martedì 29 aprile 2014

Intervista a Brian May a The Breeze Radio Network del 28 Aprile 2014


Come sta andando la preparazione per il tour in Nord America?

BRIAN MAY: “Siamo in buona forma. Si deve iniziare molto presto con queste cose, quindi abbiamo parlato di produzione e di progettazione per un paio di mesi. Ma sì, tutto ciò che rimane da fare è metterci in forma fisicamente, oltre alla nostra mente ovviamente.”

Come si fa a farlo? Yoga ad esempio?

BM: “Beh, lo yoga è una grande cosa. Io non sono in realtà un grande seguace dello yoga. Forse dovrei esserlo. Seguo un regime di esercizi comunque. Suppongo di essere troppo occupato per lo yoga.”

Ora, in occasione della conferenza stampa per annunciare il vostro tour in Nord America, hai detto "I fans vogliono che lo facciamo, quindi lo faremo ancora una volta". Ma è l'ultima volta?

sabato 26 aprile 2014

Intervista a Brian May sul GetSurrey del 24 Aprile 2014



Per la pubblicazione di questa intervista ringrazio l'autore originale del pezzo, il giornalista James Chapple che mi ha concesso l'opportunità di offrirvi la mia traduzione. Buona lettura.

di James Chapple

"Continuerò a combattere giorno dopo giorno contro i poteri forti che vogliono perpetuare l'abuso legalizzato dei più preziosi animali selvatici del nostro paese". Questo è il messaggio diffuso dal leggendario chitarrista dei Queen nonché attivista per i diritti degli animali Brian May, in occasione della prima biennale dell'evento Riserve Rocks a Guildford in programma il mese prossimo. Residente nella contea del Windlesham, May ha fondato alcuni anni fa l'ente benefico Save Me, che lavora a stretto contatto con il servizio di pronto soccorso per la fauna selvatica Harper Asprey, e che ha l'obbiettivo di prendersi cura degli animali selvatici malati o feriti e di opporsi alle minacce alla loro salute. L'associazione voluta dal chitarrista è stata fortemente coinvolta nella lotta contro la controversa campagna di abbattimenti dei tasso promossa dal governo inglese, che un rapporto indipendente reso noto nel mese di febbraio ha rivelato essere inefficace e disumana. Da anni le autorità politiche hanno avviato una serie di iniziative per l'abbattimento dei tassi perché ritenuti dannosi per le colture e per altre specie perché portatori di malattie. Ma sul tempo il dibattito è ancora aperto e Brian si è schierato a favore di chi, al di là delle possibili implicazioni sanitarie ed economiche, è un sostenitore dei diritti degli animali e quindi contrario all'indiscriminato sterminio di una intera specie. Brian ha dichiarato che il concerto del 5 maggio si concentrerà sulle "interazioni positive" dell'umanità con il regno animale e il palco sarà animato da numerosi artisti, tra cui i The Troggs, Hawkwind e Katrina Leskanich, oltre ai talenti locali NewQuay Times, Elvis Schmelvis e Phil Ram. Ma l'evento sarà anche l'occasione per animare dei dibattiti tra gli esperti del mondo animale e chi lotta da anni per la salvaguardia dei loro diritti compresi, tra gli altri, i rappresentanti della RSPCA e Born Free Foundation, il tutto impreziosito da una serie attività dedicate ai più giovani.


giovedì 24 aprile 2014

In studio con i Queen: l'ingegnere del suono Ash Alexander racconta la sua esperienza


