lunedì 30 marzo 2015

Lo scherzo di Jim Beach e la smentita di Brian May: Sacha Baron Cohen non sarà Freddie al cinema


"Sacha Baron Cohen interpreterà Freddie Mercury al cinema, scriverà la sceneggiatura e ne curerà la regia". Questa in sintesi la frase decisamente a effetto con la quale lo storico manager dei Queen Jim Beach ha infiammato la notte dei Peter Grant Awards, i premi conferiti a nome del manager dei Led Zeppelin. Premiato direttamente da Brian May Roger Taylor, il buon Jim ha scelto di piazzare la classica bomba, di quelle che avranno sicura risonanza mediatica e tra i fans. Da parte loro i Queen hanno rivestito il ruolo dei musicisti grati a chi, grazie a un fiuto da terrier e uno spirito macchiavellico (parole di Roger Taylor), è riuscito nel non facile compito di tenere la band unita e consentirne almeno due rinascite dopo il 1991. 

Ma dopo le frasi di circostanza e i doverosi ringraziamenti al proprio staff, Jim si è reso protagonista del grande annuncio, consapevole che qualsiasi cosa riguardi il biopic dedicato a Freddie è destinato a suscitare curiosità ed emozione. Nel giro di poche ore la clamorosa rivelazione (Cohen era stato ufficialmente ricacciato indietro dopo l'iniziale arruolamento perché non più ritenuto adatto al ruolo già più di un anno fa) ha fatto il giro dei principali siti musicali, di quelli dedicati al cinema, fino ad approdare sulle community dei fans, i siti e le pagine più in vista sia in Italia che all'estero. Ancora una volta gli appassionati si sono divisi tra favorevoli e contrari e in tanti hanno rispolverato le informazioni apprese sull'attore per offrire dettagli, curiosità, spunti di riflessione.


martedì 24 marzo 2015

Brian May lancia Common Decency: il comunicato ufficiale in italiano


Brian May e il Save Me Trust lanciano la campagna Common Decency e chiedono una Gran Bretagna più giusta per tutti.


Londra, martedì 24 marzo 2015 - Il chitarrista dei Queen e noto attivista ambientale Brian May, con la sua Fondazione Save Me, ha annunciato ufficialmente il lancio della campagna Common Decency. Tutti i particolari della campagna sono stati resi pubblici oggi sul sito web di Common Decency: www.commondecency.org.uk

La campagna Common Decency nasce dalla determinazione di Brian May di innescare cambiamenti politici e sociali che portino a una Gran Bretagna più giusta e compassionevole. Ciò che chiede è una radicale riforma politica che porti alla fine dei privilegi e all'istituzione di un'autentica democrazia, nella quale la gente possa avere effettivamente voce in capitolo.

Spiega May: “Nelle elezioni politiche del 2010, circa il 38% dell'elettorato, ovvero oltre 18 milioni di persone, non è andato a votare, con il risultato che nessun partito ha raccolto un numero sufficiente di voti per formare un governo. Gli accordi che ne sono seguiti, conclusi a porte chiuse, ci hanno inflitto una coalizione post-elettorale che nessuno aveva votato. Nei seguenti cinque anni di stasi, questo governo, come molti altri che l'hanno preceduto, ha ostinatamente resistito a tutti gli sforzi di istituire riforme, proteggere chi non ha voce nella nostra società, e rendere la Gran Bretagna un paese di pari opportunità. L'elettorato si è convinto che nessuno l'ascolta, e quindi i suoi voti non hanno alcun valore. L'intero sistema ha bisogno di essere smontato e ricostruito da zero. È ora che i cittadini riprendano possesso della democrazia”.

La nostra bandiera è la Common Decency. Common Decency non è un altro partito politico. Common Decency è un movimento "politicamente daltonico", che non guarda al colore politico dei candidati; il giudizio su un candidato non è determinato dal partito politico di appartenenza, ma solo dalle qualità della persona. Noi proponiamo questo: eleggere singoli individui che diano garanzia di comportarsi con decenza, trasparenza e responsabilità delle proprie decisioni una volta che si troveranno in Parlamento.”


