei quali lunghi soli tre minuti. "Non è una raccolta di singoli, cara. C'erano così tante canzoni che volevamo fare. E fare canzoni brevi rende l'idea del cambiamento. È un disco così vario, che ci ha permesso di toccare gli estremi. Ho avuto solo circa due settimane di tempo per scrivere le mie canzoni e così abbiamo lavorato in modo fottutamente duro". Va notato che la BBC sembra aver preso "Killer Queen" in simpatia e la trasmette di continuo. Mi chiedo se sarebbero così entusiasti se ne avessero capito la vera storia che c'è dietro. Mercury chiarisce: "Si tratta di una ragazza squillo di alta classe che sta cercando di dire che le persone di classe possono essere delle puttane. Questo è ciò di cui la canzone parla, anche se io preferisco che la gente ci metta la propria interpretazione nelle canzoni". Il tour britannico è il primo evento importante che i Queen affrontano dopo la sfortunata esperienza americana come supporter dei Mott The Hoople, quando hanno dovuto abbandonare il tour a causa dell'epatite contratta dal chitarrista Brian May. Come se non bastasse, May è stato poi informato di avere un'ulcera. Attualmente ha ancora una certa aria di fragilità che lo circonda, ma afferma di sentirsi "meglio che mai". Mercury consiglia: "Brian ha avuto modo di badare a se stesso e in futuro noi tutti vogliamo essere sicuri che qualcosa del genere non accada mai più. Allora dovrà mangiare le cose giuste ed evitare gli hamburger....”. Pur essendo stato inopportuno interrompere il loro primo tour negli Stati Uniti, Mercury è comunque fiducioso come sempre delle opportunità della band in America. "Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, comunque. Certo, un intero tour avrebbe aiutato un po' di più, ma non è successo nulla di grave, non è che abbiamo perso la nostra occasione o roba simile. Credo ancora che il momento sia quello giusto per noi e contiamo di tornare presto in America. Quando ci siamo tornati per il tour con i Mott abbiamo visto le rivalutazioni che sono state fatte sul nostro conto. Erano belle e vogliono solo tornare il prima possibile, Stiamo solo aspettando che il nuovo disco esca". Una recensione particolare apparsa sulla stampa americana torna in mente a Mercury, dato che era, in un certo senso, a livello personale. "Abbiamo suonato in un teatro a New York con i Mott e un giornalista ha notato che per un mio cambio d'abiti ho sostituito anche scarpe e calzini. Ha anche aggiunto che era così vicino da aver notato che non indossavo le mutande e ha anche sottolineato che Ian Hunter invece le aveva”.

Se il mercato americano sta aumentando il proprio interesse per i Queen, sembra che anche il Giappone non sia molto lontano. Queen II è stato recentemente votato album dell'anno e tutti i membri della band hanno ricevuto premi da quelle parti come musicisti. "Un bel cambiamento per un paese che di recente si è appassionato ad artisti del calibro degli Emerson Lake & Palmer. Stiamo progettando di andare in Giappone per il nuovo anno. Non vedo l'ora, in realtà. Tutte quelle ragazze geisha ... e i ragazzi". Prima del tour britannico, la priorità principale è stata quella di provare il più possibile. Questa volta il suono del band sul palco dovrebbe essere sostanzialmente migliorato, dal momento che suoneranno in sale di maggiori dimensioni rispetto a prima, più adatte al loro vasto impianto audio. "Speriamo solo di avere il tempo che ci serve. Dobbiamo mettere in scaletta tutti e tre i nostri album. Il repertorio sarà costruita intorno a loro. Ma la cosa principale è mettere tutta l'energia della band e, auspicabilmente, la versatilità. Non vorrei fare solo hard rock per tutto il tempo, caro. Dovrebbe venire bene perché abbiamo le luci migliori, il meglio di tutto". Parte di questa intervista è stata condotta in una osteria che vende liquori e Mercury sembrava un po' nervoso all'idea di entrare in un posto del genere. "E' roba da classe operaia?" ha chiesto in quello che sembrava uno stile elitario. Ma anche così, la gente gli ha puntato gli occhi addosso quando è entrato. "Mi piace, davvero" ha poi commentato, guardandosi attorno decisamente a disagio e cercando di evitare gli sguardi di un vecchio, i cui occhi stavano tentando di lasciare le proprie orbite. "Volevo solo sapere che tipo di posto era perché non voglio un gruppo di tagliagole intorno a me. Mi chiedo cosa ne pensino di uno come me. Quando siamo entrati, negli occhi di quell'uomo ho visto quasi saltargli fuori la testa". Ricevi mai commenti strani mentre cammini per strada? "No, non proprio. Ci sono state persone che un paio di volte hanno cercato di prendermi, ma non ho intenzione di cambiare i jeans a causa loro". In qualche modo Mercury mi convince di sapersela cavare in certe situazioni. Solo poco tempo fa si è trovato in una situazione alquanto imbarazzante e miracolosamente ne è sfuggito. "Avevamo avuto una giornata frenetica a Top Of The Pops e alla fine mi sono ritrovato da solo a un pranzo offerto dalla produzione dello show. Gli altri della band purtroppo non potevano venire perché dovevano tornare in studio. Comunque, ho avuto un bel po' da bere e mi sembra di ricordare che ad un certo punto della serata qualcuno mi ha tolto le mie scarpe e le calze e le ha appese ad un paralume. Allora ho detto qualcosa del tipo 'Bene, se è questo l'andazzo della serata, meglio togliersi anche i pantaloni....'. Immaginate la faccia che ha fatto il tipo che si stava divertendo alle mie spalle. Pensavo che stesse per buttarmi fuori, ma invece mi ha detto 'Ho sentito che hai un disco d'oro'. Intendeva dire d'argento. E poi mi ha offerto una bottiglia di champagne ". Ora, se Mercury è in grado di gestire una situazione del genere con questo stile, pensate a come sia facile per lui convincere tutti di essere una star.

@Last_Horizon