Queste sono storie che ai fans piacciono perché raccontano i retroscena che si celano dietro i grandi dischi dei loro artisti preferiti. E' un po' come riuscire a sbirciare attraverso una porta solitamente ben chiusa ma che, con nostra grande gioia, scopriamo essere rimasta aperta. In questo modo abbiamo l'opportunità di assistere alle registrazioni di un album e a tutto quanto avviene in sala di registrazione e che, magari dopo anni, verrà condensato in quei pezzi di plastica che custodiamo gelosamente e ascoltiamo fino a consumarne la superficie. In questo caso il sito ufficiale dei Queen ha proposto il lungo racconto di Ash Alexander, uno degli ingegneri del suono che hanno avuto il privilegio di collaborare con Brian May, Roger Taylor e John Deacon per la realizzazione del loro album più complicato, magnifico e allo stesso tempo doloroso: Made in Heaven. Dopo una prima parte nella quale Ash ha raccontato la sua storia personale (e che qui ometto perché lontana dalla band), nella seconda descrive in maniera davvero minuziosa i lavori in sala di registrazione, fino a comporre un vero e proprio racconto che ci fa rivivere quanto avvenne in quei giorni. Buona lettura.

martedì 22 aprile 2014

Brian May e la London Stereoscopic Company presentano le prossime pubblicazioni in 3D

Con una introduzione curata da Brian May è stata pubblicata la brochure ufficiale della London Stereoscopic Company, un vero e proprio bollettino scaricabile gratuitamente in formato pdf (il link lo trovate alla fine di questo articolo) che riassume le ultime attività dell'ente che dal 1850 si occupa di divulgare il movimento culturale che c'è dietro le immagini in 3D, con l'aggiunta di ampie anticipazioni sulle prossime novità che, così come già accaduto per A Village Lost & Found e Diableries vedranno protagonista lo stesso Dr May. L'idea alla base dell'iniziativa è di raccontare cosa c'è dietro queste immagine, non solo da un punto di vista tecnologico ma anche e soprattutto culturale e sociale. E' un substrato che abbiamo imparato ad apprezzare proprio con Diableries, grazie al quale Brian ci ha introdotti nella Francia del 19esimo secolo, quando la lotta contro il regime napoleonico veniva fatta anche attraverso le fotografie stereoscopiche, autentiche antesignane della satira moderna. Un tema, quest'ultimo, attualissimo perché laddove ci sono poteri soverchianti rispetto alle masse è inevitabile la nascita dei contestatori e di veri e propri movimenti impegnati ad illuminare anche con la satira le storture del sistema. È questo tipo di parallelismo tra passato e presente ad aver conquistato Brian May che quindi è pronto a prenderci per mano per calarci in altri mondi in 3 dimensioni.