sabato 21 marzo 2015

Queen Rock Montreal incanta anche al cinema

Tutto è iniziato con una videocassetta, di quelle faticosamente acquistate nei primi anni '90 e custodita gelosamente come una rara testimonianza di quello che la tua band preferita è in grado di fare sul palco. Qualcosa da mostrare agli amici, da far girare per ore con la preoccupazione che il nastro possa rovinarsi, ma anche con l'irresistibile voglia di vederlo centinaia di volte. Poi il passaggio al cd e al dvd, con un intermezzo in versione bootleg, perché di quel concerto non ne hai mai abbastanza. Infine l'approdo al cinema, dove in fondo ci arrivi con l'idea che vedrai per l'ennesima volta qualcosa che conosci a memoria. Forse c'è stato addirittura un momento nel quale hai pensato di tirarti indietro, nonostante il poster in omaggio e i tanti amici che ti hanno spinto col loro entusiasmo a prendere parte all'ennesimo rito da fan. Che ci faccio qui? E' la domanda che mi assale quando arrivo all'ingresso del cinema. Il fatto è che sul grande schermo amo i film, le sorprese di una trama, l'emozione di immagini viste per la prima volta. Potrei tornare indietro, del resto non c'è nemmeno troppa gente a quest'ora e sfuggire alla tentazione sarebbe semplicissimo. Eppure rimango, acquisto il mio biglietto, invio foto e messaggi per far sapere che si, ci sono anch'io. Non è dovere istituzionale il mio e nemmeno atavico bisogno di collezionare tutto il possibile. E' un bisogno più profondo, che scaturisce da quel legame tra me e questi musicisti che ci rende così vicini, addirittura simili. Ma è anche voglia di ammirare uno spettacolo che non stanca, quasi a volermi mettere alla prova per capire se, dopotutto, è arrivato il momento di dire basta con quella vhs, quel dvd, quella musica.


mercoledì 4 marzo 2015

Breaking News: Queen Rock Montreal al Cinema. La lista di tutte le sale!


ABRUZZO:
L’AQUILA-Movieplex
CHIETI-Movieland
PESCARA-Massimo
TERAMO-Smeraldo
CASTEL DI SANGRO-Cinema Teatro Italia
COLONNELLA-Arcobaleno
MONTESILVANO-The Space
ROCCA SAN GIOVANNI-Ciak City Polycenter
SPOLTORE-Arca

martedì 3 marzo 2015

Intervista a Paola Siragna, autrice del libro La Filosofia dei Queen

Paola Siragna ha una biografia importante, una carta d'identità che mi fa subito pensare che i suoi libri siano documenti preziosi per (ri)scoprire la musica dei Queen da un'angolatura nuova e particolare. Diplomata in Violoncello al Conservatorio “N. Paganini” di Genova e Laureata in Musicologia, da anni Paola si occupa di musica, non solo come musicista, ma anche in veste di musicologa, insegnante e critica. Vanta numerose collaborazioni con artisti del panorama italiano ed internazionale, fra i quali la Banda Osirisi, con lo spettacolo “Diabolus in musica”, trasmesso da Radio2 e Rai3, Francesco Renga (nel tour Orchestra e Voce), Ron, Sarah Jane Morris, gli Stadio ed ha partecipato in qualità di orchestrale alle edizioni 2009,2010 e 2011 del Festival di Sanremo come primo violoncello. Attualmente collabora con numerose orchestre, fra le quali l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, l’Orchestra Sinfonica di Savona, L’Orchestra Filarmonica del Tigullio e l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, con la quale ha partecipato a tourneè in Russia, Croazia e Spagna. Ha poi fatto parte di vari gruppi di musica da camera, in particolare il QFM (Quartetto della Facoltà di Musicologia) e il Trio Zemlinsky e attualmente fa parte dello Janua Quartet, quartetto d’archi specializzato in arrangiamenti originali di canzoni del repertorio cantautorale genovese (De Andrè, Tenco, Lauzi, Paoli ed altri). Il suo primo libro a tema Queen (Killer Queen – prima e dopo Freddie), risale al 2005 ed è stato omaggiato dalla prefazione di un queeniano doc, amico anche di Queen Forever Blog: Cesare Cremonini.


lunedì 2 marzo 2015

Intervista a Freddie Mercury da un Magazine Olandese del 1985

“Ammetto di aver quasi pensato di lasciare i Queen durante la realizzazione del mio album solista”, dice un Freddie Mercury sorridente. “Volevo fare per conto mio. Il fatto di non aver avuto il successo sperato è solo una benedizione per il futuro dei Queen”. E' impossibile a rimproverare a Freddie Mercury la mancanza di onestà.

Freddie, è vero che il tuo vero nome non è Freddie Mercury?
“Sì. In realtà mi chiamavo Frederick Bulsara, ma ho pensato che il nome non avrebbe funzionato nello snowbizz. (Ride) Sono nato 39 anni fa sull'isola di Zanzibar, ma ho vissuto fino al mio 13° compleanno nella città portuale indiana di Bombay. Poi mi sono trasferito in Inghilterra con i miei genitori.”

Eri un cantante di talento già allora?
“Mi è sempre piaciuto cantare. A scuola facevo parte di un coro. Non avevo idea di cosa avrei voluto fare della mia vita all'epoca.”

Ti ricordi la tua prima band?
“Non proprio. Ricordo che all'inizio ero molto attratto da quello che era chiamato progressive negli anni Sessanta. I miei primi gruppi si chiamavano Wreckage e Sour Milk Sea, ma non chiedermi qual è stato il primo!”

Hai fatto parecchi lavori noiosi?
“Come un sacco di colleghi, credo. Mi ricordo che una volta ho avuto una bancarella al mercato di Kensington a Londra. Ho venduto vari abiti cosiddetti hippie.”