venerdì 18 aprile 2014

Intervista a Freddie Mercury su Circus Magazine, Aprile 1975

Freddie Mercury vuole essere una leggenda. Il mezzo per diventarlo è una rock'n'roll band chiamata Queen, e il meticoloso Mercury sembra avere la situazione in mano. E' stato lui a scegliere il nome del gruppo, ne ha anche progettato il logo (che combina i segni zodiacali dei suoi quattro membri) e soprattutto ne ha definito lo stile musicale. "Il concetto alla base dei Queen è quello di essere regali e maestosi", ha dichiarato alla stampa inglese all'inizio della loro carriera. "Il glamour è una parte di noi e vogliamo essere eleganti. Ma vogliamo anche scioccare ed essere scandalosi". La storia di Freddie è iniziata lontano nel cuore dell'Impero Britannico. Nato 5 settembre del 1946 a Zanzibar (un'isola al largo della costa orientale dell'Africa), era figlio di un funzionario britannico. Successivamente ha studiato in India e, infine, è sbarcato in Inghilterra, quando era ancora un ragazzo. Ha frequentato la scuola a Isleworth e poi ha iniziato gli studi presso l'Ealing College of Art, appena un anno il chitarrista degli Who, Peter Townshend. E' stato lì che ha incontrato un gruppo di ragazzi che suonavano in una band chiamata Smile sul finire degli anni 70. Gli Smile erano un gruppo locale con Roger Taylor alla batteria e Brian May alla chitarra, oltre al cantante e bassista Tim Staffel. Freddie, che ha sempre cantato in piccole band scolastiche fin dall'età di 14 anni, partecipava già ad latri gruppi mentre studiava l'arte di Mucha e Arthur Rackham. Era un'epoca in cui le band locali si studiavano a vicenda e spesso si prestavano tra loro la strumentazione necessaria per esibirsi dal vivo. Nel 1970 gli Smile si sciolsero per la frustrazione di non essere riusciti a sfondare nonostante la pubblicazione di un singolo (che però ebbe scarsissimo successo) e così Freddie, rapidamente accantonati i propri progetti musicali, propose a Taylor e May l'idea di mettersi assieme per formare una band che nelle sue intenzione doveva chiamarsi Queen. La coppia approvò il progetto e invitò Freddie a unirsi a loro e, dopo sei mesi di audizioni, completarono la line-up con il bassista John Deacon. Per mesi i Queen si esercitarono, suonando solo in piccoli locali e in occasione di spettacoli selezionati per i loro amici e i primi fans, evitando il più possibile di seguire la solita trafila attraverso il circuito provinciale dei club. Memori delle loro esperienze precedenti, i Queen aveva deciso fin da subito di praticare una strada il più professionale possibile. La loro grande occasione finalmente arrivatò quando due produttori, John Anthony e Roy Baker, chiesero loro di realizzare un nastro di prova. Il demo, per lo più registrato con materiale scritto da Freddie, finì sul tavolo della EMI che decise che i Queen potevano essere una buona scommessa. Il primo Lp, intitolato semplicemente Queen, fu un successo immediato in molti ambienti e il successivo Queen II, incentrato sul tema della lotta tra bene e male, alimentò la reputazione della band, attraversando anche l'oceano, fino agli Stati Uniti. L'avventura Americana tuttavia, pur essendo iniziata con ottimi dati di vendita e un tour, si concluse in modo catastrofico, con l'annullamento di ogni impegno a causa dell'epatite contratta da Brian May. All'epoca i Queen erano solo la band di supporto dei Mott the Hoople, ma la defezione poteva davvero compromettere la carriera appena partita. Ma imperterriti, i Queen dedicarono il tempo a loro disposizione per incidere e pubblicare nell'autunno del 1974, Sheer Heart Attack, il loro terzo album. Il risultato fu stupefacente, con il singolo Killer Queen piazzato al primo posto delle chart inglesi e le recensioni favorevoli di riviste come il Melody Maker, che definì i Queen "una delle band più calde della nazione". Infine, nel febbraio del 1975, i Queen ottennero un nuovo tour negli Stati Uniti, con relativa promozione, tra cui l'intervista che segue con Freddie Mercury.

Cominciamo dall'inizio, a Zanzibar.
Freddie Mercury: “Zanzibar? Beh, sono nato lì. vi ho trascorso circa tre o quattro anni. Poi mi sono trasferito in Inghilterra. Non si ottiene molto da Zanzibar.”

Sto cercando di visualizzarla. Ci sono le palme?
FM: “Beh sì , è un'isola tropicale. E' al largo della costa orientale dell'Africa. Mio padre ha lavorato per il governo e giunse sull'isola per una sorta di inviato e così io sono nato lì. Poi ci siamo spostati di nuovo a Londra e da allora ho vissuto sempre qui.”

Che tipo di musica ascolta chi vive a Zanzibar?
FM: “Per quanto posso ricordare credo che fossero soprattutto Elvis Presley e Bill Haley. Ma sono sicuro che fossero apprezzati anche i Beatles.”

E cosa fanno le persone lì?
FM: “Credo che giochino a calcio e hockey. Ci sono un sacco di spiagge lì, quindi credo che facciano anche un sacco di nuoto.”

Sei mai stato nel Queens, a New York?
FM: “No, siamo stati solo a New York una volta. Ci siamo stati una settimana e suonavamo ogni notte. Perché, com'è?”

Un po' come Zanzibar. E' molto tropicale, ci sono le palme e un sacco di spiagge. La gente ama molto nuotare, giocare a calcio e ascoltare Elvis Presley. Che idea avevi di New York?
FM: “Avevo l'idea di una città dal ritmo molto frenetico. La gente ci diceva quanto fosse viziosa come città, ma mi sono divertito. C'è così tanto da vedere, quindi dipende da quanto tempo ci trascorri. La casa discografica ci ha portato in tutti i luoghi più belli da visitare, ma anche nei ristoranti e nei club. Quando ci torneremo la prossima volta, vedremo tutto il resto.”

Ultimamente ti sei dedicato a qualcosa di diverso dalla musica?
FM: “Non c'è stato davvero nulla di non musicale ultimamente, perché abbiamo fatto questa cosa del film del nostro show al Rainbow e abbiamo cercato di ultimarlo in vista del tour. Tu lo conosci il Rainbow? E' una sorta di posto dove suonare e quando ci siamo esibiti lì abbiamo fatto un film dello spettacolo e ora stiamo mettendo insieme i pezzi. Si chiamerà Queen Live At The Rainbow.”

È difficile metterti in imbarazzo?
FM: “Umm, ad essere onesti, non c'è molto che mi imbarazzi in realtà. Non provo imbarazzo in genere, ma forse fastidio quando le cose non vanno bene sul palco.”

Qual è la tua forma di intrattenimento preferita?
FM: “Ascolto Jimi Hendrix e Liza Minnelli, vado nelle gallerie d'arte. Mi piacciono molto gli artisti vittoriani. Mi piace molto lavorare sui dettagli, colori ad acqua, quel genere di cose. E roba popolari come Dalì.”

Ti piacerebbe avere Dali per realizzare i vostri costumi di scena e il trucco?
FM: “Non proprio. Mi piace per diverse ragioni ma abbiamo Zandra Rhodes che realizza i nostri costumi.”

Ti piacerebbe essere il primo uomo sulla copertina di Vogue?
FM: “Sarebbe fantastico e ci sto lavorando.”

Ti piacerebbe incontrare Liza Minnelli?
FM: “Vorrei parlare con lei, si. Vorrei incontrarla dopo un concerto. Non so cosa avrebbe da dirmi o quello che vorrei dire o a lei, ma mi piacerebbe.”

Siete entrambi molto appassionati di vestiti. Potreste parlare di questo. Una volta non vendevi abiti d'epoca?
FM: “Sì, alcuni dei miei migliori vestiti sono di quel periodo. Sono quelli che mi piacciono di più. Non mi piacciono i vestiti confezionati.”

Era un buon business?
FM: Sì, lo facevo con un amico (Roger Taylor, n.d.t.) e quando i Queen erano ancora una realtà semi-professionale, ho pensato di fare qualcosa e allo stesso tempo ,ho avuto l'opportunità di gestire una piccola boutique al mercato di Kensington.”

C'è un designer che ti piace più di altri?
FM: “Ho un sarto che realizza i miei pantaloni e un amico che fa scarpe. E poi c'è Zandra Rhodes ovviamente.”

Trovo che le scarpe siano la parte più difficile del guardaroba.
FM: “Londra è piena di negozi di scarpe. È possibile averle anche su ordinazione. Basta andare in con il vostro disegno e loro le realizzano.”

Quanto è grande il tuo armadio?
FM: “Abbastanza grande. Ho una specie di enorme appartamento a Kensington e ho un enorme corridoio che è solo pieno del mio guardaroba. Potrei avviare un negozio.”

Che posti consiglieresti ai fans dei Queen per acquistare i loro vestiti?
FM: “Dipende, ci sono così tanti posti. C'è un luogo chiamato Essenze, che è un posto molto buono, con roba del 1920. Se hanno soldi da spendere mi piacerebbe chiedere loro di andare da Zandra Rhodes, perché lei ha un posto dove lavora e dove si possono fare acquisti.”

Pensi che l'abito faccia l'uomo?
FM: “Dipende da che tipo di persona sei. Per ciò che facciamo, i vestiti sono molto importanti, e se si sa dove farli questo aiuta.”

Passi molto tempo davanti allo specchio?
FM: “Se ho tempo, sì. Sono una persona molto vanitosa e quindi si, lo faccio.”

Ti capita mai di pensare, quando sei di fronte allo specchio, all'effetto che la tua immagine ha su di esso?
FM: “No, non penso a certe cose così profonde. Ho altre cose a cui pensare. Ho diversi specchi in casa, di varie forme e dimensioni, ma non credo che ci sia alcun tipo di reazione chimica quando ci guardo dentro.”

Potresti paragonarti ad un altro essere umano?
FM: “Assolutamente no. Penso di essere totalmente originale. Sono sicuro che ci sono molte persone che si vedono in me, ma questo è un problema loro. Io sono io, in fondo, ed è così che mi piace essere.”

Quale marca di smalto usi?
FM: “Utilizzato lo smalto Biba. Questo è un altro bel negozio dove la gente può andare. E' davvero un bellissimo negozio fatto bene. Quando i fans vengono a Londra, Biba è il primo negozio che dovrebbero visitare. Uso smalto nero. Il nero sembra essere il colore per me.”

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi di queste persone: Jimi Hendrix, Liza Minnelli e i Led Zeppelin.
FM: “Jimi Hendrix è molto importante. Lui è il mio idolo. Ha una presenza scenica incredibile e tutta la sua opera è degna di unarock star. Non c'è modo di vincere un confronto con lui. Non c'è nessuno che possa prendere il suo posto. Liza, in termini di talento puro, ne trasuda da ogni poro. Ha energia e resistenza pura quando sta sul palco, e il modo in cui lei si offre al pubblico è meraviglioso. C'è molto da imparare da lei. I Led Zeppelin sono i più grandi. Robert Plant è uno dei cantanti più originali del nostro tempo. Come rock band meritano il tipo di successo che stanno riscuotendo.”

Quanto sono importanti le luci nei vostri spettacoli?
FM: “Sono molto importanti. Abbiamo un bello spettacolo di luci che ci portiamo in giro. Abbiamo dedicato un sacco di tempo alla progettazione delle luci. Le luci migliorano tutte le nostre canzoni in modo diverso.”

In un mazzo di carte ci sono quattro regine: quale pensi che ti rappresenti meglio?
FM: “La regina di picche. Ho la sensazione che sia più simile a me. E' molto arrogante e io sono arrogante. Penso anche che la Regina di Picche sia più vanitosa delle altre.”

Quali sono i tuoi sport preferiti?
FM: “Mi piacciono il ping pong e mi piacciono l'atletica, il nuoto e l'hockey.”

Avete mai incontrato un plaser-caster?
FM: “No, che cos'è?”

Alla fine degli anni Sessanta c'erano due ragazze che erano famosi per fare calchi in gesso delle erezioni di famose rock star. Cynthia Plaster - caster è la più famosa delle due.
FM: “Lei è ancora in giro?”

Penso che si sia ritirata alla fine della "summer of love" (il movimento hippie anni '60, n.d.t.):
FM: “Peccato che non abbia mai sentito parlare di lei. Quanti ne ha fatti?”

Non lo so, forse trenta o quaranta. Aveva una bella collezione.
FM: “Mi piacerebbe incontrarla se dovesse capitare in città.”

Come investi il tuo denaro?
FM: Al momento non ne ho. Spendo appena ne possiedo un po', in case, abiti e dipinti. Mi piace anche andare nei ristoranti e spendere denaro per il buon cibo.”

Qual è la tua mano dominante?
FM: “Oh, umm, io suono meglio il pianoforte con la mano destra. Ci sono più cose che non faccio con la mia mano sinistra che non con la destra. Ti dirò una cosa, metto lo smalto solo sulla mano sinistra. E' l'unico lato su cui metto dello smalto nero. Ne ho bisogno solamente lì.”

Pensi che la tua immagine sia una parte importante del tuo successo?
FM: “Mi ha aiutato. Abbiamo una forte immagine ed è' importante, così come il modo di guardare e di suonare.”


@Last_Horizon

martedì 8 aprile 2014

Brian May e Kerry Ellis, live at St George's Square, La Valletta, Malta del 4 Aprile 2014 + Intervista su Ultimate Classic Rock del 6 Aprile 2014


La piazza principale della piccola isola di Malta ha accolto l'ultima tappa del Candlelight Tour. In molti speravano che prima di tuffarsi nel nuovo progetto dei Queen con Adam Lambert Brian potesse sbarcare ancora una volta qui in Italia assieme a Kerry, ma dalle sue parole rilasciate in occasione di questa tappa è chiaro che lo show di Malta è davvero l'ultimo. Non possiamo dire al momento se per quest'anno il duo si fermerà del tutto, ma il fatto che per maggio dovrebbe essere pubblicato il loro nuovo album fa sperare che la promozione con qualche evento live possa essere fatta. Sebbene i media maltesi abbiano riservato grande attenzione alla loro esibizione, realizzando spot, interviste e servizi televisivi dedicati all'evento, il pubblico è rimasto piuttosto freddo, complice anche il clima non certamente favorevole ad una esibizione all'aperto. Tuttavia Brian e Kerry hanno proposto la loro consueta scaletta, tuffandosi nella tipica atmosfera dello show e regalando comunque emozioni:

I Who Have Nothing
Butterfly
Dust in the Wind
Born Free
Somebody to Love
Tell Me What You See
Nothing Really Has Changed
The Way WeWwere
Something
So Sad
'39
Kissing me Song
I’m not that Girl
If I loved you
Last Horizon
Love Of My Life
I Can't Be Your Friend
Is This The World?
Tie Your Mother Down

No-One But You
We Will Rock You
Crazy Little Thing Called Love



In attesa di conoscere i prossimi progetti del duo e soprattutto di tuffarci nella grande avventura americana dei Queen+Adam Lambert vi propongo questa intervista apparsa poche ore fa su Ultimate Classic Rock e dedicata alla collaborazione tra Brian e Kerry, ma anche al dvd Live at Montreux, di cui a breve pubblicherò la mia personale recensione.

Intervista su Ultimate Classic Rock del 6 Aprile 2014


Il leggendario chitarrista dei Queen Brian May e la star di Broadway Kerry Ellis hanno appena pubblicato 'The Candlelight Concert - Live at Montreux 2013.' Il set composto da un cd e dvd contiene un mix di molti classici dei Queen, oltre ad alcune canzoni ben note e provenienti dai repertori di altri artisti. La coppia è stata in tour con regolarità e ha sviluppato un forte seguito con i loro spettacoli intimi e introspettive che hanno davvero posto una lente d'ingrandimento sulle loro doti musicali. Recentemente Ultimate Classic Rock ha avuto la possibilità di parlare sia con May che la Ellis su ciò che rende questa collaborazione così speciale.

Entrambi sembrate avere una chimica straordinaria tra di voi. Potete descriverci cosa riuscite ad ottenere l'uno dall'altro dal punto di vista artistico?

Kerry Ellis: “Questa è una domanda davvero interessante. Quello che è importante per noi è che entrambi siamo felici per quello che stiamo facendo e che le canzoni che suoniamo significano davvero qualcosa per noi. Gli spettacoli che facciamo sono divertenti, ma anche emozionanti ed epici. Questo è il nucleo, ed è ciò che è importante per me, ovvero il fatto che sono sempre concerti confortevoli e divertenti. Brian crea un ambiente in cui questo è completamente possibile. Non c'è un momento che passo con lui che non sia altro che molto piacevole.”

Brian May: “Sì, domanda interessante. Mi piace fare musica in molti modi, non solo suonando la chitarra. Per tanti anni ho avuto Freddie e in Kerry ho trovato qualcuno che è adatto a me e a lavorare col mio stile. Amo scrivere, arrangiare, produrre e suonare la chitarra, ovviamente. Ma poter lavorare con una voce perfetta come quella di Kerry è qualcosa di meraviglioso per me. Kerry è molto diversa da molti altri cantanti di successo che ci sono oggi in giro. Lei è molto istintiva e canta molto dal cuore e, in un certo senso, questo è il modo in cui sono fatto io. Mi piace lasciare una canzone respirare e fluire in modo semplice e quindi penso che si veda che tra noi c'è questo tipo di accordo. Quando abbiamo trovato questo formato acustico tutto sembrava andare al proprio posto. Dobbiamo solo continuare a godere delle canzoni che facciamo sempre di più. E in questo senso, mi piace fare sempre meno, sottrarre invece che aggiungere. Ma c'è un piano alla base. E quello che ottengo da Kerry, suppongo, è che mi ispira e mi spinge costantemente verso nuove aree creative che altrimenti non avrei saputo trovare da solo.”

Brian, quali sono le sfide che affronti quando devi dare una nuova vita a delle canzoni che hai già suonato migliaia di volte in passato?

BM: “Beh, bisogna sempre cercare di mantenere le cose fresche. Io di solito faccio un sacco di prove all'inizio nel tentativo di raggiungere la vera essenza della canzone che voglio suonare. Poi arriva Kerry ad aggiungere il proprio stile. Ma poi accade qualcosa di speciale. Non appena lei inizia a cantare io aggiungo altre cose e attorno al cuore della canzone costruisco cose nuove. Lei mi costringe ad adattarmi e seguirla. Tra me e lei si è creato questo processo che fa incastrare davvero molto facilmente le nostre rispettive esigenze, in modo da dare vita nuova a una canzone e questa è una sfida meno difficile di quanto si possa immaginare.”

Kerry, dal punto di vista del tuo background teatrale, ti ritrovi in effetti a cantare cose molto differenti tra loro quando sei sul palco con Brian?

KE: “Questa è un'altra domanda interessante. Ironia della sorte, sembra diventare una sorta di effetto opposto. Sono così abituata a cantare e recitare in tanti ruoli differenti sul palco che la bellezza di un'opportunità come questa è che mi consente di esprimermi e mettere le mie esperienze personali nelle canzoni, e questa è davvero una grande gioia per me. Avere la libertà di cambiare quello che sto facendo ogni sera è anche piuttosto bello. In un musical ci sono confini e si deve svolgere il proprio lavoro all'interno di essi e quindi questo genere di libertà che provo esibendomi con Brian davvero mi apre alla possibilità di esprimermi in un modo in cui non sono abituata.”

Questa vostra collaborazione che prospettive vi offre per il prossimo futuro?

KE: “Ci sono state un sacco di nuove possibilità dal momento che abbiamo iniziato. E' divertente avere una band o un'orchestra con cui suonare, così come essere da soli sul palco e avere il controllo di quello che stiamo facendo, molto più di quando accade quando ci sono altri musicisti coinvolti nello show. Sarà interessante vedere cosa succede.”

BM: “E' stato molto divertente aggiungere ogni volta qualcosa di diverso che ha reso questo spettacolo un grande spettacolo, ma quando abbiamo scoperto questo approccio più intimo penso che ci siamo imbattuti in molte cose nuove che sono molto più emozionanti per noi. Ora siamo in grado di ridere con il pubblico e di interagire con esso in un modo davvero sciolto.. Possiamo sentire le risposte del pubblico e valutare le loro reazioni e i sentimenti che suscitiamo nella gente, il che è davvero una bella cosa. E' una filosofia totalmente diversa da quello cui siamo abituati. Con le grandi arene e i teatri pieni di gente ci sono una sorta di convenzioni da rispettare tacitamente. Ma con questo show acustico non c'è posto per nascondersi e l'unica scelta possibile è quella di essere completamente noi stessi sul palco.”

Ti senti più sotto pressione quando devi suonare in ambienti più piccoli?

BM: “Mi sento meno sotto pressione in realtà, perché non ci sono aspettative o confini. Questa esperienza ha cambiato completamente la mia nozione di esibizione in un modo che oggi non mi procura più lo stress di una volta. Ogni notte la gente sa che sta per ricevere qualcosa di speciale e unico, uno spettacolo che nessun altro potrà mai vedere di nuovo. Il tipo di spontaneità e scioltezza che abbiamo raggiunto ora mi ha ricordato quanto sia speciale l'arte della performance. E' qualcosa di magico.”

(Fonte: http://ultimateclassicrock.com/brian-may-kerry-ellis-interview/)


@Last_Horizon

sabato 5 aprile 2014

L'abbraccio (Teo Torriatte)

(dedicato ad Alessandra Loreti:
che il viaggio della vita ti conduca sempre là dove vuoi essere)

Dopo averla osservata attentamente, rigirandosela tra le dita, Alex concluse che quella strana scatola non aveva davvero nulla di speciale. Era arrivata col giro postale del mattino e l'aveva trovata posata su un angolo della scrivania illuminato dal sole, ancora avvolta in una busta gialla che al tatto aveva rivelato la presenza delle bolle d'aria a protezione del contenuto. Aveva scrutato il pacco in cerca del mittente, senza trovarne alcuna indicazioni. Infine aveva tirato fuori l'oggetto, una piccola scatola piatta di legno, senza alcuna incisione, che non sarebbe stata capace di contenere praticamente nulla. Eppure qualcosa doveva esserci perché scuotendola aveva avvertito un movimento. L'assenza di un mittente le fece pensare che fosse l'ennesima trovata pubblicitaria. Se ne dimenticò per il resto della giornata e una volta tornata nel suon appartamento era troppo stanca per dedicarsi a quel piccolo mistero.
Per il resto della serata la scatola rimase nascosta sotto una pila di riviste e il telecomando della tv, il cui schermo rimandava i bagliori di un concerto. Era il suo rito quotidiano. Ogni volta che tornava a casa Alex infilava un dvd nel lettore e lasciava che la musica dei Queen si diffondesse nella casa, facendone vibrare l'aria rimasta intrappolata dalla mattina. Scuotimi diceva rivolta a Freddie, mentre il cantante incitava la folla a seguirlo nei suoi vocalizzi e il pubblico rispondeva come un'unica, immensa onda di marea. Spesso Alex si era domandata cosa avrebbe provato nell'essere lì, di fronte a quel palco, e nelle sue fantasie più estreme aveva immaginato che a un certo punto lo sguardo di Freddie si allacciava al suo, facendo scomparire la folla per disegnare assieme un attimo di eterno.

mercoledì 2 aprile 2014

Breaking News: Il ritorno dei Queen in Giappone! E la prima volta in Corea!

Dopo l'annuncio del tour estivo negli States erano in molti a credere che i Queen e Adam Lambert non si sarebbero fermati. E infatti è di poco fa la conferma ufficiale che la band si esibirà anche in Giappone nell'ambito del Summer Sonic 2014, un festival che si svolgerà il 16 e 17 Agosto. Queste le dichiarazioni rilasciate per l'occasione dai tre musicisti:

Brian May: “Siamo estremamente entusiasti di avere l'opportunità di tornare in Giappone questa estate, a fare concerti come Queen assieme ad Adam Lambert. Siamo felici di questo ritorno dai nostri meravigliosi fans e amici giapponesi. Siamo stati lontani troppo a lungo!”

Roger Taylor: “Per i Queen il Giappone rappresenta così tanti ricordi meravigliosi. Siamo lieti ed entusiasti di poter fare concerti dal vivo con Adam Lambert nel paese che ha significato tanto per noi, sia personalmente che nella storia dei Queen”